Gavirate e Laveno nelle rime di Davide Manzo: nel podcast NOIse la storia di “Pirata del Lago”
Tra autoproduzione, riflessioni sulla scuola e il valore dei collettivi musicali, il diciottenne Davide Manzo spiega come la musica sia diventata per lui uno strumento per raccontare la realtà della provincia di Varese
Nel nuovo episodio del podcast NOIse su Radio Materia, la conduttrice Arianna Bonazzi ha intervistato Davide Manzo, giovane rapper di 18 anni che ha da poco pubblicato il suo primo EP, Pirata del Lago. Durante la conversazione l’artista racconta il suo percorso creativo e il legame profondo tra la sua musica e il territorio della provincia di Varese, in particolare Laveno, da cui proviene.
Per Manzo il rap è prima di tutto uno strumento personale, un modo per elaborare esperienze e raccontare ciò che vede intorno a sé. «Il rap per me è uno sfogo, un modo per dire cose che altrimenti resterebbero dentro» – racconta l’artista – «e per descrivere la realtà in cui vivo».
Il significato di “Pirata del Lago”
Il titolo dell’EP nasce dall’unione di due elementi che rappresentano l’identità dell’artista. Da una parte la figura del pirata, simbolo che Manzo sente vicino al mondo del rap per la sua dimensione ribelle e indipendente. «Il pirata è una figura cruda, semplice e umile, molto simile allo spirito del rap» – spiega – «ed è anche una specie di opposizione al potere costituito».
Dall’altra parte c’è il lago, riferimento diretto al territorio in cui è cresciuto. La scelta non è casuale: il rapper vuole dare spazio alla dimensione provinciale della sua esperienza e far emergere nei brani il contesto in cui vive.
In origine il tema del pirata avrebbe dovuto essere ancora più centrale nei testi dell’EP, ma durante la lavorazione del progetto questa linea narrativa si è attenuata. Il titolo è rimasto come elemento unificante delle sei tracce, che mantengono comunque un suono omogeneo e diretto.
La provincia come ispirazione
La realtà di Laveno e della provincia di Varese rappresenta una componente importante della musica di Manzo. Nei suoi testi non compaiono solo esperienze personali, ma anche osservazioni sulla quotidianità del territorio.
Per il giovane artista il rap deve essere prima di tutto verità e racconto. Raccontare la provincia significa quindi dare valore a un contesto spesso lontano dai riflettori ma ricco di storie.
Questo legame emerge anche nelle scelte pratiche legate alla produzione musicale. Manzo ha deciso infatti di lavorare in autoproduzione appoggiandosi a realtà locali, come uno studio di registrazione a Gavirate. Una scelta che gli consente di mantenere una qualità professionale con costi più sostenibili rispetto agli studi milanesi.
Autoproduzione, scuola e collettivi
Durante la puntata di NOIse si parla anche degli aspetti più concreti del lavoro musicale: dalla ricerca delle basi online ai costi di registrazione, fino all’importanza dell’immagine artistica per chi vuole emergere.
Manzo condivide anche alcune riflessioni personali sul sistema scolastico e sul valore dei collettivi musicali, sottolineando quanto il confronto con altri artisti possa essere utile per crescere.
Fondamentale nel suo percorso è stato anche il sostegno della famiglia adottiva, che ha accompagnato e incoraggiato la sua passione per la musica.
Tra sogno e convinzione
Alla base del progetto musicale di Davide Manzo c’è una determinazione chiara: trasformare la musica in un lavoro. Non solo un desiderio, ma una convinzione profonda.
«C’è differenza tra sperare che qualcosa succeda e sapere dentro di sé che è quello che si vuole fare davvero» – racconta – «io voglio provarci fino in fondo».
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