Un gioco di squadra per vincere il tumore alla prostata

Ha ottenuto la certificazione d'eccellenza il percorso diagnostico terapeutico dell'Asst Valle Olona. In tutti gli ospedali un approccio condiviso per curare una tra le patologie tumorali maschili più diffuse

eugenio porfido

Il tumore alla prostata rappresenta il 20% delle patologie tumorali dell’uomo. Un paziente su 5 riceve la diagnosi quando  la malattia è in uno stadio avanzato: ogni anno in Europa si registrano 90.000 decessi di cui 8000 in Italia mentre le nuove diagnosi sono 35.000. Prevenzione e diagnosi precoce sono quindi fondamentali per abbattere queste percentuali.

L’ Asst Valle Olona ha investito energie e risorse per realizzare un percorso di cura che vede agire in equipe diversi specialisti. Il paziente, una volta preso in carico, viene seguito a ogni passo per affrontare nel modo più efficace la terapia.

Questo approccio, che dà origine al “PDTA” ( Percorso diagnostico terapeutico assistenziale), è stato premiato questa mattina con la certificazione UNI EN ISO 9001:2015, un riconoscimento che lo rende un punto di riferimento per l’intera Lombardia.

È stato il direttore generale dell’Asst Valle Olona Eugenio Porfido a spiegare la rilevanza del percorso condiviso: « Siamo in un momento che la medicina si sta specializzando sempre di più sul paziente con percorsi personalizzati. È un modello, però, che diventa efficiente quando ogni passo viene standardizzato. Abbiamo voluto creare un percorso unico, che veda collaborare le diverse figure specialistiche dell’intera azienda, per dare un approccio di cura identico in tutti gli ospedali».

La collaborazione multidisciplinare se da un lato è garanzia di un approccio di cura condiviso dall’altro permette di ottimizzare le risorse in campo: « Questo è un pratica che funziona se si riuscirà a mettere a sistema anche i risultati raggiunti – ha commentato Porfido – in modo tale da individuare punti di forza e di debolezza. Per questo abbiamo deciso di implementare nei prossimi mesi le rete Wi-Fi di tutti i presidi in modo da poter accedere alla cartella clinica elettronica, che diventa accessibile a ogni specialista coinvolto».

La presa in carico condivisa non si limiterà all’ambiente ospedaliero ma uscirà sul territorio dove proseguirà con le alleanze : « In ogni percorso oncologico si ha un naturale sbocco nel territorio, nelle famiglie dei pazienti dove è necessario completare un percorso di cura che spesso può essere complesso. Questo PDTA rivolto ai pazienti con tumore prostatico riflette appieno queste esigenze proponendosi di affrontarle» ha spiegato  Marino Dell’Acqua, Direttore SocioSanitario ASST Valle Olona.

Il punto di debolezza dell’assistenza al tumore alla prostata in Italia è la mancanza di screening per la popolazione.
«Il ruolo dell’oncologo medico all’interno di un Percorso Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale certificato è centrale per coordinare insieme anche ai radioterapisti l’intero processo di cura, che va dalla diagnosi fino ai trattamenti successivi e al follow-up – ha chiarito Sabrina Barzaghi, Oncologa P.O. di Gallarate e Busto Arsizio – al fine di garantire un programma di presa in carico che porti non solo ad una maggiore sopravvivenza, anche nelle fasi metastatiche, ma anche ad una buona qualità della vita, aspetto quest’ultimo estremamente importante. È compito dell’oncologo medico accogliere il paziente e sottoporlo alla prima visita, comunicare la diagnosi e accompagnarlo lungo tutta l’evoluzione della malattia cercando di risolvere i problemi che eventualmente si presentano nel modo migliore. Tutto ciò attraverso scelte condivise con le altre figure specialistiche per migliorare l’assistenza e le terapie oltre ad agevolare anche gli aspetti burocratici che spesso soverchiano il paziente».

«Decidere fin dall’inizio significa ritagliare il miglior piano di cura in accordo alle necessità cliniche di ogni paziente – ha spiegato Salvatore Artale, Direttore UOC di Oncologia P.O. di Gallarate e Busto Arsizio – I trattamenti ormonali di ultima generazione, hanno consentito di dilazionare l’impiego della chemioterapia, destinandola alle fasi successive, permettendo un allungamento della sopravvivenza e un miglioramento della qualità della vita. È implicito nella costruzione di questo PDTA farsi carico degli  effetti collaterali e dello stato di nutrizione del paziente per garantire la maggiore aderenza alle cure. L’Oncologia di Gallarate-Busto dell’ASST Valle Olona possiede un’unità operativa ad hoc per la cura degli effetti collaterali derivati dai trattamenti medici e per i programmi di nutrizione personalizzati».

Sono almeno 75.000 gli uomini italiani che convivono con questa patologia le cui cause non sono conosciute: ci sono fattori di rischio evidenti come l’età avanzata, ma anche la predisposizione genetica, la dieta troppo ricca di grassi, il fumo e l’etnia.

Il percorso tracciato dagli Ospedali di Busto Arsizio, Gallarate e Saronno dell’ASST Valle Olona  prevede servizi di accoglienza e di diagnostica dall’Anatomia Patologica alla diagnostica per immagini (Risonanza Magnetica e Medicina Nucleare); servizi per la fase terapeutica con unità di radioterapia e chirurgia, dotati di apparecchiature d’avanguardia che rappresentano il fiore all’occhiello dell’Istituto; servizi completi di oncologia medica integrata con i servizi di urologia; oltre a un team multi e interdisciplinare che si avvale di avanzatissimi laboratori di analisi e di biologia molecolare. Tutto questo nell’ottica di orientare sempre di più le terapie a seconda delle caratteristiche genetiche del cancro. Evoluzione verso terapie sempre più mirate e di precisione che non può prescindere dai test molecolari ma che deve tener conto anche della sostenibilità del Sistema.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 Aprile 2019
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