L’immigrazione è solo una questione di frontiere e accoglienza o anche una necessità per l’Europa?
Massimo Gaudina e Vincenzo Salvatore partono dalla crisi di Ceuta per distinguere diritto d’asilo, immigrazione irregolare e ingressi legali necessari al mercato del lavoro europeo
L’immigrazione non è soltanto una questione di frontiere e accoglienza: per l’Europa è anche una necessità economica e demografica. È uno dei temi al centro della nuova puntata di “Giù le mani dall’Europa”, il podcast di Radio Materia nel quale Massimo Gaudina e Vincenzo Salvatore analizzano questa volta i flussi migratori, partendo dalle tensioni tra Italia e Spagna dopo i fatti di Ceuta.
Il punto di partenza è la crisi migratoria che ha interessato l’exclave spagnola in Nord Africa e le successive tensioni tra Paesi europei, fino alla sospensione dell’accordo di Schengen tra Italia e Spagna. Una scelta che, secondo gli autori del podcast, pone una questione che va ben oltre la gestione dell’emergenza: il rischio è mettere in discussione uno dei principi fondamentali dell’Unione Europea, quello della libera circolazione delle persone.
Diritto d’asilo e immigrazione legale: due questioni diverse
Gaudina e Salvatore invitano innanzitutto a distinguere fenomeni che spesso finiscono per essere sovrapposti nel dibattito pubblico. Da una parte c’è il diritto d’asilo e alla protezione internazionale, che riguarda chi fugge da guerre, persecuzioni o violazioni dei diritti fondamentali. Dall’altra ci sono i flussi di immigrazione legale, necessari anche per rispondere alle esigenze del mercato del lavoro europeo.
A complicare ulteriormente il quadro c’è l’immigrazione irregolare. Nel corso della puntata viene ricordato come circa il 90% degli ingressi illegali verso l’Europa sia gestito da organizzazioni criminali dedite allo smuggling, il traffico di persone.
“Due imprenditori su tre non trovano i lavoratori che cercano”
Il podcast affronta quindi un aspetto meno presente nella discussione politica: l’Europa ha bisogno di lavoratori. Secondo i dati richiamati durante la trasmissione, due imprenditori su tre faticano a trovare sul mercato europeo i profili professionali di cui hanno bisogno. La questione riguarda anche servizi essenziali, a partire dalla sanità, dove medici e infermieri provenienti da Paesi extraeuropei contribuiscono a colmare le carenze di personale. L’immigrazione legale viene quindi letta anche come uno strumento per sostenere la crescita economica. Tra gli esempi citati c’è la Spagna, con le politiche di regolarizzazione dei lavoratori provenienti dall’America Latina.
Il calo demografico cambia la prospettiva
Sul lungo periodo c’è poi una questione ancora più ampia: il declino demografico europeo, particolarmente evidente in Italia. Meno giovani significa meno persone in età lavorativa e, di conseguenza, maggiori difficoltà nel sostenere welfare, pensioni e servizi. Per Gaudina e Salvatore, governare l’immigrazione legale diventa quindi parte della risposta a un problema strutturale delle società europee. Una trasformazione che porta con sé anche un cambiamento sociale, con comunità sempre più multietniche, multilinguistiche e multiculturali.
La risposta deve essere europea
L’Unione Europea dispone già di diversi strumenti: dalle politiche comuni sull’asilo ai programmi contro il traffico illegale di migranti, fino alla creazione di canali di ingresso legale e agli accordi con Paesi del Nord Africa, dell’Asia e dell’America Latina. Un ruolo viene svolto anche dall’Agenzia Europea per la formazione, con sede a Torino, impegnata nella qualificazione delle risorse umane nei Paesi terzi. Il messaggio conclusivo della puntata è quello di evitare che ogni nuova emergenza produca risposte dettate esclusivamente dalla paura o dalle convenienze nazionali. Per Gaudina e Salvatore la gestione dei flussi migratori richiede invece una strategia comune, capace di tenere insieme sicurezza delle frontiere, solidarietà, diritto d’asilo e necessità economiche e demografiche dell’Europa.
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