Quantcast

Le mascherine importate per i medici finiscono in vendita, arrestato imprenditore

All'imprenditore è contestata un'operazione di importazione di 72.000 mascherine, dalle quali ne avrebbe sottratte 12.000. In programma aveva anche un ordine per conto di Regione Lombardia

mascherine cina svizzera

Venivano importate come mascherine destinate ai medici ma, alla fine, parte delle spedizioni finivano ad altri acquirenti. Per questo il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Como nella giornata del 27 aprile ha posto agli arresti domiciliari l’amministratore della Eclettica Srls con sede legale a Turbigo. (immagine di repertorio)

L’indagato è accusato, nell’ambito di una operazione di importazione di 72.000 mascherine protettive filtranti FFP2, di avere attestato falsamente una dichiarazione di svincolo diretto per l’importazione di dispositivi di protezione individuale. Nella comunicazione arrivata all’Agenzia delle Dogane e Monopoli presso l’Aeroporto di Malpensa, infatti, risulterebbe che le mascherine fossero destinate ad essere consegnate tutte, quale unico destinatario finale della merce, alla Federazione Italiana Medici di Medicina Generale. Dopo un’attività di indagine e pedinamenti si è però scoperto che 12.000 di queste sono state sottratte dalla destinazione accertata per essere separatamente commercializzate, in base ad una decisione adottata dall’indagato già prima della ricezione della merce.

Un’operazione che ha portato in errore i doganieri sia per quanto riguarda lo svincolo diretto della merce e soprattutto per la mancata segnalazione dell’operazione al Commissario Straordinario ai fini della requisizione del materiale prevista dal D.L. 17.3.2020 n. 18.

Le indagini che hanno indotto la Procura della Repubblica di Como a precedere (e che saranno poi trasmesse a quella di Busto Arsizio) hanno ricostruito anche che l’indagato aveva effettuato, utilizzando analoghe attestazioni mendaci, una ulteriore importazione di 550.000 mascherine: 500.000 di queste destinate ad una società municipalizzata e le restanti 50.000 a separata commercializzazione con conseguente evasione dell’IVA e dazi dovuti per l’importazione. Oltre a questo la società aveva assunto impegni a rifornire una fornitura di dispositivi di protezione individuale e medici ad un Ente di diritto pubblico che svolge funzioni di centrale di committenza per conto della Regione Lombardia e che aveva più volte sollecitato l’adempimento di tale fornitura.

Pubblicato il 28 Aprile 2020
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore