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Semplice e solidale, torna la “pastasciutta antifascista” ispirata alla famiglia Cervi

Il 25 luglio 1943 la famiglia Cervi offrì pasta a tutto il paese di Campegine, senza distinzioni. Un evento replicato oggi in tutta Italia, anche tra Magentino e Castanese, grazie ad Anpi, Acli ed Ecoistituto

pastasciutta antifascista

Una pastasciutta insieme, per ricordare la prima caduta del fascismo (quella del 25 luglio) e una visione solidale e attiva dell’antifascismo: è “La pastasciutta antifascista di Casa Cervi”, organizzata anche quest’anno dalle sezioni Anpi del Castanese, in collaborazione con l‘Ecoistituto della valle del Ticino, le Acli e la Pro Loco di Casorezzo.

L’evento si terrà venerdì 25 luglio, alle ore 20.00, a Casorezzo nell’anfiteatro dell’area feste in piazza 1° maggio.
Il menù è a 13 euro, con la celebre pastasciutta in bianco con grana, ma anche antipasto di salumi e formaggi, l’anguria finale, acqua e vino (possibile menù vegano).

C’è – come in molte “pastasciutte antifasciste” – un versante solidale: Emergency sarà presente con un suo stand per raccogliere fondi per l’assistenza sanitaria alla popolazione di Gaza.

Dalle 21,30 concerto ad opera del gruppo musicale GenerAzioni.

Per partecipare alla pastasciutta occorre prenotarsi chiamando entro il 23 luglio uno dei seguenti numeri: 3389121741; 3464960398; 3923449879; 3288874046

Come nasce la pastasciutta antifascista

Il 25 luglio 1943, in piena guerra mondiale, Mussolini perse il potere e venne arrestato. Sembrava che il fascismo e la guerra fossero finalmente finiti per sempre.

Alcide, capo di una grossa famiglia contadina Emiliana, di sentimenti antifascisti come ve ne erano tante, decise di fare una grande pastasciutta fatta in casa con farina e uova, condita solo con burro e grana perché non c’era altro a causa della guerra.

Riempirono i bidoni del latte e, con carro e buoi, la trasportarono in piazza dove la offrirono a tutti i compaesani di Campegine, compresi i fascisti, tanta era la gioia, non immaginando che la guerra di li a poco sarebbe ripresa più crudele di prima prendendo anche la forma della guerra civile e rendendo indispensabile il riscatto della dignità italiana attraverso la guerra di Liberazione e la Resistenza che durerà ben 20 mesi.

La famiglia Cervi diede una enorme contributo di sofferenza alla causa della Libertà. I 7 figli maschi di Alcide e Genoeffa vennero fucilati dai fascisti per rappresaglia di lì a pochi mesi. Per questo intendiamo onorarli e ricordarli.

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it
Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare.
Pubblicato il 11 Luglio 2025
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