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Scuole materne, “perché la Fondazione ha perso i contributi regionali?“

Alla vigilia del consiglio comunale il gruppo liberal-riformista di + Gallarate / Azione chiede risposte sulla Fondazione con un’interrogazione a risposta immediata. Preoccupazione per possibili tagli nel “piano di risanamento”

Azione Più + Gallarate

Alla vigilia del consiglio comunale convocato per mercoledì prossimo, il gruppo liberal-riformista di + Gallarate / Azione chiede risposte sulla Fondazione Consorzio Scuole Materne di Gallarate con una interrogazione a risposta immediata (nel question time) che, nelle scorse settimane, ha fatto protocollare tramite il consigliere di Città è Vita Cesare Coppe, che la illustrerà nella fase iniziale della seduta.

Due i fondamentali punti interrogativi del testo. Andiamo con ordine.

Punto primo: il contributo regionale perso.
Per l’a.s. 2024/2025 la Fondazione era risultata assegnataria da USR Lombardia e Regione Lombardia di un contributo pari a 10.022,25 euro per le Sezioni Primavera. Per il 2025/2026, invece, non compare nell’elenco dei 769 beneficiari approvato dall’Ufficio Scolastico Regionale il 21 maggio 2026, mentre altre strutture del territorio hanno ricevuto un contributo persino maggiore rispetto al passato.

La lista liberal-riformista si chiede quindi se la domanda di contributo sia stata presentata, tra il 16 febbraio e il 25 marzo 2026 come da scadenze previste e, in caso contrario, per quali ragioni.
Chiede inoltre se il contributo potrà essere richiesto il prossimo anno e se sia realistico attendersi un importo inferiore rispetto al passato, dopo la chiusura delle sezioni in due plessi su tre.

«Oltre a un mancato incasso delle rette – segnala Alberto Battaglia, membro del direttivo del gruppo centrista –la scelta di chiudere alcune sezioni Primavera rischia di ridurre anche l’ammontare del contributo regionale futuro perché è proporzionale al numero degli iscritti. Rinunciare a risorse pubbliche, in una fase di forte difficoltà economica, richiede una spiegazione da parte di chi gestisce l’ente».

“Un Piano discusso con tre mesi di ritardo”

Il Piano di risanamento 2026-2029 che sarà presentato questa sera (lunedì 26) in Commissione congiunta, risulta inviato all’Amministrazione il 29 luglio 2026. A distanza di quasi tre mesi, e dopo la decisione di chiudere le Sezioni Primavera e rivedere le tariffe ad anno in corso, se ne parla per la prima volta in sede consiliare.

“Al momento non è chiaro quale reportistica abbia prodotto il Responsabile Operativo Straordinario del Piano di Risanamento di 30 mila euro annui lordi affidato il 25 maggio 2026 a Benedetto Di Rienzo, con un compenso previsto dopo 90 giorni e quale esito abbia avuto la verifica. Tre mesi fa sulla stampa si parlava di un ‘Piano di rilancio’, oggi invece ci si trova a discutere un ‘Piano di risanamento’ in cui pare si preannuncino tagli al personale e un nuovo aumento delle rette”.

«Decisioni di questo tipo, prese ancora una volta ad anno in corso, andrebbero ad impattare sul servizio, mettendo in difficoltà dipendenti, genitori e bambini – avverte Battaglia –. Ci auguriamo che, prima di prendere qualsiasi decisione, ci sia modo di discutere e valutare soluzioni alternative. Serve più trasparenza e risposte, prima che le scelte siano già prese.»

Via Confalonieri, 5

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Pubblicato il 26 Ottobre 2026
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