La biblioteca apre un sondaggio per capire l’impatto del coronavirus

A Vanzaghello partirà un sondaggio, su base volontaria, per studiare gli effetti della pandemia sugli stati d'animo delle persone e sui loro stili di vita. I dati saranno coperti da anonimato

biblioteca di vanzaghello

«L’obiettivo è effettuare una ricerca che indaghi l’impatto della pandemia da Covid-19 sulla città». La biblioteca di Vanzaghello lancia un sondaggio per studiare gli effetti del coronavirus sulle persone, capire gli stati d’animo e l’eventuale cambiamento degli stili di vita. Luisa Dipino, psicoterapeuta e psicoanalista, analizzerà i dati raccolti, che saranno coperti dall’anonimato.

«La situazione che stiamo vivendo dall’inizio di marzo rappresenta qualcosa di assolutamente nuovo per le nostre vite», affermano i dipendenti della biblioteca, che giovedì 7 maggio ospiterà via Skype l’esule istriana Anna Maria Crasti. «Abbiamo dovuto cambiare le nostre abitudini quotidiane, annullare le relazioni sociali fisiche, modificare radicalmente il nostro rapporto con il lavoro, che per molti è diventato esclusivamente quello domestico. E infine, all’interno delle mura abitative affrontiamo una convivenza strettissima con i componenti delle nostre famiglie oppure, se soli, trascorriamo molto tempo senza poter avere la presenza fisica di amici, conoscenti, congiunti. Tutto questo ha probabilmente modificato qualcosa in ciascuno di noi, per esempio nel nostro atteggiamento verso il futuro».

«L’obiettivo – spiegano – è effettuare una ricerca qualitativa che indaghi l’impatto del fenomeno pandemico nel nostro territorio. Con un team di intervistatori porremo domande a persone, su base volontaria, suddivise in fasce d’età: bambini, adolescenti, adulti, anziani. Le domande hanno lo scopo di stimolare una narrazione di sé, significativa per comprendere lo stato d’animo delle persone. Di ciascuno verrà compilata una scheda indicante il sesso, l’età, la professione, la condizione in cui trascorre la quarantena e le risposte alle domande poste».

La seconda fase invece sarà gestita dalla dottoressa Luisa Dipino, che analizzerà i dati raccolti. «Le schede – spiegano – saranno coperte da anonimato e saranno elaborate per monitorare il fenomeno e trarre considerazioni per una maggiore comprensione degli effetti della pandemia sui nostri stili di vita. La relazione finale sarà resa pubblica successivamente».

La richiesta degli organizzatori, a tutti coloro che vogliono dare il loro personale contributo, è di mettersi in contatto con la biblioteca di via Mazzini, al fine di organizzare l’intervista con i mezzi consentiti: video chiamata, chiamata telefonica o via Skype. «Ai fini della buona riuscita della ricerca, sarà molto importante ricevere la risposta dei bambini e degli adolescenti: per la loro parte abbiamo pensato a una proposta formulata attraverso la scuola e in forma scritta».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 Maggio 2020
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