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Ville sulla collina Crenna, Regione Lombardia dà il via libera

Legambiente aveva chiesto lo stop al cantiere in via Nascimbene, sulla costa della collina, un progetto che fa discutere ormai da diversi anni. La Regione: "Tutte le previsioni sono state formalmente prese in considerazione dal Comune"

Crenna generica

Regione Lombardia dà il via libera alle tre ville sulla costa della collina di Crenna, progetto molto discusso e da diversi anni al centro delle contestazioni di associazioni e singoli cittadini del quartiere di Crenna.

In realtà non si parla di un via libera diretto, ma del respingimento della richiesta di annullamento del Permesso di costruire, avanzata da Legambiente Lombardia nello scorso novembre 2019.

La sede regionale dell’associazione del cigno verde era intervenuta a sostegno della sezione locale, mobilitata insieme a singoli cittadini e all’associazione Vivere Crenna contro la realizzazione del progetto sulla costa, la fascia verde che ancora oggi è riconoscibile guardando Gallarate dall’alto (ad esempio con Google Maps) e che separa i quartieri collinari di Crenna e Ronchi dalla parte in piano della città.

Il lungo provvedimento di respingimento è arrivato oggi: “Tutte le previsioni del PGT in materia paesistico-ambientale relative all’ambito in questione sono state formalmente prese in considerazione dall’Amministrazione comunale di Gallarate, e va poi sottolineato che questa Amministrazione [la Regione, ndr] non ha titolo alcuno per sindacare l’apprezzamento di merito compiuto dall’Amministrazione comunale, considerato che il giudizio relativo alla compatibilità ambientale di un qualsiasi intervento edilizio è comunque connotato da un’ampia discrezionalità tecnico-amministrativa”, si legge in uno dei passaggi conclusivi della relazione. “Si evidenzia poi che, a maggior ragione, Regione non può neppure sovrapporre a quella comunale una propria valutazione alternativa, che sarebbe comunque, al pari di qualsiasi altra, parimenti opinabile”.

La vicenda è aperta da quasi trent’anni, dal primo PRG che aveva previsto la realizzazione di un edificio “a corte” sul ciglio della collina. La previsione urbanistica era stata poi accolta come Piano di Recupero nel “Pgt Mucci-Bossi” del 2011 e non è stata toccata dalla Variante “Guenzani-Pignataro” del 2015, che è poi lo strumento urbanistico tutt’ora vigente (essendo naufragata la Variante “Cassani-Petrone”, bloccata dall’inchiesta Mensa dei Poveri).

Nel frattempo il progetto è stato ulteriormente modificato (arrivando a tre ville) e nelle sue forme nuove è stato ulteriormente approvato con Autorizzazione Paesaggistica del dicembre 2017. Per poi arrivare al Permesso di Costruire concesso appunto nel luglio del 2018 e contro cui Legambiente ha fatto ricorso. Ora il cantiere dovrebbe andare avanti e nel frattempo si è iniziato a discutere anche sulle opere a scomputo, che prevedono un restauro della scalinata di Crenna con l’inserimento di una sorta di piazzola-belvedere.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 24 Marzo 2020
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