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Nessun caso di legionellosi a Gallarate, controlli in un condominio

Da alcuni giorni si parla di casi di malattia: una voce nata probabilmente dalla coincidenza con un dato anomalo registrato nell'acqua in un campione di un singolo condominio

Generico 2018

La voce gira da un paio di giorni: “c’è un caso di legionella a Gallarate”. Voce non veritiera, nel senso che non c’è nessun caso di legionellosi registrato nel Comune.

La preoccupazione arriva dopo i casi di Busto Arsizio e il caso “fantasma” è nato probabilmente dalla coincidenza con un altro episodio: il dato anomalo registrato nell’acqua in un campione in un condominio di piazza Garibaldi (il campione risale a fine luglio, non parliamo di giorni recenti)

«Abbiamo contattato i residenti raccomandando la prudenza nell’uso dell’acqua e abbiamo attivato Alfa srl per le indagini» spiega il sindaco Andrea Cassani. Il dato registrato era 620 volte superiore alla concentrazione massima di legge: evidentemente si trattava di un problema localizzato. «Non si tratta di un problema nell’acqua dall’acquedotto, altrimenti avremmo avuto ben altri problemi».

I casi di legionellosi – nel senso di contagio da legionella e relativa malattia – sono invece concentrati a Busto Arsizio, come anche da informativa dell’Ats.

cartina indagine legionella agosto 2020
La carta di Ats che segnala, in blu, i casi di legionellosi, vale a dire di malattia sviluppatasi in un paziente. In rosso gli impianti di torri di raffreddamento, monitorati sulla base del catasto regionale di prevenzione

Cos’è la legionella e cos’è la legionellosi

la Legionellosi è una malattia infettiva causata dal batterio Legionella Pneumophila rappresentato da diversi sierotipi e ampiamente diffuso in natura nelle acque stagnanti ove prolifera alle temperature tra 25° e 45° e negli ambienti umidi.

La malattia si può evidenziare con sintomi simil influenzali (febbre, tosse, astenia, lieve difficoltà respiratoria) o con quadro di polmonite che di norma comunque risponde a terapia antibiotica mirata. In soggetti particolarmente fragili può evolvere con complicanze fino al decesso.

Il periodo di incubazione che intercorre tra l’esposizione al batterio e il manifestarsi dei sintomi varia da 2 a 10 giorni; in media 5-6 giorni.

Non è mai stata dimostrata la trasmissione interumana della Legionella Pneumophila da persona a persona e la modalità di contagio avviene per via respiratoria tramite inalazione, aspirazione o microaspirazione di piccolissime goccioline contaminate (aerosol) generate ad esempio da docce, rubinetti, impianti di condizionamento, umidificatori, fontane ornamentali, torri di raffreddamento etc.

La prevenzione
La prevenzione delle Legionellosi può essere attuata attraverso l’adozione di semplici misure di controllo di tipo impiantistico e con la messa in atto di comportamenti precauzionali individuali. Al riguardo, si rammentano le azioni di prevenzione e controllo descritte anche sul sito di ATS Insubria

In particolare:
– è buona regola provvedere a una corretta manutenzione periodica (disincrostazione e/o disinfezione) di tutti gli impianti che possono favorire la dispersione di Legionella (es. impianti idro-sanitari, attrezzature per idromassaggio, umidificatori dell’ambiente, condizionatori d’aria (anche dell’auto), fontane decorative, apparecchi per aerosol e inalatori)
– utilizzare possibilmente acqua fredda a temperatura inferiore ai 20° e mantenere l’acqua calda a temperatura superiore a 50° nelle caldaie o serbatoi
– fare scorrere l’acqua sia calda che fredda per 5 minuti dai sanitari del bagno (rubinetti, doccia) prima del loro impiego, quando non sono utilizzati per un certo periodo (dopo rientro dalle vacanze, abitazione di villeggiatura, seconda casa, ecc.).
– svuotare, disincrostare e disinfettare i serbatoi di accumulo dell’acqua calda (compresi boiler) almeno 1 volta l’anno.
– lavare con acqua sterile i boccagli per aerosol dopo ogni utilizzo e asciugarli accuratamente
– utilizzare umidificatori o ferri da stiro a vapore solo con acqua sterile
– mantenere puliti e liberi dal calcare i soffioni delle docce e i filtri rompi getto dei rubinetti, eseguendone la manutenzione almeno 2 o 3 volte l’anno; in particolare, è importante che siano smontati, disincrostate le varie parti con prodotti anticalcare o aceto e poi disinfettate con candeggina.
– non lasciare la canna per l’irrigazione del giardino al sole, non raccogliere e utilizzare acqua piovana da contenitori esposti al sole
– non avvicinarsi a fontane ornamentali o impianti di irrigazione o altre raccolte di acqua che disperdano nell’aria aerosol
– pulire e disinfettare i filtri degli impianti di condizionamento
– pulire e igienizzare a fondo le vasche per idromassaggio almeno una volta al mese con prodotti specifici o detergenti per lavastoviglie e candeggina. Non sono da utilizzare i detergenti che solitamente s’impiegano per la pulizia del bagno perché la schiuma prodotta potrebbe entrare all’interno delle bocchette e ostruire i tubi collegati alla pompa. Il circuito interno va pulito ogni 4/5 mesi dal calcare con acqua e candeggina fino a coprire i sensori e far partire il ciclo di bagno per almeno 15 minuti, poi svuotare la vasca e rieseguire l’operazione una seconda volta senza candeggina
– in caso di nuove costruzioni o ristrutturazioni, evitare la realizzazione di reti idriche con tubature ove l’acqua possa ristagnare facilmente
– eseguire una corretta gestione delle piscine gonfiabili, molto diffuse nel periodo estivo; in particolare, per il loro utilizzo in sicurezza, è indispensabile impiegare prodotti chimici a base di cloro e alghicidi, oltre a eseguire una pulizia meccanica con retina e spazzola aspiratrice.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 Settembre 2020
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