A Oggiona serve tempo per la vendita di Villa Colombo. Ma è ancora scontro
Il sindaco Franco Ghiringhelli pensa di poter arrivare al bando di vendita a settembre e si è augurato la continuità di presenza della comunità disabili che oggi occupa la villa. Scatenando la reazione delle opposizioni: “Decisioni già prese prima del bando”
Torna al centro del dibattito politico di Oggiona con Santo Stefano il futuro di Villa Colombo, l’immobile comunale che ospita una comunità disabili e che l’ente vorrebbe vendere. Dopo il referendum consultivo dello scorso giugno – sfumato per il mancato raggiungimento del quorum con un’affluenza ferma al 17% – la questione si riaccende con un duro confronto tra maggioranza e opposizione.
Il sindaco Franco Ghiringhelli conferma l’intenzione di procedere con l’alienazione dell’immobile. «Sarei contento se si riuscisse ad arrivare al bando per l’alienazione il prossimo settembre», ha dichiarato a La Prealpina, ribadendo la linea dell’amministrazione. «Vado avanti perché secondo me è giusto, per il Comune e anche per il centro per disabili».
Il primo cittadino sostiene da tempo che l’ente non sia nelle condizioni di sostenere eventuali interventi straordinari sull’edificio. «Credo che andare avanti sia la scelta giusta», ha spiegato. E aggiunge: «La cosa peggiore sarebbe se la comunità minori che era interessata all’acquisto decidesse di andarsene interrompendo il percorso delle famiglie e la villa rimanesse vuota».
Parole che hanno innescato la reazione del gruppo consiliare di minoranza Progetto Comune, che interviene con una nota dai toni netti. «Dalle parole del sindaco emerge un fatto gravissimo — dichiarano i rappresentanti della minoranza —: l’impressione che i futuri proprietari dell’immobile comunale siano già stati individuati prima ancora dell’avvio di qualsiasi procedura pubblica. Se così fosse, saremmo di fronte a una violazione evidente dei principi di trasparenza, imparzialità e parità di accesso che devono governare ogni procedimento di alienazione di beni pubblici».
Secondo l’opposizione, parlare di possibili acquirenti prima ancora della pubblicazione del bando rischia di svuotare di significato la procedura ad evidenza pubblica, «trasformandola in una semplice formalità destinata a ratificare decisioni già assunte».
Nel comunicato si richiama inoltre il valore collettivo dell’immobile: «Il patrimonio comunale non appartiene alla maggioranza politica del momento — prosegue la nota — ma all’intera collettività. Le scelte che lo riguardano devono essere assunte nel pieno rispetto delle regole e con la massima trasparenza, senza percorsi opachi o decisioni prese nelle stanze del potere».
La minoranza sottolinea anche la delicatezza della situazione legata alla presenza di servizi rivolti a persone fragili, ritenendo che sarebbe stato necessario «avviare un percorso pubblico e condiviso con la cittadinanza, garantendo chiarezza sugli obiettivi e sulle modalità dell’operazione».
Il gruppo consiliare chiede quindi chiarimenti immediati e un intervento degli organi di garanzia «affinché venga verificato il pieno rispetto della legalità e della correttezza amministrativa», richiamando anche il ruolo del Consiglio comunale: «Ogni consigliere è chiamato a esercitare il proprio ruolo di controllo nell’interesse della comunità. Non saremo complici di operazioni che non garantiscano piena trasparenza nella gestione del patrimonio pubblico».
Dal punto di vista politico, «consigliamo al sindaco di ritirare la vendita, candidarsi alle prossime elezioni comunali e dare la possibilità ai cittadini di decidere cosa è il meglio per il proprio paese».
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