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I Cinque Stelle davanti ad Accam: “Ora basta. Va chiuso”

L'inchiesta che ha inguaiato i vertici della società che gestisce l'inceneritore riaccende la battaglia dei pentastellati che chiedono da anni la chiusura dell'impianto

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Il Movimento 5 Stelle torna sotto le ciminiere di Accam per togliersi un po’ di sassolini dalle scarpe e per dare merito agli attivisti del territorio che da sempre lottano per arrivare alla chiusura dell’inceneritore.

Questa mattina il senatore Gianluigi Paragone, insieme alla candidata alle elezioni europee Paola Macchi, e al consigliere regionale Roberto Cenci, ha puntualizzato la posizione dei pentastellati dopo il terremoto giudiziario che ha decapitato i vertici di Forza Italia (a partire dal dominus Nino Caianiello) e di alcune delle più importanti società a partecipazione pubblica della provincia di Varese, tra le quali anche Accam che si è ritrovata con il presidente del cda Laura Bordonaro ai domiciliari,    il consigliere di amministrazione Alberto Bilardo in carcere e la direttrice Paola Rossi con l’obbligo di presentazione in caserma.

Il consigliere regionale Roberto Cenci ha annunciato che la prossima settimana presenterà una mozione urgente che chiederà il taglio della dirigenza di Accam, il riconoscimento del fatto che l’inceneritore è obsoleto e inquinante, la chiusura dell’impianto. Il testo sarà in consiglio regionale entro la fine di maggio.

Alberto Lucchese, attivista locale del Movimento, ha parlato di un «percorso ormai alla conclusione. I dubbi che abbiamno sempre espresso hanno trovato voce nelle 700 pagine dell’ordinanza confezionate dai magistrati. Possono dire quello che vogliono ma sono evidenti le connivenze in Regione per far diventare questo impianto strategico a livello nazionale e salvarlo dalla sua naturale chiusura. Noi chiediamo che venga escluso il prima possibile dagli impianti di trattamento rifiuti considerati strategici. Ricordo bene le parole di Gorrasi quando ci accusava di terrorismo sulla storia delle ecoballe napoletante che sono state bruciate in questo impianto».

La candidata alle europee, ex-consigliere regionale, Paola Macchi dà il giusto riconoscimento agli attivisti del territorio e ai consiglieri comunali Claudia Cerini e Luigi Genoni «per aver lavorato e lottato per la dismissione dell’inceneritore» e poi mette sul chi va là i cittadini «molti non conoscono le ricadute ambientali di impianti come questo sulla salute».

Infine ha parlato Gianluigi Paragone che ha definito l’inchiesta della Procura e della Dda di Milano «lo schifo della politica attorno ad un personaggio del quale tutti conoscevano la mancanza di trasparenza. Ai leghisti diciamo: se volete tornare con Berlusconi questo è quello che vi aspetta,. Noi non vogliamo avere nessuna opacità e il caso Siri è lì a dimostrarlo. La Lega qui è alleata con Caianiello e con tutto il suo sistema» e attacca anche il Tg3 Regionale lombardo definendolo «espressione della Lega con la direzione di Roberto Pacchetti il quale, avvisato  ha scelto di non mandare nessuno qui, pensando di poter oscurare questa realtà».

Seppur non presenti, per motivi lavorativi, i due consiglieri comunali Claudia Cerini e Gigi Genoni hanno voluto esprimere il loro pensiero sulla vicenda: «Abbiamo inoltrato una richiesta per poter partecipare alla prossima assemblea dei soci di Accam, in base a quanto dice il Testo unico degli enti locali. Diciamo che è finita l’era delle assemblee a porte chiuse. Domani sera chiederemo al presidente del consiglio comunale Mariani di non dare seguito alla richiesta del sindaco Antonelli per spostare il consiglio comunale dal 21 al 28 maggio, ufficialmente per inserire una delibera su Agesp Energia. Il consiglio del 21 maggio servirà per chiarire quanto è avvenuto in questi giorni».

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 13 Maggio 2019
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