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Dalla strada all’educazione, Fabio Kaso e il rap che cambia le vite a Varese

Una chiacchierata con una delle figure storiche del rap varesino su come, grazie alle rime e ai beats, sia riuscito ad aiutare tanti ragazzi a trovare una strada nuova

Generico 15 Jul 2024


Il rap come strumento educativo e linguaggio capace di creare comunità: è questo il filo conduttore della puntata del podcast “Chi l’avrebbe mai detto”, condotto da Orlando Mastrillo per Radio Materia, che vede ospite Fabio Kaso, figura storica della scena hip hop varesina. Un viaggio tra musica e impegno sociale, dalle origini negli anni ’90 fino alle esperienze nei contesti più complessi.

Dalle origini della scena varesina

Nel corso della conversazione, Kaso ripercorre la nascita del movimento hip hop in provincia di Varese, quando il rap era ancora un fenomeno di nicchia. Un’epoca segnata da gruppi pionieristici come gli OTR, vere e proprie “crew” capaci di unire musica, skate e socialità. «Era prima di tutto una comunità, un modo di stare insieme» – sottolinea Fabio Kaso, ricordando come quella dimensione collettiva abbia contribuito a costruire un’identità culturale forte.

Da nicchia a industria musicale

Il racconto si sposta poi sull’evoluzione del rap, oggi diventato una vera industria. Un cambiamento che non ha cancellato le radici, ma le ha trasformate. Kaso evidenzia come il passaggio dalla strada al mercato abbia modificato linguaggi e dinamiche, senza però far perdere al rap il suo valore originario di espressione libera e diretta.

Il rap come strumento educativo

Uno degli aspetti centrali dell’intervista è l’impegno sociale. Dal 2003 Fabio Kaso lavora come educatore, utilizzando il rap per entrare in contatto con i giovani, anche nei contesti più difficili. «Il rap è una chiave di accesso: permette ai ragazzi di raccontarsi e di essere ascoltati» – spiega l’educatore e rapper.

Attraverso laboratori e attività sul territorio, il linguaggio musicale diventa un ponte tra educatori e nuove generazioni.

“Rime e Beats”: musica e riscatto sociale

Tra i progetti più significativi c’è “Rime e Beats”, format di laboratori rap attivo in carceri, penale minorile, comunità e centri di aggregazione. L’obiettivo è creare piccole “crew” in cui i ragazzi possano esprimersi liberamente e trasformare il proprio vissuto in qualcosa di creativo. Non solo musica, ma uno spazio senza censure dove dare voce a storie spesso invisibili. In questo contesto, il rap diventa anche alternativa alla violenza e strumento concreto di riscatto sociale.

Una voce per le nuove generazioni

L’intervista mette in luce anche il ruolo del rap per i giovani di seconda e terza generazione, che trovano nella musica uno spazio autentico di espressione. Non mancano esempi di percorsi nati proprio da queste esperienze, come quello di Massimo Pericolo, cresciuto anche grazie al contesto culturale e sociale della scena varesina.

Conoscere le radici per capire il presente

In chiusura, Kaso ribadisce l’importanza di conoscere la storia dell’hip hop per comprendere il panorama attuale. «Se non conosci da dove viene questa cultura, rischi di perderne il senso» – conclude Kaso. Un messaggio che va oltre la musica e parla direttamente alle nuove generazioni.

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Pubblicato il 16 Aprile 2026
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