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«Aiutateci a tenere aperta la nostra scuola»: I bambini di Venezia scrivono alle suore di Busto Arsizio

L’edificio che ospita la scuola è sul mercato per 10 milioni di euro. Le Suore della Riparazione vogliono vendere, il Comune tergiversa in vista delle elezioni. E ottanta bambini scrivono una lettera

lettera bambini scuola venezia per suore della redenzione

Amelia, Giacomo, Camilla, Fatima, Francesco, Barnaba sono tra gli ottanta bambini iscritti alla scuola primaria Diedo di Venezia.  Hanno preso carta e penna per scrivere alle Suore della Riparazione, che dal 1878 gestiscono l’ Istituto Maria Immacolata a Busto Arsizio.

Il messaggio è diretto come solo i bambini sanno fare: “Siamo i Bambini della scuola Diedo di Venezia. A scuola impariamo tante cose: a leggere, a scrivere, a fare i conti, ma anche ad aiutarci e a diventare grandi. La nostra scuola è per noi molto importante perchè è il posto dove passiamo tante ore della giornata, dove abbiamo i nostri amici e le nostre maestre”.

Lo raccontano con le parole e con i disegni – coloratissimi ed espressivi – che accompagnano la lettera inviata all’ordine religioso, con sede legale a Milano, e che da decenni affitta lo stabile al Comune.

Ma dietro la tenerezza di quelle parole infantili c’è una storia di adulti, carica di tensioni politiche e incertezze istituzionali che i genitori stanno cercando di decifrare da mesi, senza ancora ottenere risposte chiare.

DIECI MILIONI SUL MERCATO E UN AFFITTO SCADUTO

La vicenda nasce da un fatto semplice: il contratto di affitto tra le Suore della Riparazione e il Comune di Venezia è scaduto e non è stato rinnovato. L’ordine religioso ha messo lo stabile sul mercato a dieci milioni di euro e ha dichiarato di voler procedere con la vendita. Una scelta maturata dopo mesi di attesa: le suore lamentano di non aver ricevuto risposta dall’amministrazione comunale alla propria offerta per il rinnovo del contratto.

Il giornale “La Nuova Venezia” spiega che il Comune  assicura di aver avviato le trattative, l’immobiliare che segue la partita conferma che è stato firmato un contratto d’affitto, poi scaduto, e che la proprietà è disposta a valutare ogni strada possibile, ma solo se porta all’acquisto. Per la locazione, la porta sembra ormai chiusa.

Il sindaco, racconta ancora il quotidiano, ha dichiarato di essere pronto ad avviare un percorso per l’esproprio dell’edificio per pubblica utilità. Ogni soluzione, quindi, è formalmente in valutazione.

Tuttavia, l’amministrazione non fornisce dichiarazioni sulle trattative in corso, e le rassicurazioni cominciano a suonare vuote alle famiglie, che chiedono fatti.

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LA SCADENZA ELETTORALE

C’è un dettaglio che tutti conoscono: si va a elezioni. E in un clima di campagna elettorale, i genitori temono che le questioni scomode vengano congelate, i dossier rinviati, le decisioni difficili rimandate alla “nuova giunta”. Nonostante le tante rassicurazioni, l’unica certezza è che il contratto di affitto resta scaduto, la proprietà vuole vendere, e i bambini continuano ad andare a scuola senza sapere se quello sarà ancora il loro posto l’anno prossimo.

In questa incertezza, le Suore della Riparazione rimangono in silenzio, convinte della vendita. Per questo i bambini hanno deciso di rivolgersi direttamente alle proprietarie dello stabile: “Aiutateci a tenere aperta la nostra scuola”.

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Pubblicato il 24 Marzo 2026
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