Quantcast

La chiesa e la cripta sotterranea: la Canonica, gioiello nascosto di Bernate

La sorpresa: la chiesa seicentesca in superficie e l’altra, quella “sotterranea” e più antica. Il complesso architettonico è un punto di interesse per i pellegrini della Via Francisca, custode della storia e della cultura bernatese

Besnate Ticino generiche

Il piccolo borgo sul naviglio milanese di Bernate Ticino ha una chiesa “sotterranea” a quella in superficie (la chiesa di San Giorgio martire), nata in epoca anteriore, tra il IX e il X secolo, con un’origine “pagana”.

«Si trattava inizialmente di una struttura castrense – castrum brinati– per difendere la linea del porto sul Ticino a Boffalora. Poi, sotto l’imperatore Enrico II di Sassonia, firmò un documento in cui venivano citati il castrum e la relativa chiesa castrense», racconta Roberto Zarinelli, membro dell’associazione culturale Calavas e guida della canonica di Bernate, «all’interno c’era, ai tempi, una vasca battesimale per adulti; mentre i segni di un braciere nella stessa depressione dove sorgeva la fonte per le immersioni indica l’utilizzo della chiesa per le funzioni nel periodo invernale, dato che l’atmosfera era più raccolta ed intima».

Nel 1150 Bernate e le sue terre passarono alla famiglia milanese dei Crivelli e proprio un membro della loro famiglia, nel 1185, diventò Papa Urbano III: «Papa Crivelli era ben consapevole della pericolosità del ritorno del paganesimo nelle nostre zone: qui non c’era il prete fisso e le messe venivano celebrate sporadicamente da officianti di altre parrocchie», racconta Zarinelli. Così il Papa fondò la Canonica di Bernate, trasformando definitivamente il castrumin una canonica regolare, dandole il nome di canonica agostiniana di San Giorgio in Brinate (il nome originario di Bernate), con uno statuto speciale: Urbano III donò alla canonica l’esenzione monastica, permettendole di dipendere non da Milano, bensì direttamente da Roma, in modo da suggellare definitivamente il legame con la soglia pontificia. Dipendendo direttamente dal Papa erano chiaramente esentati dal pagare le tasse alla diocesi di Milano. La canonica ebbe vita fino al 1772, quando Maria Teresa d’Austria soppresse tutte le piccole canoniche, tra cui anche quella bernatese.

La chiesa in superficie, invece, venne costruita dai canonici intorno al 1600 secondo una felice commistione di stili: romanico lombardo, nelle strutture esterne e nella facciata, mentre gotico per l’interno.  Al suo interno si può ammirare la lunetta campionese risalente al XIV secolo, attribuita al maestro Bonino da Campione, egregio rappresentante dell’arte scultorea lombarda: nella lunetta sono scolpiti la madonna sul trono insieme a Gesù bambino, San Giorgio ed il drago, San Giacomo e Lamberto Crivelli (committente dell’opera). Un altro gioiello nascosto della Canonica è il chiostro – luogo di pace e silenzio -, edificato tra il XVI e XVII secolo, mentre al tempo del Castrum Brinati era uba piazza d’armi d’onore per le esercitazioni dei soldati. Le tre sale della Canonica, che circondano il chiostro, sono state restaurate recentemente (nel 2014) ed attualmente ospitano le opere dell’artista locale Pierangelo Russo.

La Canonica di Bernate, intrisa di storia e arte, è una tappa imperdibile per i pellegrini della Via Francisca del Lucumagno: i visitatori saranno guidati da Roberto e dagli altri appassionati volontari bernatesi, desiderosi di raccontare il cuore pulsante della loro comunità. L’associazione Calavas, racconta Roberto Zarinelli, si occupa principalmente di divulgazione storica e culturale relativa alla Canonica: «Abbiamo deciso di chiamare la nostra associazione con il termine dialettale “Calavas”, che sta a significare letteralmente “casa e falde”: la casa costruita sulle acque. È questo ciò che rappresentano la Chiesa di San Giorgio Martire e Bernate Ticino, per noi. Abbiamo tante storie da raccontare sulla nostra Bernate e aspettiamo solo nuovi pellegrini da incontrare in questa tappa della Via Francisca».

Nicole Erbetti
nicole.erbetti@gmail.com
Per me scrivere significa dare voce a chi non la ha. Il giornalismo locale è il primo passo per un nuovo, empatico e responsabile incontro con il lettore. Join in!
Pubblicato il 19 Settembre 2019
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore