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Serena e il lungo percorso per ritrovare le radici in Nepal. La sua storia a NOIse

Nell’intervista ad Arianna Bonazzi la giovane racconta il percorso che l’ha portata a ritrovare la famiglia biologica in Nepal dopo anni di ricerca e domande sulle proprie origini

serena noise


Due sorelle nate in Nepal, adottate in Italia quando erano bambine e cresciute a pochi chilometri di distanza senza mai perdere il loro legame. È la storia raccontata da Serena Cavarra ai microfoni di “Noise Radio”, il podcast di Radio Materia, nel corso dell’intervista condotta da Arianna Bonazzi. Un racconto intenso che attraversa il tema dell’adozione, la ricerca delle proprie origini e il bisogno di ricostruire la propria identità senza rinnegare gli affetti costruiti nel tempo. Serena, arrivata in Italia all’età di tre anni, ha ripercorso il lungo viaggio che l’ha portata nel 2024 a ritrovare la sua famiglia biologica in Nepal insieme alla sorella Baguani, anche lei adottata da una famiglia italiana.

Il legame mai spezzato tra le due sorelle

Le due bambine erano state adottate separatamente ma da famiglie molto vicine, circostanza che ha permesso loro di crescere mantenendo un rapporto costante. «Siamo sempre rimaste unite» racconta Serena durante l’intervista. Un legame diventato ancora più forte negli anni e trasformato in una ricerca condivisa delle proprie radici. Nel luglio del 2024 Serena era già tornata in Nepal per visitare l’orfanotrofio di Kathmandu dove aveva vissuto prima dell’adozione. In quell’occasione aveva provato ad avviare una ricerca sulla famiglia biologica, senza però ottenere risultati concreti.

La scoperta grazie ai social network

La svolta è arrivata pochi mesi dopo grazie a un documento ritrovato dalla sorella: un vecchio referto medico nepalese relativo a un intervento subito prima dell’adozione. Quel foglio riportava il nome preciso del villaggio di origine, Copasi, nella regione di Kavre. Da lì è partita la ricerca sui social network. Roberto, fidanzato della sorella di Serena, ha individuato su Facebook un gruppo dedicato agli abitanti del villaggio e ha pubblicato un messaggio chiedendo informazioni su due bambine date in adozione nel 2002. A rispondere è stata una cugina biologica. Attraverso alcuni dettagli condivisi soltanto dalla famiglia, tra cui il ricordo dell’intervento di palatoschisi subito dalla sorella maggiore, è arrivata la conferma definitiva.

“L’adozione è un immenso atto d’amore”

Il primo incontro con la madre biologica è avvenuto in videochiamata mentre la sorella si trovava già in Nepal. Serena è poi tornata nel Paese nel 2025 per conoscere di persona tutta la famiglia e visitare la casa dove era nata. Nel racconto emerge tutta la complessità emotiva dell’adozione. Serena la definisce «un immenso atto d’amore», senza però nascondere la ferita dell’abbandono che ha accompagnato parte della sua crescita. Una riflessione che ha influenzato anche il suo percorso personale e professionale. Serena oggi lavora infatti nel campo dell’educazione infantile, una scelta che sente profondamente legata alla propria esperienza di vita.

Due famiglie, un’unica identità

L’intervista si chiude con un messaggio di riconciliazione e speranza. Per Serena ritrovare le proprie origini non significa sostituire una famiglia con un’altra, ma costruire un’identità capace di tenere insieme entrambe le storie. «Oggi sento di avere due famiglie» racconta, sottolineando quanto gli affetti ricevuti in Italia e quelli ritrovati in Nepal convivano ormai nella sua vita come parti complementari dello stesso percorso.

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Pubblicato il 06 Maggio 2026
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