Da Punto di primo intervento ad ambulatorio medico integrato: a Somma il nuovo modello di assistenza in urgenza
Dal 10 agosto il servizio lascia l’ospedale Bellini e si trasferisce nella Casa di Comunità. Accesso diretto o attraverso il 116117, stesso personale nella prima fase e possibilità di utilizzare la diagnostica dell’ospedale. Raccolte 770 firme contro la decisione
Dal 10 agosto a Somma Lombardo cambia il modello con cui vengono affrontati i problemi sanitari in urgenza a bassa complessità. Lo storico Punto di Primo Intervento lascia l’ospedale Bellini e si trasferisce nella Casa di Comunità di via Cavour, angolo via Fuser, assumendo la denominazione di Ambulatorio Medico integrato.
Non si tratta, dunque, soltanto di uno spostamento fisico. Il servizio viene inserito in un diverso modello organizzativo: non più all’interno del presidio ospedaliero, ma nella rete dell’assistenza territoriale. È proprio questo passaggio a rappresentare contemporaneamente l’elemento innovativo del progetto dell’ASST Valle Olona e il punto sul quale si concentrano le maggiori perplessità di una parte della città.
Un ambulatorio per i bisogni sanitari urgenti a bassa complessità
Il nuovo Ambulatorio Medico sarà inizialmente aperto tutti i giorni dalle 8 alle 16 e sarà dedicato ai bisogni sanitari non gravi che necessitano di una valutazione clinica in tempi rapidi.
Sono previste diverse modalità di accesso. Il cittadino potrà presentarsi direttamente alla Casa di Comunità, dove medico e infermiere effettueranno una prima valutazione e individueranno il percorso più appropriato. Ma l’ambulatorio sarà anche collegato al 116117, il numero europeo per le cure non urgenti, che potrà orientare verso il servizio le persone che necessitano di questo livello di assistenza.
Il raccordo dovrà coinvolgere inoltre medici di medicina generale, infermieri di famiglia e di comunità, Continuità assistenziale, Centrale Operativa Territoriale e gli altri servizi della Casa di Comunità.
L’obiettivo dichiarato è creare una porta della sanità territoriale capace di intercettare i problemi clinici non differibili ma a bassa complessità, evitando, quando non necessario, il ricorso ai Pronto Soccorso.
Il nodo del collegamento con l’ospedale
È qui, tuttavia, che si trova uno degli aspetti più delicati della riorganizzazione.
Il Punto di Primo Intervento ha operato sino ad oggi dentro l’ospedale Bellini. Il nuovo Ambulatorio sarà invece collocato in una Casa di Comunità, struttura che per sua natura ha finalità differenti da quelle di un presidio ospedaliero: presa in carico, prossimità, continuità delle cure e integrazione dei servizi territoriali.
Per questo il vero banco di prova non sarà soltanto la capacità dell’ambulatorio di effettuare la prima visita, ma quanto sarà stretto e rapido il collegamento tra i suoi medici e gli specialisti dell’ospedale e, soprattutto, quanto sarà effettivamente accessibile la diagnostica ospedaliera quando il quadro clinico lo richiederà.
ASST Valle Olona assicura che questo collegamento verrà mantenuto. In particolare, la Radiologia resterà attiva nel vicino presidio ospedaliero e, in caso di necessità, saranno previsti percorsi che permettano al paziente di accedere agli approfondimenti diagnostici necessari.
È un elemento importante perché proprio la possibilità di passare rapidamente dalla valutazione medica agli esami rappresenta uno dei punti che distinguono maggiormente un servizio inserito in un ospedale da un ambulatorio territoriale.
Resta, quindi, da verificare nella pratica come funzioneranno questi percorsi: quali esami potranno essere richiesti direttamente dai medici dell’Ambulatorio, con quali tempi, attraverso quali modalità di trasferimento del paziente e quale sarà il raccordo con gli specialisti ospedalieri nei casi che richiedano un approfondimento.
Nella prima fase rimarranno gli stessi medici e infermieri
Su un altro punto l’azienda sanitaria ha voluto fornire una rassicurazione precisa: il trasferimento non dovrebbe comportare, almeno nella fase iniziale, una perdita delle professionalità oggi presenti al Punto di Primo Intervento.
L’attività partirà attraverso una rimodulazione del personale già operativo. Medici e infermieri saranno quindi riorganizzati nel nuovo modello mantenendo competenze ed esperienza maturate nel servizio del Bellini.
L’ASST prevede, in futuro, una progressiva implementazione dell’Ambulatorio attraverso strumenti diagnostici di primo livello e sistemi Point of Care Testing (POCT), cioè esami eseguibili direttamente vicino al paziente, oltre al consolidamento dei collegamenti con gli altri servizi aziendali.
Anche l’orario potrebbe essere ampliato. La partenza è prevista dalle 8 alle 16, ma l’obiettivo indicato dall’azienda è arrivare con il nuovo anno fino alle 20.
Nella stessa Casa di Comunità è già presente la Continuità assistenziale, che garantisce la copertura nelle ore notturne e durante l’intera giornata nei fine settimana e nei festivi.
La protesta contro la chiusura del PPI: già 770 firme
La trasformazione, però, non ha convinto una parte della popolazione. Da settimane il Comitato Pro Ospedale Bellini è mobilitato contro lo spostamento del Punto di Primo Intervento.
Dopo i gazebo organizzati domenica 2 agosto, giovedì 6 agosto il presidente Tullio Bartoli e il vicepresidente Mauro Tapellini hanno consegnato al sindaco Silvio Pezzotta 770 firme, protocollate in Municipio, per chiedere che il servizio rimanga all’interno dell’ospedale. E la raccolta è destinata a proseguire.
La contestazione del Comitato riguarda proprio la natura della trasformazione: secondo i promotori della petizione, trasferendo il servizio fuori dall’ospedale si perderebbero le caratteristiche proprie del Punto di Primo Intervento, trasformandolo in un ambulatorio con funzioni e standard differenti.
ASST: «Un potenziamento della sanità territoriale»
La lettura dell’azienda è opposta. Per ASST Valle Olona il nuovo Ambulatorio rappresenta l’evoluzione del precedente modello e si inserisce nella riorganizzazione dell’assistenza prevista dalla normativa nazionale e regionale.
L’azienda ricorda inoltre gli investimenti realizzati a Somma Lombardo: oltre 9 milioni di euro, con la nuova Casa di Comunità e due Ospedali di Comunità per complessivi 40 posti letto.
L’obiettivo è spostare sul territorio una parte della domanda sanitaria a bassa complessità, costruendo una rete nella quale Ambulatorio Medico, medici di famiglia, 116117, Continuità assistenziale e servizi territoriali lavorino in modo coordinato.
Un’evoluzione che si misurerà sui percorsi reali dei pazienti
Il 10 agosto, quindi, non cambierà soltanto l’indirizzo al quale rivolgersi. Cambierà la filosofia organizzativa del servizio.
Da una parte c’è la scelta di portare la risposta ai bisogni sanitari a bassa complessità nella Casa di Comunità, integrandola con il resto dell’assistenza territoriale e lasciando all’ospedale le funzioni propriamente ospedaliere. Dall’altra viene meno la collocazione del Primo Intervento direttamente dentro il Bellini, ed è su questo passaggio che si concentrano i timori della mobilitazione cittadina.
La riuscita del nuovo modello dipenderà quindi soprattutto da ciò che avverrà dopo la prima valutazione del paziente. Se il problema potrà essere risolto nell’Ambulatorio, il nuovo sistema potrà offrire una risposta territoriale rapida e alleggerire gli accessi impropri ai Pronto Soccorso. Se invece saranno necessari una radiografia, un approfondimento diagnostico o il parere di uno specialista, diventeranno decisivi la rapidità e la semplicità del collegamento con il vicino ospedale.
È su questo confine tra Casa di Comunità e Bellini, medicina territoriale e servizi ospedalieri, più ancora che sul trasferimento di poche centinaia di metri, che si misurerà dal 10 agosto l’efficacia della nuova organizzazione sanitaria di Somma Lombardo.
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