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Missoni passa di mano, Angela: “Speriamo che possa restare italiana ancora per tanti anni”

Angela Missoni ha raccontato l’addio alla direzione artistica e il futuro italiano dell’azienda dell’azienda di Sumirago

Angela Missoni

Angela Missoni, icona della moda italiana e direttore artistico di Missoni per 30 anni, ha commentato il passaggio di mano dell’azienda familiare in apertura dell’incontro dedicato all’arte e alla creatività a Villa Panza che l’ha vista protagonista insieme a Luca Stoppini. «Quell’idea di famiglia non basta più», ha detto con emozione, spiegando come la realtà artigiana voluta dal padre Ottavio non fosse più sostenibile oggi.

L’azienda, nata a Sumirago nel cuore del Varesotto, rimane italiana grazie al socio di minoranza che ha devia di rilevare le quote permette di alla maison di rimanere italiana scongiurando la vendita a una società americana di cui si è parlato nei mesi scorsi. «Supporteremo il nostro socio di minoranza divenuto ora di maggioranza, nel nuovo assetto che possa dare continuità alla Missoni. Che aveva bisogno di investimenti importanti. Con la Fondazione saremo sempre a supporto»

Le origini a Sumirago: una scelta radicata nel territorio

Missoni nasce nel 1953 grazie a Ottavio Missoni e alla moglie Rosita: lui esule dalmata, lei radicata nel territorio del Varesotto. La mamma di Angela proveniva da Golasecca, mentre il papà si era stabilito nel Gallaratese. «Hanno deciso di fare l’azienda in un posto dove avrebbero voluto passare il fine settimana» ha spiegato Angela.
Sumirago, con le sue tradizioni vive e il legame con la zona del Monterosa, è stata scelta non a caso: un luogo artigiano, lontano dai ritmi industriali, ideale per un sogno che partiva da maglierie innovative e motivi zigzag iconici.

«Papà non è mai voluto diventare industriale, ma voleva fare artigiano» ha ricordato lei. La famiglia Missoni ha mantenuto vive tutte le tradizioni locali, restando quasi tutta a vivere nel territorio.

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Dopo la madre Rosita, Angela ha preso le redini come direttore artistico per tre decenni. «Io ho fatto quello che loro speravano di veder realizzato», spiega.
Missoni è sempre stata un’ «azienda con nome grandissimo ma una realtà piccola», un brand internazionale, senza perdere l’essenza familiare.

Oggi, però, il mondo della moda richiede strutture più solide: «Questa realtà così com’è pensata e voluta non è più possibile». Con fiducia, la famiglia ha accompagnato il cambiamento.

Nonostante il passaggio, i Missoni non abbandonano il territorio. «Noi restiamo con Fondazione e ci prenderemo cura della realtà e continueremo a dare supporto. Oggi è tempo di dire grazie a tutti quelli che ci hanno creduto e ci hanno lavorato. Speriamo che possa restare italiana ancora per tanti anni».

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Pubblicato il 05 Marzo 2026
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