Manifattura e caso Beko, Licata (FI): “L’Europa tuteli le nostre imprese dal dumping”
Approvato in Consiglio Regionale un emendamento che chiede misure urgenti contro la concorrenza sleale extra-UE. Riflettori accesi sullo stabilimento di Cassinetta
Più tutele per il settore manifatturiero e interventi concreti per contrastare lo strapotere dei mercati esteri, a partire da quello cinese. Il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato oggi, 31 marzo, una proposta di integrazione alla Risoluzione per la Sessione Europea presentata da Giuseppe Licata, consigliere regionale di Forza Italia e membro della Commissione Attività Produttive.
L’emendamento punta a sollecitare l’Unione Europea verso l’adozione di politiche industriali incisive: dal contenimento dei costi energetici all’accesso agevolato alle materie prime, fino a una decisa lotta alle pratiche di dumping (la vendita di prodotti a prezzi inferiori a quelli di mercato).
Il “caso” Beko e il polo di Cassinetta
Al centro della riflessione politica c’è il settore degli elettrodomestici, che sta attraversando una fase di profonda crisi dovuta all’invasione di prodotti a basso costo provenienti dall’Asia. Un contesto che tocca da vicino il territorio varesino con la situazione di Beko Europe.
“Emblematico è il caso del gruppo Beko – ha spiegato Licata – che soffre la sovraproduzione cinese riversata sui nostri mercati, specialmente dopo l’introduzione dei dazi negli Stati Uniti”. Nonostante le incertezze globali, il consigliere ha richiamato quanto emerso nell’incontro regionale di gennaio: “Lo stabilimento di Cassinetta resterà il polo di riferimento per i prodotti da incasso, ma la sfida resta il recupero dei volumi produttivi per tornare a essere competitivi”.
Verso l’Industrial Acceleration Act
La richiesta di Regione Lombardia arriva in un momento cruciale. Lo scorso 4 marzo, la Commissione UE ha pubblicato l’Industrial Acceleration Act (IAA), una strategia che mira a portare il peso della manifattura al 20% del Pil europeo entro il 2035. La preoccupazione di Licata, tuttavia, riguarda i tempi di applicazione: il timore è che la burocrazia europea non viaggi alla stessa velocità delle necessità delle imprese lombarde.
“L’Europa non può permettere che le dipendenze strategiche diventino armi geopolitiche”, ha incalzato Licata. “Dobbiamo affiancare agli obiettivi climatici una politica industriale capace di garantire condizioni eque. L’emendamento approvato oggi va esattamente in questa direzione: difendere l’occupazione e il valore industriale del nostro territorio”.
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