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Emirates vorrebbe più voli a Malpensa. Ma si apre lo scontro

La compagnia emiratina chiede di ampliare i collegamenti in “quinta libertà” dallo scalo varesino. Ita Airways, Neos e Aeroitalia si oppongono, mentre dalla Lombardia arrivano le aperture di Fontana e Sala. L’associazione Aeroporti Lombardi prende posizione: "Malpensa deve essere libera di collegarsi con il mondo"

Emirates Malpensa

Lo sviluppo della compagnia Emirates all’aeroporto di Milano Malpensa è al centro da alcuni giorni di uno scontro che contrappone il vettore degli Emirati Arabi Uniti ad alcune compagnie italiane e che ha suscitato anche la reazione della politica.

Tra i principali operatori a Malpensa, Emirates punta ad aggiungere un collegamento diretto tra lo scalo milanese e Lima, in Perù, utilizzando i cosiddetti diritti “di quinta libertà”. Un progetto che ha trovato l’opposizione delle principali compagnie italiane e, contemporaneamente, il sostegno di una parte significativa del mondo politico ed economico lombardo.

La quinta libertà dell’aviazione consente a una compagnia di un Paese di trasportare passeggeri tra altri due Stati nell’ambito di un collegamento che parte o termina nel proprio Paese. Non sarebbe una novità per Malpensa: Emirates stessa utilizza già questo meccanismo per il collegamento Dubai-Milano-New York, vendendo biglietti anche soltanto sulla tratta tra Malpensa e JFK.

L’esistenza di un interessamento di Emirates alla rotta per Lima (destinazione che la compagnia ad oggi non serve neppure da Dubai) è stata svelata da Leonard Berberi, giornalista del Corriere della Sera che segue il mondo dell’aviazione. Emirates ha avviato l’iter per ottenere l’autorizzazione a collegare direttamente Milano con Lima: è una rotta che presenta numeri significativi, visto che circa 150 mila persone ogni anno viaggiano tra Milano e la capitale peruviana, ma oggi sono costrette a effettuare almeno uno scalo. Il traffico sulla direttrice milanese sarebbe inoltre circa il doppio di quello tra Roma e Lima.

Malpensa, nonostante il peso del suo bacino d’utenza e dell’economia del Nord Italia, dispone oggi di un’offerta limitata di collegamenti diretti con il Sudamerica: il principale volo senza scalo è quello per San Paolo operato da Latam.

C’è un mercato potenziale, dunque.
E proprio per questo il progetto di Emirates ha però provocato la reazione delle compagnie italiane. Ita Airways, Neos e Aeroitalia hanno espresso contrarietà a un’ulteriore espansione del vettore emiratino da Malpensa, sostenendo che l’assegnazione di nuovi diritti a una compagnia extraeuropea rischierebbe di sottrarre quote di mercato ai vettori nazionali e di alterare gli equilibri concorrenziali. Neos – compagnia di base proprio a Malpensa – ha formalizzato la propria opposizione con una lettera inviata l’8 ottobre ai vertici dell’Enac e al viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi.

Fontana e Sala difendono Malpensa

Di fronte a questo scenario, c’è stata una mobilitazione della politica che sfugge un po’ il tradizionale schema destra-sinistra.
Nel senso che la politica lombarda si è mossa nella stessa direzione. «Credo che Malpensa abbia diritto di avere altre linee perché qui la gente vuole venire e ha bisogno di venire», ha dichiarato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, definendo «assurdo» ostacolare un collegamento che aprirebbe nuove possibilità verso il Sudamerica.  Anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala è intervenuto sulla vicenda, con parole rivolte in particolare a Ita Airways: «La pazienza di noi milanesi è notoria, non devono esagerare però».

Una presa di posizione che avvicina, almeno su questo dossier, Palazzo Marino e Regione Lombardia nella richiesta di non limitare le possibilità di sviluppo dello scalo, dissotterrando anche un po’ la tradizionale ascia di guerra milanese contro Roma, quando si parla di Malpensa (anche se oggi una delle compagnie ostili è proprio di base a Malpensa).

Il presidente di Assolombarda Alvise Biffi ha richiamato il ruolo di Malpensa per la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese lombarde, in un territorio fortemente orientato all’export e per il quale i collegamenti intercontinentali rappresentano anche un’infrastruttura economica.

Aeroporti Lombardi: “Dopo Alitalia Malpensa è cresciuta con le proprie forze”

Nel dibattito è intervenuta anche Aeroporti Lombardi, associazione di appassionati da tempo impegnata sui temi legati allo sviluppo del sistema aeroportuale regionale, che si schiera apertamente a favore dell’apertura di nuove rotte. «La nostra associazione – da sempre impegnata a promuovere lo sviluppo dei collegamenti aerei della Lombardia – non può che essere favorevole a queste nuove opportunità di collegamenti senza scalo verso destinazioni ancora non raggiungibili da voli diretti ed in particolare da Milano Malpensa».

L’associazione richiama in particolare quanto accaduto dopo il ridimensionamento di Alitalia a Malpensa nel 2008: «Dopo il de-hubbing del 2008 da parte di Alitalia, l’aeroporto è stato capace di attrarre con le proprie forze i voli diretti dei vettori stranieri, perché una compagnia di bandiera nel Nord Italia non esiste più da quasi vent’anni».

«Sposiamo quindi le recenti dichiarazioni dei rappresentanti economici e istituzionali lombardi nel chiedere maggiori possibilità all’economia e alle relazioni internazionali di questa regione». Più polemica la posizione nei confronti delle compagnie che hanno chiesto di fermare Emirates: «Sorridiamo invece di fronte alle dichiarazioni di alcuni vettori italiani che non hanno alcuna intenzione e possibilità di aprire voli tra Milano e il resto del mondo e che in alcuni casi nemmeno volano da Malpensa» (Ita opera su Linate).

La conclusione dell’associazione sintetizza la questione dal punto di vista di chi vede nella maggiore connettività internazionale un’occasione per il territorio: «Lasciamo Milano e la Lombardia libere di volare nel mondo senza regalare passeggeri, lavoro e possibilità economiche agli aeroporti stranieri. Lasciateci volare, lasciate volare Malpensa».

Ora la questione passa dalle prese di posizione alla decisione amministrativa: sarà Enac a dover valutare la richiesta e gli interessi contrapposti. In gioco non c’è soltanto il futuro di un volo per Lima, ma in fin dei conti – seppur su un singolo passaggio – un tema che accompagna Malpensa da quasi vent’anni: quale ruolo debba avere il principale aeroporto del Nord Italia nei collegamenti intercontinentali e fino a che punto la tutela dei vettori nazionali possa incidere sulle opportunità di sviluppo dello scalo.

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Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it
Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare.
Pubblicato il 14 Ottobre 2026
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