Servizio Glaciologico Lombardo: “In 28 anni perso un terzo dei ghiacciai lombardi”

Il dato è emerso durante la serata al Museo del Tessile, organizzata nell'ambito della rassegna "Della Natura e Dell'Arte": «Siamo per certo in una fase di grande regresso"

servizio glaciologico lombardo ghiacciai

È stata una serata di divulgazione scientifica, umana e artistica quella organizzata da A&A Studio Legale, Fondazione Bandera per l’Arte e Cristina Moregola Gallery, incentrata sulla salute dei ghiacciai lombardi ma che in realtà ha saputo dare spunti per una riflessione più ampia sull’educazione alla tutela ambientale.

Inserita nella rassegna “Della Natura e Dell’Arte”, serie di appuntamenti pensati per essere uno spazio di riflessione sulle tematiche ambientali all’interno del quale la sperimentazione artistica e culturale si pone come vettore di messaggi di responsabilità a favore della sostenibilità del pianeta, la conferenza è stata tenuta dai volontari del Servizio Glaciologico Lombardo che hanno spiegato come dal 1992 si monitora lo stato di salute e gli effetti del riscaldamento globale sulle terre alte della nostra regione.

Una prima indicazione è che quando hanno iniziato si contavano più di 300 ghiacciai, mentre oggi ne sono rimasti circa 200 in 10 gruppi montuosi, tutti localizzati intorno alla Valtellina. L’associazione in trent’anni di attività, pur non avendo una grande disponibilità economica, è riuscita a rigenerarsi ciclicamente: «Abbiamo formato circa 350 operatori nel corso degli anni- dice Alessandro Galluccio, uno dei volontari di lungo corso – perché serve un ricambio continuo per monitorare un numero così alto di ghiacciai. Siamo convinti che per salvaguardare l’ambiente si debba prima di tutto conoscerlo, e infatti la divulgazione è parte fondamentale del progetto, perché solo con la cultura e lo studio ci si può rendere conto di quello che accade intorno a noi. Per quanto riguarda il nostro lavoro ci siamo sempre reinventati, basta vedere l’evoluzione negli strumenti che utilizziamo: trent’anni fa misuravamo il fronte dei ghiacciai con metodi rudimentali, oggi per esempio abbiamo droni in grado di scansionarne in 3D la superficie».

«Siamo per certo in una fase di grande regresso – parole dell’altro volontario Fabio Villa – , basta guardare le serie storiche per accorgersene. Si vive la montagna e si impara a guardare ai ghiacciai in modo diverso. Mi fa tristezza salire a 3mila e metri e vedere il palo che magari abbiamo piantato solo l’anno corso affiorare di qualche metro, si sente oggettivamente che qualcosa non va. Inoltre al dibattito sul tema del cambiamento climatico nel nostro Paese è spesso inquinato da dubbi e relazioni senza alcun fondamento scientifico».

L’interesse per le masse glaciali è importante sotto molti punti di vista, in primo luogo come indicatore climatico ma anche per quanto riguarda le opportunità turistiche che possono creare. Proprio quest’ultimo obiettivo è stato al centro della missione intercontinentale dell’SGL, che dal 2018 sono in Bolivia per dare ai giovani del posto una cultura scientifica che li metta in grado di monitorare il ghiacciaio tropicale del Chachacomani e eventualmente trovare una forma di sostentamento grazie ai turisti.

Il monitoraggio, nel contesto di un Paese molto povero, è ancora più utile perché, essendo il ghiacciaio una grande riserva di acqua dolce, se venisse a mancare l’intera economia della zona collasserebbe. L’unione tra missione umanitaria e scientifica è stata molto apprezzata dai boliviani, che attendono il ritorno dei volontari, Covid permettendo.

Per concludere è stato proiettato un video dell’artista Johanna Gschwend, dedicato al paesaggio e all’intervento dell’uomo nella natura. Le sue ed altre opere si possono visitare fino al 31 ottobre negli spazi della mostra “Natura Svelata” alla Cristina Moregola Gallery e contemporaneamente allo Studio A&A, mentre in Fondazione Bandera è ospitata la mostra “Can’t Find a Way There, Try Again” di Virginia Dal Magro.

Di seguito i prossimi appuntamenti della rassegna:

Venerdì 9 ottobre ore 21.00
I SEGNI DELL’UOMO NELL’AMBIENTE
Racconto fotografico di Valter Iannetti
Fondazione Bandera per l’Arte, via A. Costa 29
Su prenotazione (massimo 20 posti): info@fondazionebandera.it

Domenica 11 ottobre dalle ore 15.00
LE PIANTE OFFICINALI
Con Matteo Elzi – Azienda Agricola Le Officinali di Olgiate Olona (VA)
Fondazione Bandera per l’Arte, via A. Costa 29
Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Venerdì 16 ottobre ore 21.00
BUSTO PEDALA NEL FUTURO
Relatore: Marco Fardelli
IL SISTEMA CICLISTICO DELLA PROVINCIA DI VARESE
Relatore: Paolo Landini, Provincia di Varese,
Area Tecnica-Ufficio Sostenibilità Ambientale
Interventi a cura del Circolo Legambiente BustoVerde
È inoltre prevista la partecipazione dell’Associazione dei Verdi-Europa Verde di Varese
Sala Conferenze Museo del Tessile, via A. Volta 6
Solo su prenotazione: info@fondazionebandera.it

Martedì 27 ottobre ore 21.00
CLOROFĺLLATI
Relatrice: Marcella Danon, psicologa, insegnante presso l’Università della
Valle d’Aosta e Direttrice di Ecopsiché – Scuola di Ecopsicologia
Cristina Moregola Gallery, via A. Costa 29

di
Pubblicato il 30 Settembre 2020
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore