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Malpensa, il mondo atterra a Milano: «Per gli stranieri siamo un unico sistema»

Per il pubblico internazionale aeroporto, città e Lombardia sono ormai percepiti come un unico sistema. La ricerca Socialcom fotografa la forza internazionale dell’asse tra aeroporto, Milano e Lombardia. Brunini: oltre 200 voli diretti e 600 milioni di investimenti sullo scalo. Galdabini: «Malpensa è un’industria da oltre 40 mila occupati»

Malpensa, porta d'Italia

«Il primo motivo di esistere di un aeroporto è connettere. E su questo siamo moderatamente soddisfatti: abbiamo oltre 200 voli diretti, più di 80 Paesi collegati e il 40% del traffico fuori dall’Europa». Armando Brunini, amministratore delegato di Sea, parte da qui per definire il ruolo di Malpensa. Non soltanto aeroporto di Milano, ma infrastruttura al servizio di una delle aree produttive più forti d’Europa. Una porta d’ingresso che ha nell’intercontinentale e nel cargo i suoi elementi distintivi e che, pur senza un vettore di bandiera, ha costruito una rete di collegamenti paragonabile a quella degli aeroporti delle grandi capitali europee. È attorno a questa immagine che si è sviluppato il convegno “Malpensa, porta d’Italia. Milano e la Lombardia viste dal mondo”, promosso da Sea Milan Airports e Socialcom al Terminal 1.

LA RICERCA

A dare una misura della forza del sistema è stata la ricerca presentata da Luca Ferlaino, presidente di Socialcom. Nelle conversazioni internazionali Malpensa, Milano e Lombardia tendono a diventare un unico racconto. Per gli stranieri, ha sintetizzato Ferlaino, «Malpensa è Milano e Milano è Malpensa».
Lo scalo raccoglie circa 360 mila conversazioni e quasi 5 milioni di interazioni social, con un sentiment molto positivo, ed è secondo tra gli aeroporti europei analizzati per numero di conversazioni. Stati Uniti, Thailandia e Giappone sono tra i Paesi dove se ne parla maggiormente.
A trainare la reputazione del territorio sono soprattutto grandi eventi come Olimpiadi e Fashion Week, capaci di portare Milano e la Lombardia sotto i riflettori internazionali.

UN GIRO D’AFFARI DI 14 MILIARDI

«Malpensa è un’industria», ha ricordato Luigi Galdabini, presidente di Confindustria Varese. Se si consideran le attività presenti nello scalo e l’indotto, Sea significa oltre 40 mila occupati e un giro d’affari indicato in 13-14 miliardi di euro. Ma il valore dell’aeroporto va oltre il suo perimetro: consente alle imprese di raggiungere clienti e mercati, porta clienti internazionali nelle fabbriche e diventa esso stesso un elemento di riconoscibilità del territorio.
Per Galdabini la sfida è utilizzare questo patrimonio per attrarre investimenti, attività produttive ed eventi e riposizionare l’area nel confronto internazionale. Da qui anche la proposta di una Zona logistica semplificata attorno a Malpensa, non una richiesta di sussidi, ha precisato il presidente di Confindustria, ma di procedure amministrative più rapide e tempi certi per ampliamenti, nuovi insediamenti e investimenti. Lo scalo, nella sua lettura, deve essere inserito in una rete logistica più vasta, dal porto di Genova ai terminal intermodali fino ai corridoi verso il Nord Europa.

LA REPUTAZIONE SERVE SE DIVENTA SCELTA

La reputazione, però, deve trasformarsi in scelta. È il punto posto da Alvise Biffi, presidente di Assolombarda. Essere conosciuti è il prerequisito, ma il passo successivo è presentare all’estero non singole eccellenze bensì «un ecosistema allargato». Grandi manifestazioni, infrastrutture, manifattura e capacità di collaborazione tra pubblico e privato diventano così parti della stessa offerta territoriale.
In questa prospettiva Malpensa è anche un nodo della trasformazione digitale e industriale, nel rapporto tra intelligenza artificiale, automazione e robotica.

MALPENSA XL

Sul fronte dello scalo, Brunini ha indicato la seconda sfida dopo la connettività: migliorare l’esperienza del passeggero. Nel piano 2025-2029 SEA ha sostanzialmente raddoppiato la media annua degli investimenti rispetto al decennio precedente. Degli 800 milioni indicati complessivamente, circa 600 sono destinati a Malpensa e 50 alla tecnologia. Il progetto Malpensa XL prevede nuovi spazi e ammodernamenti, con il raddoppio dell’area dei controlli passeggeri, interventi sulla riconsegna bagagli e il rinnovo di impianti e servizi. «Non sono solo metri quadrati in più», ha sottolineato Brunini. L’obiettivo è ringiovanire l’aeroporto e renderlo più semplice ed efficiente.

UN UNICO SISTEMA

Sul piano istituzionale, Attilio Fontana ha insistito sulla necessità di considerare Malpensa, Milano e Lombardia come «un sistema unico», affiancando alla connettività aerea infrastrutture capaci di distribuire persone e merci sul territorio. Per il Comune di Milano è intervenuto Filippo Barberis, capo di gabinetto del sindaco Giuseppe Sala, non presente al convegno. L’apertura internazionale, ha osservato, resta uno dei punti di forza della città, ma richiede collegamenti e trasporto pubblico sempre più efficienti. Malpensa conta oggi 204 destinazioni in 83 Paesi e, secondo i dati riportati nel suo intervento, nel 2025 ha movimentato 763 mila tonnellate di merci, oltre il 60% del cargo aereo nazionale.

I CONFINI SFUMATI

È dunque la connessione, fisica, economica, digitale e reputazionale, l’elemento portante di questa infrastruttura. La ricerca mostra che all’estero i confini tra Milano, Malpensa e Lombardia sono molto meno netti di quanto appaiano dall’interno. La sfida emersa dal convegno è trasformare quell’immagine già forte in investimenti, talenti, turismo e nuove opportunità per le imprese. Fare di Malpensa non semplicemente il luogo da cui si parte o in cui si atterra, ma la porta internazionale di un territorio che vuole presentarsi al mondo come un unico sistema

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Pubblicato il 17 Settembre 2026
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