Francesca Lollobrigida, una medaglia d’oro nata sulle rotelle di Cardano al Campo
A metà anni 2000, insieme alla sorella Giulia, la neo medaglia d'oro delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 è stata tesserata per qualche anno con i colori della squadra di Cardano al Campo: non sul ghiaccio, ma con le rotelle attaccate ai pattini
Una medaglia d’oro che almeno un po’ è colorata di Varesotto. È quella, splendida, di Francesca Lollobrigida, ottenuta a Milano nei 3000 metri di pattinaggio sul ghiaccio di velocità, la prima per l?italia alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026.
Francesca, 35 anni oggi, meravigliosa nei festeggiamenti col figlio Tommaso di quasi 3 anni, ha militato in un team storico della nostra provincia, la Cardano In Line, oggi diventata Cardano Skating dopo la fusione con la società Faro. (nella foto in una gara del 2015 è la prima sulla sinistra)
A metà anni 2000, insieme alla sorella Giulia, è stata tesserata per qualche anno con i colori della squadra di Cardano al Campo: non sul ghiaccio, ma con le rotelle attaccate ai pattini, la forza e la grinta erano le stesse che l’hanno portata a cantare l’inno nazionale sul gradino più alto del podio olimpico sabato 7 febbraio 2026.
A raccontare che tipo di atleta era quando sfrecciava sui pattini a rotelle a Cardano è Rocco Putignano, dirigente della Cardano Skating e ai tempi della Cardano In Line inserito nella società anche grazie a due figli che promettevano bene e vincevano campionati europei a livello giovanile: «Era venuta da noi insieme a Giulia e ovviamente al papà, un bell’osso duro, me lo ricordo bene – racconta -. Francesca è stata la prima a passare dalle rotelle al ghiaccio, cosa che oggi è diventata una prassi o quasi, con tanti atleti che fanno quel percorso».
«Lei, romana di Frascati, era venuta a correre da noi perché eravamo una società che faceva tante gare in giro per l’Italia, ma anche all’estero, dando la possibilità ai nostri atleti di sperimentare e fare esperienze diverse e formative. Lei era competitiva, tenace, grintosa, metodica, sempre puntuale e naturalmente fortissima. Aveva un’abnegazione difficile da trovare in un’atleta così giovane, stimolata anche dal papà che la seguiva in ogni gara e la spingeva a fare sempre di più e sempre meglio. È stata con noi 4 o 5 anni, ha vinto tantissimo ed è diventata un punto di riferimento ed un esempio positivo per noi e per i nostri atleti. Avere davanti un’atleta che ha raggiunto certe vette è uno stimolo importantissimo».

«Lei era tenace, ricordo che non mollava mai, voleva sempre primeggiare – continua Putignano -. Se devo indicare i nomi di chi è stato fondamentale per la sua crescita, oltre al padre che ho già ricordato prima, cito Roberto Boleso e Andrea Bordignon, presidenti della Cardano In Line e Massimo Alessi che l’ha allenata nei suoi anni cardanesi. Oggi la nostra società ha un centinaio di tesserati e prosegue nel suo lavoro: le rotelle, come il ghiaccio, necessitano di tanta volontà e tanti sacrifici per arrivare in alto e ottenere risultati. Un exploit come quello di Francesca può aiutare tutto il movimento. Se ho visto la gara? Certo. Per un attimo ho temuto non ce la facesse, ma poi ha tirato fuori le unghie e ha strappato un tempo pazzesco, è stat meravigliosa».
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