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Due legnanesi sono finiti a vivere all’aeroporto di Malpensa

O meglio: a dormirci, come fanno in molti. Un fenomeno molto radicato nonostante i diversi sgomberi nell’ultimo anno. Il racconto di una marginalità che non si cancella

Generico 2018

Vengono da Legnano, hanno circa sessant’anni e fino a poco tempo fa avevano una vita normale. Oggi dormono all’aeroporto di Malpensa, insieme ad altri indigenti che trovano riparo negli spazi dello scalo. Il loro caso racconta di una povertà che, seppur nascosta, esiste anche nel territorio intorno all’aeroporto.

Il numero di senzatetto che dormono a Malpensa oscilla tra qualche decina e il centinaio, nei periodi di picco (soprattutto in inverno). Prima delle Olimpiadi sono stati fatti diversi sgomberi, per rendere più “pulito” lo scalo alla vigilia della prova internazionale. Peraltro, in un contesto in cui tutti gli aeroporti internazionali negli ultimi anni sono diventati luoghi di rifugio di persone senzatetto e in difficoltà (all’aeroporto di Madrid lo scorso anno si arrivava a 500) .

I senzatetto legnanesi dormono in aeroporto, ma come molti altri durante il giorno continuano a vivere il territorio di riferimento. E infatti sono i volontari attivi nelle Caritas – come quella storica della parrocchia San Domenico – a toccare con mano queste storie. Non a caso questi due legnanesi proprio di recente hanno bussato alla porta dello sportello di corso Garibaldi per chiedere cibo.

I due legnanesi da ormai diversi mesi dormono a Malpensa. Come ci ha spiegato Giancarlo Raimondi, referente della Caritas di San Domenico a Legnano, quella di questi due uomini è una storia che accomuna molte altre persone: uomini che, per ragioni diverse, non riescono più a rientrare nel sistema sociale o che, in alcuni casi, hanno smesso persino di provarci. «Dal nostro osservatorio – spiega Raimondi – contiamo pochi senzatetto: si tratta di persone che arrivano in maniera sporadica anche perchè la Casa San Giuseppe non è più attiva per l’accoglienza di primo livello. Il nostro servizio è dedicato esclusivamente alla distribuzione di cibo e abiti. Nel contempo come Caritas abbiamo anche il centro d’ascolto attivo una volta a settimana».

I due legnanesi si aggiungono alle 153 persone aiutate nel 2025 dai volontari della Caritas San Domenico: «Abbiamo chiuso il 2025 aiutando ben 52 nuclei familiari in difficoltà: significa che abbiamo aiutato un totale di 153 persone. Tra queste, si contano 16 bambini nella fascia di età compresa tra 0 e 5 anni, un dato che evidenzia la presenza significativa di famiglie con minori in condizioni di fragilità Per ricevere i servizi invitiamo le persone a passare al centro di ascolto e a fare una tessera. L’intento è sempre quello di non offrire solo cibo, ma di cercare di dare aiuto indicando possibili soluzioni. Oggi tra chi si rivolge alla Caritas si trovano famiglie straniere, lavoratori precari, ma anche italiani e pensionati che non riescono più a sostenere le spese quotidiane. Una povertà spesso silenziosa e poco visibile, ma che i volontari incontrano ogni giorno dietro la porta della Caritas».

 

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Pubblicato il 11 Marzo 2026
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