Meno robinie e più spazio alla brughiera, nel territorio intorno a Malpensa
Originale e particolarissimo ambiente di alta pianura, la brughiera è arretrata per effetto delle attività umane e dell’avanzata del bosco. Per mantenerla ora c’è un progetto da 275mila euro
Meno robinie e ciliegi americani, più spazio all’ambiente originario della brughiera, quell’ambiente di vegetazione bassa così particolare e tipico: sono gli interventi previsti nelle zone di Malpensa, del Gaggio e del Campo della Promessa, nel territorio intorno a Malpensa.
Un progetto da 275mila euro complessivi per tutelare la straordinaria biodiversità delle brughiere di Lonate e Malpensa, habitat un tempo esteso su migliaia di ettari e oggi ridotto a poco più di un centinaio, per effetto dell’ espansione delle attività umane ma anche per l’avanzata del bosco “generico”.
Quest’area, riconosciuta a livello internazionale, è minacciata dal degrado e dalla diffusione di specie arboree esotiche invasive, tra cui il ciliegio americano, la robinia, la quercia rossa e il pino rigido.

Per contrastare questo processo, con un primo lotto di lavori di superficie pari a circa 36.688 mq, sono state eliminate le specie infestanti, così da consentire la ricostituzione dei lembi di brughiera originaria.
I lavori, progettati dal dott. Roberto Musmeci e realizzati da Naturcoop, su incarico del Consorzio Forestale del Parco del Ticino, rientrano nell’Accordo sottoscritto nel settembre 2025 tra Regione Lombardia, Parco del Ticino, Fondazione Lombardia per l’Ambiente (FLA) e SEA spa, che dà attuazione a una Delibera regionale relativa alla proposta di istituzione del Sito di Importanza Comunitaria e Zona di Protezione Speciale “Brughiere di Malpensa e Lonate”.
L’operazione ha visto un impegno economico importante da parte di tutti gli enti coinvolti: il Parco del Ticino ha stanziato 200mila euro (fondi vincolati per il miglioramento forestale), SEA spa ha cofinanziato gli interventi per 75.000 euro, Regione e FLA hanno fornito supporto scientifico e monitoraggi faunistici (effettuati prima e durante i lavori, e che proseguiranno anche dopo la chiusura del cantiere).
Martedi 24 maggio si è svolto un sopralluogo tecnico nel “cantiere” delle brughiere di Lonate e Malpensa, a cui ha preso parte una delegazione di Regione Lombardia composta da Maria Vittoria Fregonara, Monica Peggion, Anna Rampa e Marco Torretta, insieme a Riccardo Falco e Valentina Bergero di Fondazione Lombardia per l’Ambiente(FLA), Giorgio Medici e Davide Canuti di SEA, il progettista e Direttore Lavori Roberto Musmeci. Per il Parco del Ticino erano presenti il Presidente Ismaele Rognoni, i consiglieri Maurizio Rivolta e Francesca Monno, il direttore Claudio De Paola e Valentina Parco responsabile del Settore Rete Natura 2000, il Segretario generale Antonella Annecchiarico.

Il secondo lotto dei lavori su via Gaggio e Campo della Promessa
Con la conclusione di questa prima fase, l’attenzione si sposta già al futuro prossimo. È infatti in fase di avvio la progettazione di un intervento molto più esteso che, a partire dal prossimo autunno, interesserà sia la Brughiera del Gaggio che quella del Campo della Promessa, l’area dell’ex aeroporto militare di cui si è anche parlato negli ultimi tempi.
L’obiettivo finale è il restauro di almeno una parte delle Brughiere di Malpensa e Lonate, arrestando il progressivo degrado causato dall’avanzare del bosco, costituito prevalentemente da specie esotiche invasive.
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