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Bici e Costituzione, il 2 giugno del Comitato Antifascista davanti al Comune

Per quest'anno non ci sarà a tradizionale pedalata ma un presidio davanti a Palazzo Gilardoni a cui parteciperanno diverse realtà (associazioni, sindacati, partiti)

In una lunga nota gli organizzatori della tradizionale biciclettata del 2 giugno spiegano perchè quest’anno la manifestazione si terrà in forma diversa. Appuntamento davanti a Palazzo Gilardoni con mascherine, distanziamento sociale e articolo della costituzione a scelta, sul petto.

Il decennale della “biciclettata del 2 giugno” del Comitato Antifascista di Busto Arsizio che ebbe la benedizione, al suo primo tour per i luoghi istituzionali bustesi, del compianto Angioletto Castiglioni, cade in un momento di grande fragilità per il Paese e si svolgerà in modo inconsueto per la sua tradizione e in ottemperanza alle norme
vigenti circa le riunioni di persone all’aperto.

L’appello lanciato in occasione di questo 2 giugno è di trovarsi davanti al Palazzo Comunale di Busto tra le h 10,30 e le h 11,30 del 2 giugno per BI&CI, una mattinata dedicata alla nostra Repubblica democratica nata della Resistenza e fondata sulla Costituzione.

Quanto bisogno ci sia di Stato democratico e di rendere concreta la nostra Costituzione (tante volte tradita, a partire già dal contenuto dell’art 32 “La Repubbica tutela la saluta come fondamentale diritto dell’individuo e nell’interesse della collettività…”) ce ne stiamo accorgendo tantissimo oggi, dentro gli sforzi del governo
nazionale a reggere la grave situazione determinata dalla pandemia di Covid-19 e di fronte alla pochezza (per stare “leggeri” ed attendendo gli sviluppi circa le responsabilità) del governo della Regione Lombardia.

Non possiamo astenerci però dal far notare che la “tenuta” democratica passa attraverso la consapevolezza che le azioni di oggi possono aprire varchi pericolosi per domani: i discorsi alla nazione dal balcone mediatico, le decisioni mai viste in più di 70 anni di Storia repubblicana prese oltre il Parlamento, se trovano giustificazione nella grave crisi che l’Italia e il mondo stanno attraversando, possono domani giustificare altri appelli “all’ora
segnata dal destino, delle decisioni irrevocabili” e una deriva antidemocratica, che è, date le attuali condizioni sociali ed economiche che ben si prestano ad appelli all'”Uomo forte”, dietro l’angolo.

A maggior ragione oggi, essere in piazza responsabilmente (mascherina, distanziamento sociale e arrivo di fronte al Palazzo Comunale senza alcun corteo ad inizio e fine) il 2 giugno, quando “il mondo alla rovescia” che ci prospetta il post-Covid inizia con le destre tra le più estreme dei parlamenti europei, la Lega e Fratelli d’Italia,
riunirsi in occasione della Festa della Repubblica, significa mettersi di traverso democraticamente a che questi non pensino di fare “la Festa alla Repubblica”.

Nel mondo alla rovescia post-Covid, gli ex inventori della Padania e quelli che fanno riferimento nei modi e nei contenuti a ciò che la Costituzione mette fuori dalla Storia, chiamano oggi i cittadini alla loro adunata. Si è detto che dopo la pandemia di Covid nulla sarebbe stato come prima. Infatti, potrebbe essere peggio e le condizioni per il peggio ci sono tutte.

Per questo cittadini e cittadine e realtà bustesi che si ispirano sinceramente ai valori dell’antifascismo e della democrazia saranno presenti di fronte al Palazzo Comunale di Busto e consegneranno in Municipio la Costituzione nella edizione stampata dal Comitato Antifascista proprio 10 anni fa, quale faro della convivenza e bussola delle decisioni.

Invitiamo i partecipanti a giungere all’appuntamento con mezzi “consumo zero” (a piedi, in bici, monopattino, sulle ali della passione civile…) ed indossando (tatuato, su un cartello, tipo pettorina del “giro d’Italia”) un articolo della Costituzione a propria scelta, perché questa Carta vive e cammina grazie all’impegno di tutte e di tutti e, se pur a distanza, ci tiene insieme. Consigliamo di scrivere il numero dell’articolo della Costituzione sulla mascherina
che diventa così anche strumento di prevenzione dal virus del fascismo che l’Italia non ha mai saputo fino in fondo debellare.

L’articolo-mascherina da solo non basta a preservarci dal rischio contagio. Non diventare fascisti o indifferenti sta nelle scelte e nostri comportamenti individuali e collettivi oggi, per proseguire il lungo cammino verso piena giustizia e libertà.

AdL Busto
Antifascisti sempre
ass.ne il Quadrifoglio
CGIL Varese
Comitato Antifascista
Medicina Democratica
PCI Fed Varese
Verdi Busto

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 01 Giugno 2020
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