Casi di legionella anche in passato: a Busto ce ne furono 12 due anni fa

Quest'anno sono in tutto 19 i contagi registrati in città, di cui 16 nel solo mese di agosto. Controllate e analizzate le tubature delle case, l'impianto idrico e le fontanelle dei parchi

cartina indagine legionella agosto 2020

La cartina mostra la distribuzione del domicilio dei casi (in blu) e delle torri di raffreddamento (in rosso) registrate nel catasto delle torri di raffreddamento.

I casi di legionella a Busto Arsizio non sono un evento raro: due anni fa se ne registrarono 12. Nel 2017 furono 4 in tutto e lo scorso anno 7. 
Certo è, però, che i 19 casi di quest’anno, sono in gran parte concentrati nel mese di agosto, 16 in tutto.
In tutto il territorio di Ats Insubria sono stati 113 nel 2018, 131 lo scorso anno e 100 fino all’inizio di settembre.

Che qualcosa in città non vada è ormai accertato anche se non è evidente cosa. Le indagini e i campionamenti delle acque effettuati sia nelle abitazioni private dei pazienti, sia nelle torri di raffreddamento, sia nelle fontane pubbliche presenti nei parchi e presso il principale cimitero della città non hanno ancora evidenziato l’origine del contagio.

Ats Insubria, nel report presentato al Sindaco Antonelli, descrive anche l’evoluzione della malattie nei pazienti coinvolti: un paziente di 78 anni è deceduto presso l’ospedale di Busto Arsizio lo scorso 2 settembre. Sei pazienti sono ancora ricoverati, ma in discrete condizioni. Tutti gli altri sono rientrati al domicilio ove stanno terminando le cure e in fase di guarigione.
Tutte le segnalazioni sono pervenute dall’ASST Valle Olona presidio di Busto Arsizio: i casi sono stati ricoverati, tranne uno per cui c’è stato solo un accesso in PS.

L’età media dei soggetti coinvolti (11 maschi e 5 femmine) è di 75 anni (età minima 58 anni – età massima 92); per 8 pazienti erano già presenti patologie concomitanti. In nessun caso è stato riferito ricovero in struttura ospedaliera nei giorni precedenti l’esordio dei sintomi, né sono state praticate cure odontoiatriche. Non risultano frequentazioni di luoghi comuni in città.

L’ospedale di Busto ha nel frattempo avviato una ricognizione dei pazienti ricoverati con diagnosi di “polmonite atipica” per intercettare possibili ulteriori casi.

Nei giorni scorsi è stata effettuata, a scopo precauzionale, la sanificazione dell’acqua della rete idrica comunale, ma dalle analisi effettuate non si rilevano eccessi di contaminazione batterica totale. È stata inoltre avviata una ricognizione delle torri di raffreddamento più prossime all’area interessata che ha portato all’individuazione di una torre compresa nell’area interessata che non era stata inserita nel registro delle torri di raffreddamento mentre un’altra torre, all’interno del presidio ospedaliero, non è più attiva.

Aspetti informativi
la Legionellosi è una malattia infettiva causata dal batterio Legionella Pneumophila rappresentato da diversi sierotipi e ampiamente diffuso in natura nelle acque stagnanti ove prolifera alle temperature tra 25° e 45° e negli ambienti umidi.

La malattia si può evidenziare con sintomi simil influenzali (febbre, tosse, astenia, lieve difficoltà respiratoria) o con quadro di polmonite che di norma comunque risponde a terapia antibiotica mirata. In soggetti particolarmente fragili può evolvere con complicanze fino al decesso.

Il periodo di incubazione che intercorre tra l’esposizione al batterio e il manifestarsi dei sintomi varia da 2 a 10 giorni; in media 5-6 giorni.

Non è mai stata dimostrata la trasmissione interumana della Legionella Pneumophila da persona a persona e la modalità di contagio avviene per via respiratoria tramite inalazione, aspirazione o microaspirazione di piccolissime goccioline contaminate (aerosol) generate ad esempio da docce, rubinetti, impianti di condizionamento, umidificatori, fontane ornamentali, torri di raffreddamento etc.

La prevenzione
La prevenzione delle Legionellosi può essere attuata attraverso l’adozione di semplici misure di controllo di tipo impiantistico e con la messa in atto di comportamenti precauzionali individuali. Al riguardo, si rammentano le azioni di prevenzione e controllo descritte anche sul sito di ATS Insubria

In particolare:
– è buona regola provvedere a una corretta manutenzione periodica (disincrostazione e/o disinfezione) di tutti gli impianti che possono favorire la dispersione di Legionella (es. impianti idro-sanitari, attrezzature per idromassaggio, umidificatori dell’ambiente, condizionatori d’aria (anche dell’auto), fontane decorative, apparecchi per aerosol e inalatori)
– utilizzare possibilmente acqua fredda a temperatura inferiore ai 20° e mantenere l’acqua calda a temperatura superiore a 50° nelle caldaie o serbatoi
– fare scorrere l’acqua sia calda che fredda per 5 minuti dai sanitari del bagno (rubinetti, doccia) prima del loro impiego, quando non sono utilizzati per un certo periodo (dopo rientro dalle vacanze, abitazione di villeggiatura, seconda casa, ecc.).
– svuotare, disincrostare e disinfettare i serbatoi di accumulo dell’acqua calda (compresi boiler) almeno 1 volta l’anno.
– lavare con acqua sterile i boccagli per aerosol dopo ogni utilizzo e asciugarli accuratamente
– utilizzare umidificatori o ferri da stiro a vapore solo con acqua sterile
– mantenere puliti e liberi dal calcare i soffioni delle docce e i filtri rompi getto dei rubinetti, eseguendone la manutenzione almeno 2 o 3 volte l’anno; in particolare, è importante che siano smontati, disincrostate le varie parti con prodotti anticalcare o aceto e poi disinfettate con candeggina.
– non lasciare la canna per l’irrigazione del giardino al sole, non raccogliere e utilizzare acqua piovana da contenitori esposti al sole
– non avvicinarsi a fontane ornamentali o impianti di irrigazione o altre raccolte di acqua che disperdano nell’aria aerosol
– pulire e disinfettare i filtri degli impianti di condizionamento
– pulire e igienizzare a fondo le vasche per idromassaggio almeno una volta al mese con prodotti specifici o detergenti per lavastoviglie e candeggina. Non sono da utilizzare i detergenti che solitamente s’impiegano per la pulizia del bagno perché la schiuma prodotta potrebbe entrare all’interno delle bocchette e ostruire i tubi collegati alla pompa. Il circuito interno va pulito ogni 4/5 mesi dal calcare con acqua e candeggina fino a coprire i sensori e far partire il ciclo di bagno per almeno 15 minuti, poi svuotare la vasca e rieseguire l’operazione una seconda volta senza candeggina
– in caso di nuove costruzioni o ristrutturazioni, evitare la realizzazione di reti idriche con tubature ove l’acqua possa ristagnare facilmente
– eseguire una corretta gestione delle piscine gonfiabili, molto diffuse nel periodo estivo; in particolare, per il loro utilizzo in sicurezza, è indispensabile impiegare prodotti chimici a base di cloro e alghicidi, oltre a eseguire una pulizia meccanica con retina e spazzola aspiratrice.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 Settembre 2020
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