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Si chiude un’era: Patrizia Testa lascia la Pro Patria

La presidente dei tigrotti ufficializza il passo indietro dopo undici anni al timone: ora la parola passa al Cda per le nuove nomine societarie e il futuro biancoblù

Le foto di Pro Patria - Vicenza

Finisce un’era in casa Pro Patria: dopo 11 anni Patrizia Testa  si dimette da presidente. Un atto che dovrà ora passare al vaglio del Consiglio di Amministrazione composto anche dalla stessa Testa, dalla figlia Stefania e dall’avvocato Zima. Si tratta di un momento di rottura storica per il club di Busto Arsizio, che arriva dopo più di un decennio di gestione caratterizzati da una dedizione totale, ma anche da solitudini e amarezze sul fronte del sostegno economico locale.

Il passo indietro e il futuro della società

Le dimissioni non rappresentano un addio definitivo ai colori biancoblu, almeno per la passione, quanto una scelta operativa per lasciare spazio ai nuovi equilibri societari. La presidente ha dato la propria disponibilità affinché le nuove nomine vengano decise dall’altra parte della compagine societaria, che dal primo luglio ha impresso un nuovo ritmo alla crescita economica del club. Testa ha garantito la propria presenza fino al pagamento degli ultimi stipendi, assicurando una transizione ordinata.

«Ribadisco con sincerità e concretezza – le parole di Patrizia Testa– che non significa abbandonare o cancellare l’amore che ho per la Pro Patria, ma solo fare un passo indietro rispetto a quello che ho fatto in questi 11 anni. Sono arrivata in punta di piedi in minoranza, sono rimasta con il cerino in mano, in modo ignobile all’epoca, ma non mi sono tirata indietro».

L’appello inascoltato all’imprenditoria bustocca

Nel congedarsi dal ruolo di vertice, Patrizia Testa non ha risparmiato critiche al tessuto economico cittadino. Nonostante i risultati e la solidità dimostrata negli anni, l’appello per un sostegno corale alla squadra della città è rimasto in gran parte inascoltato. La presidente ha rivendicato con orgoglio il sacrificio personale e lavorativo profuso per mantenere alto il nome dei “Tigrotti”, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa nei confronti dei detrattori. «Ho atteso invano la grande imprenditoria bustocca – ha sottolineato Patrizia Testa – a parte i soliti che ci hanno dato una mano, gli altri si sono sempre negati ad aiuti economici. Credo di poter dire: ho fatto la mia, l’ho fatto nel limite del possibile. Credo di essere l’unica presidente che ha messo a disposizione il proprio benessere personale e lavorativo. Non mi aspetto applausi, ma neanche farmi tirare sassi».

Un’eredità fatta di talenti e professionalità

L’era targata Testa lascia in dote alla Pro Patria non solo la stabilità sportiva, ma anche il merito di aver lanciato talenti che oggi brillano nel grande calcio. Un ringraziamento è andato anche a tutti i collaboratori che hanno lavorato con professionalità dietro le quinte della società. «Mi sento di ringraziare tutte le persone che lavorano con professionalità in tutta la società Pro Patria – conclude la presidente – e non si può cancellare che la Pro Patria di questi anni ha visto passare talenti come Elia Caprile, che ha tanta gratitudine nella nostra piazza, e anche Federico Gatti che ha avuto la giusta visibilità grazie all’intuizione di Turootti. Nonostante l’anno sia partito in ritardo, tutta la società ha lavorato in maniera positiva, soprattutto nel settore giovanile; purtroppo rispetto alla prima squadra dci sono stati errori di valutazione».

Ora, dopo i tempi tecnici, la Pro Patria resterà orfana di una figura che negli anni, a conti fatti, ha risollevato il club dalla Serie D ai professionisti e l’ha mantenuta in Serie C fino a questa stagione, ultima superstite della provincia di Varese tra i “pro”.

Pro Patria: Testa e Finnat ripartono da Turotti e dall’ambizione, in attesa del ripescaggio in Serie C

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Pubblicato il 25 Marzo 2026
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