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Busto Arsizio, Madonna Regina APS coltiva un futuro di autonomia e lavoro con gli orti di Coltiv-Abile

Eloise D’Avanzo ha trasformato un’esperienza nata in famiglia in un progetto aperto alle persone con fragilità motorie, cognitive e sensoriali, dove la natura diventa strumento di autonomia. Il racconto a Radio Materia con Sara e Gabriele

eloise davanzo madonna regina aps

Un orto dove non si coltivano soltanto frutta e verdura, ma soprattutto abilità, autonomia e possibilità di costruirsi un futuro. È Coltiv-Abile, il progetto dell’associazione Madonna Regina APS di Busto Arsizio, protagonista della nuova puntata di Soci All Time, il podcast di Radio Materia e CSV Insubria dedicato alle associazioni del territorio. A raccontare l’esperienza sono Eloise D’Avanzo, fondatrice dell’associazione e ideatrice del progetto, Sara Ferrario, volontaria e mamma di Gabriele, e lo stesso Gabriele, uno dei giovani che frequentano e lavorano nell’orto.

Da un’esperienza familiare nasce Coltiv-Abile

L’idea nasce dalla storia personale di Eloise D’Avanzo, mamma di cinque figli e di una ragazza, Elisa, con autismo medio-grave. Osservando la figlia, D’Avanzo si è accorta di quanto il rapporto con la natura, le piante e gli animali riuscisse ad aiutarla a uscire dalle proprie stereotipie e a riportare l’attenzione sul presente. Da quell’esperienza è iniziato un percorso durato anni, durante il quale la fondatrice si è formata anche come specialista in giardini e orti del benessere. È nato così Coltiv-Abile, un orto pensato per accogliere persone con differenti fragilità motorie, sensoriali o cognitive. Il principio è già racchiuso nel nome: partire non dalla disabilità, ma dalle abilità che ciascuno può mettere in campo.

Nell’orto ognuno scopre quello che sa fare

Frutteti, orti rialzati, piante aromatiche, apiari e percorsi sensoriali diventano strumenti per imparare attività concrete e conquistare progressivamente autonomia. Gabriele, che frequenta l’Istituto Agrario Mendel di Villa Cortese, ha per esempio realizzato e posizionato i cartelli che descrivono le piante aromatiche dell’area sensoriale e ha dimostrato una particolare capacità nella gestione delle semenze. Altri ragazzi imparano a raccogliere la frutta o a occuparsi autonomamente dell’irrigazione. Le attività vengono adattate alle caratteristiche e ai tempi di ciascuno. C’è anche uno spazio di decompressione, chiamato “antro delle fate”, con un laghetto biologico: un ambiente dove soprattutto i ragazzi autistici possono fermarsi quando sentono la necessità di allontanarsi per qualche momento dalle attività. Il rapporto diretto con ciò che viene coltivato ha prodotto anche risultati inattesi. Tra questi c’è una maggiore disponibilità ad assaggiare verdure precedentemente rifiutate da alcuni ragazzi con selettività alimentare.

Dall’orto a un vero lavoro

Il passo successivo è trasformare le competenze acquisite in opportunità lavorative. Dopo aver affrontato gli adempimenti necessari sul fronte della sicurezza e della formazione, Madonna Regina APS ha avviato percorsi di tirocinio in collaborazione con realtà come ENAIP e SEAL. Il traguardo a cui guarda l’associazione è ancora più ambizioso: arrivare un giorno ad assumere direttamente alcuni dei ragazzi. Un contratto di lavoro diventerebbe non soltanto una fonte di autonomia economica, ma il riconoscimento concreto delle competenze sviluppate.

La difficoltà di convincere anche le famiglie

Per crescere, però, Coltiv-Abile deve superare alcuni ostacoli. Uno è la necessità di trovare nuovi volontari, indispensabili per seguire le attività e ampliare il numero dei partecipanti. C’è poi una difficoltà meno evidente: raggiungere nuove famiglie e convincerle delle possibilità dei propri figli. Secondo quanto raccontato nella puntata, l’iperprotezione può talvolta portare i genitori a vedere soprattutto le fragilità e a sottovalutare le autonomie che ragazzi e ragazze possono invece conquistare attraverso esperienze concrete. Per questo l’associazione punta a farsi conoscere maggiormente sul territorio e a costruire nuove collaborazioni.

Coltiv-Abile 2 e i nuovi progetti con le scuole

Tra i progetti futuri c’è Coltiv-Abile 2, un secondo terreno oggi utilizzato principalmente per la raccolta della frutta. L’obiettivo è attrezzarlo e metterlo completamente in sicurezza, così da poter accogliere nuovi partecipanti. Un altro fronte riguarda le scuole, con la volontà di creare percorsi personalizzati insieme agli insegnanti. Prosegue inoltre la collaborazione con altre realtà del Terzo Settore. Il 25 settembre al Liceo Tosi è previsto anche un incontro pubblico dedicato all’inclusione e alle possibilità di inserimento lavorativo attraverso le attività legate alla natura. Un percorso che riporta all’idea da cui Coltiv-Abile è partito: non chiedersi prima di tutto quale sia la disabilità di una persona, ma scoprire ciò che quella persona sa e può imparare a fare.

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Pubblicato il 16 Settembre 2026
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