Malpensa ormai è aperta per il cargo, legame che non si può interrompere

I voli per le merci sono ormai il grosso di quelli rimasti a Malpensa, mentre si va alla chiusura di Linate. Preoccupazione nei magazzini per la sicurezza degli operai

Cargo City Malpensa

L’immagine che hanno in mente tutti è quella dei saloni degli arrivi e delle partenze, desolatamente vuoti. Ma c’è un altro aeroporto, che invece sta andando avanti: è quello del cargo, delle merci che si spostano.

Certo, i movimenti sono inferiori, è inevitabile. Ma i collegamenti rimangono e vengono garantiti, per l’import e per l’export: lunedì i 25 voli cargo sono stati il grosso dell’operatività dell’aeroporto, più o meno due terzi “movimenti” (vale a dire decolli e atterraggi). Allo stesso modo martedi i 21 cargo sono stati tre quarti dei voli operati sull’aeroporto.

I movimenti delle merci, sia per via aerea che per via terrestre, non sono soggette a restrizioni: era stato messo in chiaro in modo sintetico fin dal primo decreto di sabato notte. È fondamentale garantire i movimenti per settori essenziali (prima di tutto, per tutti, il cibo), ma si cerca anche di garantire la tenuta del sistema economico. Se molta della manifattura ha risentito comunque del blocco, il flusso di import ed export non si può interrompere del tutto.

Certo, anche nei reparti cargo non mancano le preoccupazioni: «Qui si lavora ancora e senza protezioni» ci segnalavano già nei giorni scorsi (quello riportato è letterale, ma molti altri messaggi sono simili) gli operai che lavorano a Cargo City, la cittadella delle merci.
Il sindacato di base Cub Trasporti lamenta che nulla è stato predisposto per la salute dei lavoratori” in “numerose aziende del cargo, della pulizia sia degli aerei che generale e purtroppo anche di alcune società di handling”.

Alcune società del cargo assicurano che si stanno attrezzando, ma per ora la maggior parte dei lavoratori non ha protezioni. Diversi operai non sono andati al lavoro, di fatto. «Le squadre che fanno i pallet sono formate da tre persone, come si fa a stare sempre a un metro di distanza?» si chiede Renzo Canavesi, Cub Trasporti. «Certo ora è difficile trovare mascherine, dovevano attrezzarsi per tempo»

Il sistema registra significativi rallentamenti e in generale la domanda di voli cargo rimane alta anche perché la capacità è diminuita per il gran numero di voli passeggeri cancellati: anche i voli ordinari trasportano spesso container aviation per le merci e il blocco sta “causando un ulteriore rialzo delle tariffe”.

Non è da escludere che nelle pance degli aerei passino ancora tanti beni voluttuari, spedizioni che si potevano evitare, ma comunque l’aeroporto rimane uno snodo importante della filiera logistica e industriali, da cui dipendono – a cascata – anche produzioni importanti del settore medicale, centrale in questo momento (abbiamo raccontato nei giorni scorsi, ad esempio, le preoccupazioni di chi produce mascherine). Malpensa serve anche un polo importante del settore farmaceutico, che deve essere garantito.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 13 Marzo 2020
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