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“L’auto chiede aiuto da sola”: il sistema per le emergenze eCall gestito dalla centrale di Varese

l coordinatore della Cur di Varese Simone Carradore illustra a "La Materia del Giorno" il funzionamento dell’unico polo italiano per il soccorso automatizzato: dai sensori d'impatto alla gestione dei dati salvavita

Simone Carradore cur varese la materia del giorno

Un impatto violento, i sensori che registrano la decelerazione dell’automobile e una chiamata che parte in automatico verso la centrale operativa, anche se chi è a bordo ha perso conoscenza. Il sistema eCall rappresenta oggi uno dei pilastri della sicurezza stradale europea e vede la Cur di Varese nel ruolo di unico polo nazionale per la gestione di questo servizio.

Durante l’intervista condotta da Marco Tresca per La Materia del Giorno, il coordinatore della struttura Simone Carradore ha spiegato come questa tecnologia riesca a fare la differenza tra la vita e la morte nei momenti successivi a un incidente.

«Il sistema e-call è un servizio di chiamata di emergenza automatizzato che è installato a bordo dei veicoli» spiega Simone Carradore, sottolineando come il dispositivo si basi su una scatola nera capace di attivarsi in autonomia. «In pratica nel momento dell’impatto questa centralina, questa black box, registra l’attivazione di una serie di sensori che vengono sollecitati con una forte decelerazione». Non tutti gli urti però innescano il sistema: «Deve esserci la sollecitazione di un certo numero di sensori e con una certa velocità, quindi con una certa velocità di impatto, una forza di impatto». L’obiettivo primario rimane quello di «generare una chiamata di emergenza anche quando  a seguito di un impatto molto violento il conducente o le persone all’interno dell’abitacolo non sono in grado di chiedere aiuto».

Oltre a stabilire un contatto vocale, il sistema invia alla centrale di Varese un pacchetto di dati tecnici fondamentale per i soccorritori. «Contiene la posizione, che è ovviamente importantissima per determinare il luogo dell’evento, la direzione di marcia, anche quella è molto utile ad esempio sulle autostrade». Le informazioni permettono di conoscere preventivamente anche la tipologia di alimentazione del mezzo: «Sapere che si sta andando ad intervenire su un’auto elettrica o a gas, sicuramente per i soccorritori è estremamente importante, perché li mette in una condizione di maggiore sicurezza». Nei modelli più recenti, la tecnologia consente di visualizzare persino «il ribaltamento, quindi la direzione del veicolo sui tre assi, e anche la velocità d’impatto».

Nonostante l’efficacia del sistema, i numeri evidenziano una criticità legata alle attivazioni improprie. «Le chiamate improprie da questa tipologia di dispositivi sono oltre il 90%» ha ammesso Carradore, spiegando che spesso il tasto Sos viene premuto per errore o per banali guasti meccanici. «Deve essere chiaro che quello è un pulsante per le emergenze, quindi non per richiedere l’assistenza perché ci sia accesa una spia sul cruscotto che non sappiamo cosa vuol dire». In caso di errore, il coordinatore raccomanda di non interrompere la comunicazione: «È comunque bene rimanere in linea e rispondere alle domande dell’operatore che vi chiederà chiaramente se si tratta di un’emergenza oppure no e dire chiaramente che invece si tratta di un errore».

La mole di lavoro per la Cur di Varese è imponente e i volumi sono in costante aumento con il rinnovo del parco auto circolante. Se il 2025 si è chiuso con una media di cinquecento chiamate al giorno, i dati dei primi mesi di quest’anno confermano il trend di crescita. «Abbiamo già superato la media delle seicento chiamate al giorno, con anche dei picchi di mille o più chiamate nei giorni in cui c’è più spostamento». Tra le regioni, la Lombardia si conferma la regione con il numero più alto di segnalazioni, coprendo circa il 20% del totale nazionale per via della densità demografica e della complessa rete viaria.

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Pubblicato il 24 Febbraio 2026
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