La più lunga barriera mai posata in Italia per proteggere la testuggine palustre europea nel Ticino
Un intervento necessario: Emys orbicularis è infatti classificata come “quasi minacciata” nella Lista Rossa IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) Italia e il suo declino racconta di un equilibrio ecologico che al momento è compromesso
Proteggere la biodiversità significa proteggere gli equilibri che tengono in vita gli ecosistemi: ogni specie infatti, anche la più piccola, svolge un ruolo essenziale. Nel bacino del Ticino, però, una delle protagoniste degli ambienti umidi – la testuggine palustre europea (Emys orbicularis) – è diventata sempre più rara. Grazie al lavoro della Società Cooperativa Eleade e del Parco del Ticino e Lago Maggiore, entrambi partner del progetto ECO4TICINO all’interno del programma Iniziativa Ticino, è stato compiuto un passo decisivo per la sua salvaguardia.
Un intervento necessario: Emys orbicularis è infatti classificata come “quasi minacciata” nella Lista Rossa IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) Italia e il suo declino racconta di un equilibrio ecologico che al momento è compromesso. Un’area al sole per le piccole testuggini europee Nel bacino del Ticino la situazione della testuggine palustre europea è particolarmente critica.
Le popolazioni residue sono minacciate dalla perdita degli habitat umidi e dalla competizione con specie aliene invasive, prima fra tutte la tartaruga americana, Trachemys scripta, introdotta come animale da compagnia e oggi diffusa in molte zone umide. Lungo il tratto piemontese del fiume la presenza di Emys è oggi molto ridotta, ma è proprio qui, a Cerano, in provincia di Novara, sull’isola Mandelli, che è stata individuata un’area ideale per il suo ritorno: una grande zona umida circondata da spazi aperti e soleggiati, ideali per la nidificazione.

Un dettaglio tutt’altro che secondario: il sesso dei nascituri di Emys orbicularis dipende infatti dalla temperatura di incubazione delle uova. Le femmine, fondamentali per creare una popolazione stabile, nascono in ambienti caldi e ben esposti al sole. Ecco perché quest’area rappresenta una opportunità unica per la specie.
Per proteggere l’area individuata e favorire il successo dell’iniziativa, nell’autunno scorso sono stati installati circa 800 metri di barriere attorno alla zona umida e all’area terrestre circostante: la più lunga barriera mai posata in Italia per la tutela della testuggine europea. Alta 70 centimetri e interrata per dieci, rimarrà in loco per un periodo di tre – quattro anni.
Il suo scopo è triplice: – proteggere gli esemplari immessi, consentendo loro di ambientarsi senza rischi, – impedire il ritorno delle specie invasive, in particolare Trachemys scripta, dopo la loro rimozione, – impedire l’alterazione da pare della nutria sulle opere di ripristino dell’ecosistema.
Dalla primavera prossima verranno rilasciati ogni anno circa trenta giovani esemplari, allevati presso il Centro Emys Piemonte. Cresciuti fino ai due – tre anni, avranno maggiori probabilità di sopravvivere alle prime fasi di vita, quando la predazione è più intensa. Questo intervento rappresenta molto più di un’azione di tutela di una singola specie. È un esempio concreto di come il progetto ECO4TICINO lavori per la conservazione della biodiversità, la riqualificazione degli ecosistemi fluviali e la cooperazione transfrontaliera, promuovendo soluzioni sostenibili e durature. Attraverso iniziative come questa, ECO4TICINO contribuisce a costruire un futuro in cui natura e territorio tornano a convivere in equilibrio.
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