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Gennaro Milone, il mossiere che ha capitanato San Martino

Classe ‘62, amante dei cavalli da sempre e capitano della contrada di San Martino, è ora mossiere delle gare più importanti d’Italia

gennaro milone san matrino

Per l’ultima storia di Palio di quest’anno (in collaborazione con Legnanonews) Francesca Cisotto ha intervistato Gennaro Milone, mossiere per hobby ed ex-capitano di San Martino con una vittoria nel 1992. 

Si chiama Gennaro Milone, il contradaiolo bianco-blu che dal ‘92 al ’95 ha capitanato la sua contrada e proprio nel suo primo anno da Capitano, ha visto San Martino vincitore del Palio, dopo l’ultima vittoria 25 anni prima, nel 1967. Il contradaiolo, nell’ambito delle corse fin da giovanissimo, è diventato mossiere all’età di 24 anni, iniziando a dare la mossa nelle gare più vicine a casa per poi presidiare anche le più importanti d’Italia.

Ma nella vita fa tutt’altro, infatti quello di mossiere, per Gennaro, è un hobby nato principalmente da una passione per i cavalli, e in particolare, da corsa e che ha preso piede per caso, quando a delle corse in Piemonte, in assenza del mossiere, è stato invitato dai fantini a sostituirlo: «Da quel momento si è aperto un altro capitolo, “da cosa è nata cosa” e così ho iniziato il ruolo di mossiere in Piemonte per poi arrivare ai primi palii importanti in Toscana e via via gli altri. – spiega Gennaro – Ora mi manca solo il Palio di Asti e poi in Italia li ho fatti tutti; è un hobby con molte responsabilità e pochi onori, ma il bravo mossiere è quello che non si sente e non incide in alcun modo», ci tiene a precisare.

Manca un giorno al grade giorno e anche se non ricopre più nessuna carica nella contrada bianco-blu, Gennaro tifa sempre San Martino: «Il 2 giugno purtroppo non potrò esserci, la testa sarà concentrata necessariamente sul Palio di Ferrara per svolgere al meglio il lavoro, ma chiaramente col cuore sarò con la mia contrada, San Martino».

Il mondo del Palio è qualcosa da vivere, da insegnare e da tramandare di generazione in generazione: «Non è un caso che nell’Inno d’Italia venga citato Legnano, è storia, non un gioco, per questo va tutelato, preservato e portato avanti con orgoglio. – ricorda il mossiere – Inoltre, domenica ci sarà il palio, è vero, ma è bene ricordare che ci sono dietro mesi e mesi di lavoro. Tutti, con dedizione, si metteranno subito all’opera per quello del 2020, non per niente si dice che una contrada vive un anno intero».

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Pubblicato il 01 Giugno 2019
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