La storia di “Rituzza” rivive nel laboratorio teatrale della De Amicis

Venerdì 17 maggio, gli alunni ricorderanno la vita della giovanissima collaboratrice di Paolo Borsellino, una delle numerose innocenti vittime della mafia

Rita Atria collaboratrice Paolo Borsellino

È tempo di andare in scena per gli studenti della scuola secondaria di primo grado De Amicis di Gallarate.

L’appuntamento è per venerdì 17 maggio al teatro del melo. L’inizio è previsto per le 9.30.

I giovanissimi attori del laboratorio teatrale porteranno in scena un’opera teatrale si ispira alla vita e alla dolorosa storia della giovanissima Rita Atria detta la “picciridda”, una delle numerose innocenti vittime della mafia.

Tanti anni sono passati da quel terribile giorno, quel 19 luglio del 1992, in cui il giudice antimafia Paolo Borsellino insieme agli agenti della scorta ( tra cui una donna, Emanuela Loi ) sono stati uccisi da Cosa Nostra. Quel giorno “Rituzza” come la chiamava affettuosamente Borsellino scrisse sul suo diario: “ Ora che è morto Borsellino nessuno può capire il vuoto che ha lasciato nella mia vita… io senza di te sono morta”.

Ma chi era Rita Atria? E quanti oggi si ricordano di lei?

Rita era una ragazza di Partanna, uno dei paesi del palermitano a più alta densità mafiosa, classe 1974.

All’età di 11 anni perde il padre, mafioso della locale cosca, ucciso in un agguato. Alla morte del padre Rita si lega sempre di più a suo fratello Nicola e alla cognata Piera Aiello. Ed è proprio dal fratello che raccoglie tutte le massime confidenze sui loschi affari e le dinamiche mafiose di Partanna.

Nel giugno del 1991 Nicola viene anch’esso ucciso dalla mafia e la moglie Piera decide di collaborare con la magistratura, come testimone dell’omicidio del marito e denuncia i suoi assassini.

Rita a soli 17 anni decide di seguire le orme della cognata e nel novembre del 1991 comincia a fidarsi della magistratura con l’obiettivo di rendere giustizia a tutti quegli omicidi, ed è proprio in questo periodo che il suo destino si incrocia inesorabilmente con quello del giudice Borsellino (procuratore di Marsala), al quale riferisce tante informazioni preziose contro la mafia, e al quale si lega come ad un padre.

Grazie a Rita e alla cognata Piera scattano numerosi arresti di mafiosi di Partanna e uomini politici di spicco.

Una settimana dopo la strage di Via d’Amelio, in cui perde la vita Borsellino, Rita muore lanciandosi dal settimo piano del palazzo in cui viveva segretamente, fatta mettere in protezione dal giudice stesso a Roma.

Rita Atria eroina della mafia aveva rinunciato per i suoi ideali di giustizia alla sua famiglia, ai suoi affetti più cari, la madre infatti l’aveva ripudiata a tal punto che anche dopo la morte tiene fede alla sua dura e spietata posizione prendendo a martellate addirittura la lapide della figlia. Nessuno dei suoi familiari (a parte la sorella Annamaria) si reca al suo funerale, rimane sola fino alla fine.

Rita non era una pentita di mafia perché non aveva mai commesso nulla di illegale, ma una testimone di giustizia, figura istituzionalmente riconosciuta dalla legge nel 2001.

L’opera si apre e si chiude con un funerale: il primo è il funerale reale che si conclude con la rabbia cieca e furente della madre, Giovanna Cannova, nei confronti di Rita e il secondo, quello ideale, come lo avrebbe voluto Rita con la musica di Schubert.

Inoltre è stato inserito su ispirazione del teatro greco il coro con le corifee simbolo delle donne che appoggiavano o criticavano l’operato di Rita Atria.

Il testo è ideato e scritto dalla prof.ssa Ileana Ridolfo, anche regista dello spettacolo e referente del progetto oltre che docente di Lettere della scuola.

All’evento prenderanno parte anche ex alunni della scuola, ormai studenti di liceo: Marco Pangallo ( tenore ) e Camilla Rossi ( pianista ) per l’intervento musicale, Gaia Bruna De Caro e Miriam De Tommaso che interpreteranno dei ruoli “cameo” all’interno dell’opera e Riccardo Mietto, che collaborerà come fonico ufficiale.

Seguirà la rappresentazione teatrale una tavola rotonda sul tema con esperti esterni locali e non: Pierpaolo Saraceno (regista teatrale), Mariapaola Tedesco (attrice), Massimo Privitera (giornalista), Annitta Di Mineo (poetessa e referente progetto legalità per l’IS Falcone) e Antonio Conticello (scrittore e moderatore dell’evento).

Il progetto si è concretizzato grazie ad una straordinaria collaborazione e un encomiabile lavoro d’equipe tra genitori e studenti.

All’evento presenzierà la Dirigente Scolastica dell’Istituto, Barbara Pellegatta, che ha fortemente sostenuto il progetto, i docenti e le classi della scuola media e alcuni scrittori “amici del De Amicis”. Invitati i Dirigenti delle scuole del territorio e i rappresentanti dell’Amministrazione Comunale.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 Maggio 2019
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