La gioeubia di Gallarate quest’anno torna ad Arnate
Il rogo "della Giubbiana" è sempre un momento amatissimo e che unisce la città. La Pro Loco si prepara alla festa
Anche quest’anno Gallarate rinnova l’appuntamento con la gioeubia, la tradizionale festa popolare che la Pro Loco cittadina continua a proporre come momento di condivisione e richiamo alle radici culturali del territorio.
Come già avvenuto nelle ultime edizioni, la manifestazione si svolgerà nel quartiere di Arnate, confermando una scelta ormai consolidata.
Il “rogo della giubbiana” – la dizione cui è affezionata la Pro Loco – è in programma come da tradizione l’ultimo giovedì di gennaio, il 29, all’oratorio San Giovanni Bosco di Arnate, in via XXII Marzo 44.
La serata prenderà il via alle 19.15 con la presentazione dell’iniziativa, mentre il momento più atteso, il rogo della Giubbiana, è previsto per le 20.00.
In caso di maltempo, la manifestazione sarà rinviata a sabato 31 gennaio, mantenendo invariato il programma.
Accanto al rito simbolico del rogo, che richiama l’antica tradizione lombarda di scacciare l’inverno e propiziare l’arrivo della bella stagione, non mancherà il momento conviviale con la distribuzione di risotto e luganiga, elemento ormai immancabile della gioeubia gallaratese. Il riferimento alla storica “maxi pentola” del Guinness dei Primati del 1998 richiama un passato che continua a essere parte dell’identità della festa.
Qual è il significato della gioeubia?
La gioeubia è una tradizione popolare di origine antica, diffusa in gran parte della Lombardia e del Piemonte (con qualche propaggine in Emilia(), il cui significato è rituale e simbolico, legato al ciclo delle stagioni e alla vita agricola.
Il suo senso principale è quello di scacciare l’inverno e propiziare l’arrivo della primavera. Il rogo del fantoccio – che rappresenta la Giöeubia, spesso raffigurata come una vecchia – simboleggia l’eliminazione di tutto ciò che è negativo, vecchio o dannoso: il freddo, la sfortuna, ma anche le paure e le difficoltà accumulate durante l’anno.
Dal punto di vista storico-antropologico, la Giöeubia affonda le sue radici in riti pagani precristiani, connessi alla fertilità della terra e alla necessità di assicurare un buon raccolto. Il fuoco, elemento centrale del rito, ha una funzione purificatrice e rigeneratrice: bruciando l’inverno, si auspica una nuova rinascita della natura.
La tradizione cristiana ha poi connesso questo rito pagano con ricorrenze del calendario cattolico nel mese di gennaio, con riti come la “passera di Sant’Agnese” a Somma Lombardo o il “Falò di Sant’Antonio” a Varese.
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