I letti allo “Speroni” e il gol di Casale, Gianpaolo Calzi: “Dalla sofferenza è nato l’amore per la Pro Patria”
Undicesima puntata del podcast di Radio Materia e VareseNews sul calcio con il centrocampista nato sui campi del Bosto e che ha legato la sua carriera alla maglia biancoblù
Per una decina di anni “Figli di un gol minore” è stata una rubrica di VareseNews che ha raccontato le storie più belle e affascinanti del calcio dilettantistico (guarda qui). Ora è anche un podcast con le voci dei protagonisti oppure potete ascoltarlo ogni giorno alle 12 su www.radiomateria.it.
Dai grandi ex calciatori prestati alle categorie inferiori alle grandi-piccole imprese nate sui campi di provincia, fino ad avventure in giro per il mondo, anche a Vanuatu. Oggi, grazie alla nascita di Radio Materia – la webradio di VareseNews, questa rubrica si evolve e diventa podcast. Una serie di interviste con i protagonisti del calcio “pane e salame”. La nuova puntata puoi ascoltarla ogni mercoledì alle 12 su www.radiomateria.it e su tutte le piattaforme di streaming audio.
Cresciuto calcisticamente nel Bosto, a Capolago di Varese, quando ancora i campi erano in terra battuta, Gianpaolo Calzi incarna un calcio fatto di fatica, sacrificio e rapporti umani che durano nel tempo. La scelta di andare alla Castellettese per iniziare a giocare tra i grandi dai campionati dilettanti, una scommessa vinta che lo ha portato alla Sampdoria, dove ha assaporato il clima della Serie A. Poi tante piazze importanti come Catanzaro, Ravenna e Perugia, fino ad arrivare a Busto Arsizio. Un accordo siglato all’ultimo giorno di mercato ma che lo porterà a legarsi a doppio filo alla maglia biancoblu. Il legame tra Calzi e la Pro Patria è un racconto di sofferenza, orgoglio e rinascita.
Una squadra costretta a dormire negli spogliatoi dello stadio “Speroni” ma che non ha mai smesso di lottare in campo, guadagnandosi così l’amore dei tifosi. Il punto più alto di questa storia d’amore resta impresso nella data del 12 maggio 2013: a Casale, con una squadra ridotta in nove uomini e stremata dalla tensione, Calzi trovò un insolito colpo di testa che valse la vittoria del campionato e l’apoteosi per i tantissimi cuori biancoblu accorsi in trasferta. Un rapporto così profondo che lo portò persino a tentare di stracciare un contratto già firmato con la Reggiana pur di non lasciare lo “Speroni”, e che ancora oggi lo spinge a guardare con apprensione e affetto le sorti di una società che considera, a tutti gli effetti, casa sua. Oggi, nella sua nuova veste di direttore sportivo del Codogno porta con sé quegli stessi valori.
Anche questo, un esempio perfetto di cosa vuole dire essere “Figli di un gol minore”.
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