Il lavaggio divise spetta all’azienda, confermati risarcimenti da migliaia di euro agli operai di Malpensa
Anche in secondo grado il giudice del lavoro dà ragione all'interpretazione dei lavoratori assistiti dalla Cub Trasporti, in questo caso in causa con Alha
Nuovo pronunciamento del giudice del lavoro sulla causa dei lavoratori di Malpensa che chiedevano al datore di lavoro – in questo caso ad Alha – il risarcimento delle ore impiegate a lavare e mantenere efficiente il vestiario usato sul piazzale dell’aeroporto.
Dopo la sentenza di primo grado a Busto Arsizio e una prima sentenza in appello a Milano nella causa con Aviapartner, la Corte d’Appello di Milano ha confermato il risarcimento a favore di un nutrito gruppo di lavorarori di Alha (altro operatore di handlling a Malpensa), assistiti dal servizio legale della Cub Trasporti, riconoscendo loro arretrati oltre 6000 euro netti ciascuno.
Come detto si tratta del risarcimento per l’omesso lavaggio, nel corso degli anni, da parte aziendale dei Dispositivi di Protezione Individuale che sono stati consegnati ai lavoratori con l’obbligo di indossarli durante l’attività lavorativa: la pulizia degli strumenti veniva delegata ai lavoratori, anche se nome di Legge e successivi pronunciamenti stabilivano che il mantenimento in efficienza dei Dispositivi di Protezione Individuale – divise ad alta visibilità comprese – spetta all’azienda.
«Questa sentenza ribadisce ancora una volta come risarcimento dovuto ai lavoratori, per aver dovuto provvedere al posto del datore di lavoro al lavaggio dei loro indumenti protettivi, il corrispettivo di un’ora di straordinario per ogni settimana di lavoro effettivamente prestata dal lavoratore» commentano da Cub Trasporti. Il sindacato di base che ha sostenuto i lavoratori polemizza anche con i confederali su questa vicenda: «Siamo sconcertati a vedere che oggi invece che correre ai ripari e aprire una vera vertenza sul punto i Sindacati Confederali e la Flai preferiscono firmare accordi anche con le singole Aziende individuando importi che invece che far riferimento a quanto accertato dai Giudici risultano assolutamente irrisori e incongrui rispetto ai danni subiti dai lavoratori».
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