Rosario Rasizza: “Openjobmetis non solo lavoro, ma una storia d’amore lunga 25 anni”
Nel giorno del venticinquesimo anniversario, il CEO e fondatore scrive ai dipendenti una lettera intensa e personale: il racconto di un’impresa vissuta come una relazione profonda, fatta di sacrifici, paure, dedizione e cura per le persone
Non è un discorso aziendale, né una celebrazione formale. È una lettera. Nel giorno del venticinquesimo anniversario dalla nascita di Openjobmetis, il suo fondatore e CEO sceglie di parlare ai dipendenti con parole intime, dirette, senza difese.
Un racconto che attraversa paure, sacrifici, notti insonni e momenti di felicità autentica, fino a trasformarsi in una promessa: continuare ad avere cura delle persone, oggi come il primo giorno. Con le parole e la musica di Franco Battiato e della sua La cura, questo messaggio diventa il manifesto umano di un’azienda che compie 25 anni senza smettere di sentirsi viva.
La lettera di Rosario Rasizza
“E oggi voglio dirtelo subito: per me sei una stella. Non perché brilli sempre, ma perché quando tutto è buio sei quella che mi ha indicato la strada. E anche quando mi hai fatto paura, io non ho mai smesso di guardarti. E io non ce la faccio a dirtelo in modo “professionale”. Perché tu non sei mai stata solo lavoro. Tu sei stata casa, tempesta, ossessione, orgoglio. Sei stata la cosa che mi ha svegliato la mattina… e quella che mi ha tenuto sveglio la notte.
Mi rivedo come fosse adesso: 5 febbraio 2001. Un notaio, il Lago Maggiore lì fuori, tutto calmo. Ricordo il sole, il cielo azzurro. E dentro di me, invece, un terremoto. Io, Biagio e Marina, e il nostro Commercialista Paolo. Tre firme che sembravano piccole… e invece erano un destino. Lì non ho “costituito una società”: mi sono innamorato di te.
In questi venticinque anni ti ho amata con una fedeltà che non si spiega. E ti ho anche odiata, sì. Ti ho odiata quando mi hai chiesto tutto: energie, respiro, pazienza, notti insonni . Quando mi hai fatto sentire solo anche in mezzo alla gente. Quando portavo addosso la responsabilità delle decisioni come una giacca pesante, e sorridevo lo stesso perché non volevo far paura a nessuno. Ti ho odiata nei giorni in cui sembrava che ogni conquista fosse fragile e ogni errore potesse costare carissimo. Ho pianto per colpa tua. Ti ho odiata davvero. Ti ho veramente odiato
Ma poi succedeva sempre la stessa cosa: mi bastava guardarti meglio e facevamo subito pace . Mi bastava passare qualche ora da solo con te, nel nostro ufficio di Gallarate, di sabato o di domenica… e tutto cambiava. Tutto si chiariva e facevamo pace . Mi bastava vedere un collega che, grazie a te, ripartiva. Una famiglia che tornava a respirare serenità per un contratto a tempo indeterminato. Un collega che non mollava. Un “grazie” detto sottovoce. E io capivo che tu eri molto più di quello che mi stavi togliendo. Tu eri la mia felicità. Perché tu mi hai consumato, è vero. Ma mi hai anche costruito.
E oggi, con 25 anni sulle spalle e lo stesso nodo in gola del primo giorno, te lo dico piano — come si dicono le cose che fanno tremare: sono ancora follemente innamorato di te, come se fosse il primo giorno. Non del nome. Non del ruolo. Di te, così come sei: imperfetta, enorme, viva. Con le tue cicatrici e le tue rinascite. Con i tuoi giorni luminosi e i tuoi giorni cattivi.
E oggi non voglio difendermi dietro la razionalità. Oggi voglio solo prometterti una cosa, come si promette a qualcuno che si ama davvero: io ci sarò. Non ti lascerò diventare fredda. Non ti lascerò diventare insensibile ai rapporti umani, cinica. Non ti lascerò diventare piccola. Perché tu sei parte di me.
E te lo dico con le parole di Franco Battiato, perché la sua canzone “ La cura” sembra scritta per te e per me. “Ti proteggerò…” Anche quando sarò stanco. Quando sarò ferito. Quando sarà più facile dire “basta”. Ti proteggerò dalle paure che non si dicono, dai dubbi che ti mangiano lentamente, dalle ingiustizie, dagli inganni del tempo, dalle scorciatoie che promettono pace e invece portano via l’anima. “Supererò le correnti gravitazionali.” Supererò la fatica. Supererò la paura. Supererò me stesso, se serve. “Perché sei un essere speciale.”
E allora lo scrivo, senza vergogna e senza difese, come una promessa che non scade: “Ed io avrò cura di te.” Buon compleanno, stellina… Oggi più che mai: Sono qui. Con te. Per te. Avanti Tutta. Sempre”.
Rosario Rasizza
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
lenny54 su Entrano in vigore le nuove tariffe "metropolitane", Saronnese e Busto più vicine a Milano
Felice su Fucile d'assalto e mitragliette nella casa dell'ex ispettore di Malpensa
lenny54 su In vendita casa Bossi, villa simbolo della "Lega di una volta"
lauralaura su Ospedali troppo caldi: la Regione comprerà i condizionatori
gcbiakmw su Lo spinello fa male
Rita Campiotti su Torna IceOut, qual è la vostra gelateria preferita?









Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.