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Rossi sindaco sette volte. “Ma per noi era soprattutto il nonno”

I ringraziamenti di Alice e Federica, nipoti del senatore ed ex sindaco di Busto Arsizio scomparso nella notte del 23 luglio. Nel ricordo anche del papà Claudio

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Buongiorno a tutti,
sono Alice, nipote di Gian Pietro Rossi: volevo ringraziare tutte le persone che hanno lasciato una parola gentile di fronte alla notizia di mio Nonno: grazie di cuore.

Quello che per tutti voi era un personaggio politico, per noi era soprattutto un Nonno: un super Nonno.

Lui era una di quelle persone che amano le cose semplici: passeggiare in centro con lui era un’impresa epocale… fermi ad ogni passo per salutare qualcuno.

Quante parole dolci abbiamo sentito nei suoi riguardi e quanta gioia vedevamo nei suoi occhi! Per lui le persone erano linfa vitale.

Quando eravamo piccoli ci portava sempre vicino ad Arona per passare del tempo insieme. Una volta, passeggiando con lui vicino a dei boschi, mi ha preso per mano (ero piccolissima) mi ha dato del pane secco e mi ha detto che se stavo in silenzio ed ero cauta potevo dare da mangiare ai daini. Ricordo ancora l’emozione: un daino dalle enormi corna si è avvicinato e ha preso il pane dalla mia mano.

Io ero tremenda da piccola e lui cercava sempre di accontentarmi: così, al ristorante, parlava con il cuoco per farmi fare “la pasta pasticciata”. E poi tornava da noi sorridendo, perchè era difficile dire “no” a mio Nonno, forse impossibile.

Quello che però nessuno di voi sa è che un mese fa, il 13 giugno, ha perso il figlio maggiore Claudio.

Scrivo a nome mio e di mia sorella Federica per ricordare nostro Papà: abitava e lavorava in Veneto da tanti anni e la sua scomparsa è stata tanto improvvisa quanto inaspettata.

Nostro Papà era un uomo particolare, che merita di essere ricordato: questo lutto è stato mantenuto privato per non arrecare ulteriori dolori ma ora, che Nonno non c’è più, vogliamo immaginarli insieme. Vogliamo immaginarli a giocare a freccette come quando eravamo piccole o seduti sull’enorme divano verde di casa a chiacchierare di calcio.

Vogliamo immaginarli a discutere di Politica, discutevano sempre, davanti a un caffè. E più di tutto, vogliamo immaginarli con Nonna Renata e Zia Anna, intorno a un tavolo come nei vecchi pranzi di Natale: quando Nonno prendeva carta e penna e disegnava delle vignette satiriche ( gran disegnatore, lo sapevate?) e mio Papà le conservava tutte.

Approfittiamo di queste ultime parole per ringraziare tutte le persone che hanno voluto bene alla nostra famiglia: siete tantissimi, non abbiamo parole per dire grazie.

“Death is not the end” cantava Nick Cave: e con le parole di uno dei suoi musicisti preferiti, mandiamo un saluto a nostro Papà: prenditi cura del Nonno.. siamo certe che avrà qualcosa da insegnare anche lassù!

Grazie

Alice e Federica.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 Luglio 2019
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