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Accoglienza fredda per i due progetti di sottopasso, Sant’Anna chiede altro

All'interno dell'articolo la mappa con i due percorsi presentati dalla giunta Antonelli. I residenti, però, chiedono di intervenire su Latinfiexpo e sull'illuminazione

incontro giunta antonelli sant'anna

Forse non ha avuto l’accoglienza che sperava il sindaco di Busto Arsizio Emanuele Antonelli al teatro del quartiere Sant’Anna dove ha presentato le due ipotesi di realizzazione del tunnel che dovrebbe collegare il quartiere della periferia nord della città con il centro cittadino.

Il centinaio di persone che ha preso parte alla serata ha espresso pareri fortemente contrastanti e alcuni hanno addirittura detto di no ad ogni progetto di sottopasso, chiedendo invece interventi puntuali in alcuni snodi del traffico per diminuire i tempi di collegamento tra il quartiere popolare e il cuore della città: «Serviva 50 anni fa, non adesso – commenta un cittadino – risolvete il problema dell’incrocio tra via del Ponte e via Palermo e vedrete che le code spariranno».

I progetti presentati erano due. Il primo (nella mappa in arancio), pensato dall’architetto Pellegatta, è quello meno invasivo e meno costoso e che consiste nel collegamento tra via Giotto e il Sempione passando sotto i binari della ferrovia. Il secondo è, invece, una vera e propria tangenziale che sovrebbe scorrere a nord del quartiere collegando via per Cassano Magnago con il Sempione ma senza attraversare l’abitato di Sant’Anna. Questa seconda ipotesi (in verde nella mappa), caldeggiata dall’amministrazione, è certamente più invasiva e più costosa ma eliminerebbe i problemi di traffico che si andrebbero a creare all’interno del villaggio di Sant’Anna, diventando anche un’arteria di collegamento tra Cassano e l’area del nuovo ospedale che la Regione ha intenzione di realizzare a Beata Giuliana. La strara, inoltre sarebbe affiancata da una pista ciclabile che faciliterebbe il collegamento col centro e con la futura pista ciclabile del Sempione che dovrebbe collegare Gallarate e Busto Arsizio.

I cittadini presenti hanno bocciato il percorso più breve a meno che non venga realizzato ad uso di soli pedoni e biciclette mentre il secondo percorso è stato giudicato poco utile per gli abitanti del quartiere e molto più interessante per il traffico in attraversamento tra Busto e Cassano Magnago.

Il sindaco ha ribadito che il tempo stringe perchè il ministero potrebbe decidere a breve di liberare i 2,3 milioni impegnati per l’opera. Di fronte alle molte rimostranze di alcuni cittadini il sindaco ha annunciato che l’opera verrà realizzata comunque perchè utile alla città e non solo ai cittadini del villaggio di Sant’Anna «che sono cittadini di Busto Arsizio come tutti gli altri».

L’amministrazione si è poi riscattata elencando gli ulteriori interventi previsti per Sant’Anna a partire dalla ristrutturazione del centro sociale che dall’anno prossimo ospiterà la Guardia Medica: «Realizzeremo anche spazi per associazioni e una sala assemblee ma non vogliamo che si ripetano scene che abbiamo visto in passato quando le chiavi del centro finirono in mani sbagliate». Gli altri interventi elencati sono la piattaforma ecologica, il rifacimento dell‘incrocio tra via Palermo e via Del Ponte (molto apprezzato), il divieto ai mezzi superiori a 5 t. di entrare e sostare a Sant’Anna (anche questo molto apprezzato). Per quanto riguarda l’illuminazione carente in molte zone del quartiere (vedi mappa sotto) il sindaco ha rimandato tutto a al prossimo anno: «Siamo in fase di bando per il rifacimento di tutta l’illuminazione cittadina che è in pessimo stato e non abbiamo neanche le lampadine per sostituire quelle rotte perchè non le producono più».

La tensione è risalita sul nodo Malpensafiere. I residenti lottano da anni contro la manifestazione estiva Latinfiexpo (della durata di quasi 3 mesi in estate) che crea molti disagi a causa del volume della musica e degli schiamazzi dei frquentatori che spesso invadono il quartiere in cerca di un parcheggio non a pagamento. Qui il sindaco ha sostanzialmente alzato le mani: «Malpensafiere è della Camera di Commercio, noi non possiamo fare molto se non chiedere accorgimenti agli organizzatori per limitare rumori e disagi».

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 08 Febbraio 2019
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