Litiga con la madre per l’acquisto di un cellulare, fermato dalla polizia di Gallarate con il coltello in mano

È indagato per i reati di minaccia aggravata, danneggiamento, maltrattamenti in famiglia e porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere

polizia mascherine

Nel tardo pomeriggio di mercoledì 17 settembre è arrivata al numero unico di soccorso la richiesta di intervento da parte di una donna che riferiva di una lite in corso tra il fratello e la madre all’interno di un appartamento del centro di Gallarate.

Gli agenti si sono precipitati sul posto, e mentre erano a pochi metri dal luogo dell’intervento la richiedente ha contattato nuovamente il 112, riferendo che il fratello di 28 anni stava brandendo un coltello e la situazione stava peggiorando.

Una volta avuto accesso all’androne del palazzo sito al piano terra dell’edificio, i poliziotti hanno chiaramente udito provenire dai piani superiori delle forti grida e dei rumori riconducibili a colpi violenti sferrati contro una porta in legno. Senza esitare hanno cominciato a salire di corsa le scale e al quinto piano, al termine della scala, si sono trovati su un piccolo pianerottolo che dà l’accesso a due diversi locali che fungono da anticamera alle porte di accesso degli appartamenti. Da una delle due anticamere è comparso un uomo, vestito di un paio di pantaloni ed una maglietta a maniche corte strappata, che brandiva nella mano destra un coltello da cucina molto lungo, con la lama rossa.

Alla vista dell’uomo armato gli agenti gli hanno subito intimato a voce alta e chiara di posare a terra il coltello, un ordine al quale l’uomo non ha immediatamente ottemperato, continuando a fissare gli operatori mentre stringeva ancora più forte l’arma.

I poliziotti hanno quindi reiterato l’ordine con tono più alto e deciso, dimostrandosi pronti a reagire ad ogni eventuale gesto inconsulto. A questo punto l’energumeno ha finalmente posato il coltello, ed è stato quindi immobilizzato ed ammanettato in sicurezza. L’uomo, un ventottenne marocchino residente a Gallarate, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, dopo la doverosa perquisizione è stato accompagnato presso il Commissariato per essere fotosegnalato.

Dalle testimonianze rese dalla madre e dalle sorelle dell’aggressore, gli agenti sono riusciti a ricostruire la dinamica dei fatti che hanno dato origine all’intervento. A dire delle tre donne l’uomo era tornato a casa nel pomeriggio verso le 16 e ha insistito con la madre affinché gli comprasse un nuovo cellulare. Al diniego ricevuto ha reagito con un’escalation di danneggiamenti in casa, per giungere a minacciare di morte la madre e le due sorelle con il coltello che poi gli è stato sequestrato. Con uno stratagemma la madre è riuscita a farlo uscire dall’appartamento, nel quale si è chiusa a chiave con le figlie, ma l’uomo ha iniziato a inveire contro le proprie congiunte continuando a colpire con forza la porta d’ingresso (ed ha compiuto nel frattempo analoghi comportamenti anche contro le porte di altri appartamenti del condominio) fino a che non è stato bloccato dagli agenti della Volante.

Al termine degli atti di rito il soggetto, d’intesa con l’autorità giudiziaria, è stato indagato in stato di libertà per i reati di minaccia aggravata, danneggiamento, maltrattamenti in famiglia e porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 Settembre 2020
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