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Fondazione Scuole Materne Gallarate, il Comune fissa gli obbiettivi ma non si placa la polemica sulle scelte

L'ente ha riattivato una sezione Primavera e sta cercando una stabilità, nonostante tensioni e addii al Cda. Si fa sentire anche l'ex presidente Antenore: "Sulle Primavera la Fondazione si era attivata, ecco i documenti"

Fondazione consorzio scuole materne del comune di Gallarate - Anno 2021

Resta ancora piuttosto movimentata la vicenda della Fondazione Scuole Materne di Gallarate, al centro del dibattito politico in città. Da un lato con l’indebolirsi del Cda, che ha perso due componenti (non senza polemiche), dall’altro con la discussione intorno alle responsabilità sugli ultimi anni di gestione. E infine con l’orizzonte richiesto di risanamento e progettualità.

La Fondazione, va detto, sta oggi lavorando già per dare piena continuità, tra l’altro anche con la riattivazione con la Sezione Primavera alla scuola di Madonna in Campagna e con un’opera di valorizzazione e condivisione che ad esempio ha visto nascere un Comitato genitori proprio a Madonna in Campagna.

Il consiglio di amministrazione della Fondazione scuole materne ha ora alcuni mesi di tempo per predisporre un piano di rilancio complessivo. È la linea indicata dall’amministrazione comunale, con il sindaco Andrea Cassani e l’assessora Claudia Mazzetti che hanno chiarito quale dovrà essere il percorso da seguire per affrontare le difficoltà economiche e organizzative emerse negli ultimi mesi.

Il punto centrale è la costruzione di un piano finanziario dettagliato, che permetta di comprendere con precisione la situazione e le prospettive future. «Per capire quanti fondi mettere a bilancio – spiega il sindaco Andrea Cassani – abbiamo bisogno di un piano finanziario serio, con previsioni su iscrizioni e costi. Solo a fronte di dati chiari potremo intervenire per non penalizzare le famiglie».

Parallelamente, a Palazzo Borghi si sta lavorando su un’altra strada considerata strategica per ampliare i servizi alle famiglie senza aumentare la spesa pubblica: l’introduzione dei servizi di pre e post scuola nelle materne statali, un servizio complementare alternativo alla Fondazione (ora l’unica a erogare il servizio).

La discussione politica

Il quadro resta però segnato dalle tensioni che si sono accumulate negli ultimi mesi attorno alla Fondazione. e alle responsabilità nel passato.

L’ultima ricostruzione di quanto accaduto arriva da Antonio Antenore, ex presidente della Fondazione fino al 2024, poi coordinatore della Lista Civica Cassani, da cui si è dimesso proprio in corrispondenza delle tensioni intorno al futuro della Scuole Materne.

Antenore interviene per precisare i tempi della questione delle sezioni Primavera: a fronte dei rilievi tecnico-urbanistici dell’ente comunale, la fondazione – ricorda l’ex presidente – «ha inviato più volte i documenti richiesti».

Ma secondo Antenore c’è una discrepanza tra quanto risulta depositato dalla Fondazione e quanto registrato dall’ente comunale e reso noto in questi ultimi due mesi: «Su 16 passaggi documentali, quattro coincidono mentre gli altri non risultano nella lista proposta dall’amministrazione». E questo riguarda – secondo Antenore – sia documenti consegnati fisicamente sia altri inviati(o reinviati) via Pec. Tra questi ad esempio le pratiche inviate il 21 luglio 2023, a cui seguì il sopralluogo dell’ente comunale.

Antonio Antenore
Antonio Antenore ai tempi della candidatura con la Lista Cassani, che ha lasciato a inizio 2026

Una ricostruzione che Antenore descrive come «un’analisi non strumentale ma oggettiva, visto che come consiglio di amministrazione siamo stati accusati di incapacità». La Fondazione, secondo l’elenco presentato da Antenore, aveva proceduto a fare diversi passaggi e – in sostanza – non può essere imputato agli ex amministratori di aver sottovalutato la vicenda delle Sezioni Primavera.
Ognuno – conclude l’ex presidente – «analizzando le date provi a fare una riflessione sulle responsabilità».

Il Cda dopo le dimissioni

Poi alle spalle c’è il Cda segnato da quanto accaduto negli ultimi mesi.
Nell’assetto il consiglio di amministrazione è composto da cinque membri, dopo due dimissioni arrivate da quando è esploso il “caso” legato prima agli aumenti delle rette e poi all’annuncio della chiusura delle tre Sezioni Primavera.

A lasciare per primo era stato Alessandro Frisoli, espressione di Fratelli d’Italia. Dieci giorni fa si è dimessa anche Maria Scillieri, vicina all’area di Comunione e Liberazione. Nella sua comunicazione di dimissioni aveva citato esplicitamente la mancanza di fiducia reciproca tra il Cda e l’amministrazione comunale, nel 2026.

Fondazione consorzio scuole materne del comune di Gallarate - Anno 2021

I documenti emersi nelle settimane successive hanno inoltre mostrato come le frizioni fossero presenti fin dall’inizio anche all’interno della stessa maggioranza di centrodestra. Da una parte la linea dell’amministrazione, dall’altra quella espressa da alcuni consiglieri di amministrazione – nominati dal sindaco e in gran parte espressione della maggioranza – con posizioni diverse sulla gestione delle Sezioni Primavera e sulle scelte da compiere per il futuro della Fondazione.

Tensioni emerse anche intorno al “celebre” verbale del consiglio di amministrazione di gennaio, pubblicato dal quotidiano La Prealpina e  che venne successivamente rettificato nella seduta seguente, quella in cui erano appunto emerse chiare le tensioni interne (i verbali non furono sottoscritti dalla segretaria). Erano i giorni in cui il Cda era “assediato” fuori anche dai genitori.

Se da allora la Fondazione ha cercato di raddrizzare la rotta, anche con la riattivazione della Primavera a Madonna in Campagna, d’altra parte lo scontro politico – aperto o sotterraneo – rimane aperto.

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Pubblicato il 17 Marzo 2026
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