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“La prima volta”: tutti i record elettorali degli USA. Di Mauro della Porta Raffo

Prima di tre puntate con curiosità, aneddoti, date e personaggi che hanno fatto la storia delle Presidenziali USA, descritte dal "Gran Pignolo"

monte rushmore presidenti degli usa

Mauro della Porta Raffo, nato a Roma ma varesino da una vita, è uno dei maggiori esperti italiani del sistema e delle competizioni elettorali degli Stati Uniti d’America oltre a essere presidente onorario della Fondazione Italia USA. Ci affidiamo alla sua penna e alla sua conoscenza per fare un tuffo nell’interessante e variegato mondo delle Presidenziali che – in questo autunno del 2020 – vedono di fronte Donald Trump per il Partito Repubblicano e Joe Biden per il Partito Democratico. 

“La prima volta – Ovvero, tutti i record elettorali (e non solo) degli Stati Uniti d’America” è un lavoro che VareseNews pubblica in tre puntate e che dà il via a un piccolo ma – ci auguriamo – significativo speciale per non arrivare impreparati al gran finale della tornata elettorale degli States. Buona lettura, e non perdetevi le prossime puntate e gli altri articoli della serie. Foto in alto di skeeze da Pixabay

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INDISPENSABILE PREMESSA – Il Presidente degli Stati Uniti d’America non viene eletto direttamente dal popolo – è la sua infatti una “elezione di secondo grado” – ma dai Grandi Elettori (in originale, “Electors” con la e maiuscola per distinguerli dai comuni aventi diritto al suffragio) che, votati dal 1848 «il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre dell’anno bisestile», si riuniscono, Stato per Stato nella città capitale, nel da loro formato Collegio Elettorale «il primo lunedì dopo il secondo mercoledì del successivo dicembre» per provvedere alla effettiva nomina.
Nel caso in cui non emerga nelle votazioni una maggioranza assoluta di Grandi Elettori (altresì definibili Delegati Nazionali), il Collegio declina l’incarico trasferendo la competenza alla Camera dei Rappresentanti.
Se la stessa cosa accade per la carica di Vice, la situazione viene risolta dal Senato.
(In proposito, quanto agli specifici accaduti, si veda nelle righe seguenti).
I Grandi Elettori sono pari al numero totale dei Congressisti (Senatori più Rappresentanti) e oggi sono cinquecentotrentotto (fissando pertanto la maggioranza assoluta a duecentosettanta) perché ai predetti membri delle Camere (oggi, cento Laticlavi e quattrocentotrentacinque Rappresentanti) si aggiungono i tre spettanti al District of Columbia.
Ogni Stato invia al Collegio un numero di Grandi Elettori uguale a quello dei suoi eletti al Parlamento.

Per la necessaria massima possibile completezza, i partiti che hanno portato alla Executive Mansion (verrà chiamata White House anni dopo l’inaugurazione) almeno un eletto dopo George Washington sono il Federalista, il Democratico/Repubblicano, il Whig, il Democratico e il Repubblicano.

NOTA BENE – Il partito democratico, avendo per simbolo un Asino, può essere definito ‘dell’Asino’ o ‘dell’Asinello’. I suoi eletti (come gli elettori) a loro volta ‘Asini’ o ‘Asinelli’.
Il repubblicano è chiamato anche ‘Grand Old Party’ (acronimo, ‘GOP’) e così – come anche ‘Elefanti’ o ‘Elefantini’, dappoiché il suo simbolo è appunto quel pachiderma – possono essere indicati i suoi eletti ed elettori.

ORBENE:

– L’unica volta nella quale si votò per la Presidenza anche in un anno dispari fu nel 1789 (invero, tra il 15 dicembre 1788 e il 10 gennaio 1789 appunto, dato che fino al 1844 compreso le urne resteranno aperte per più settimane), cioè nella prima circostanza
– per connessione, la prima volta che si votò in un solo giorno fu nel 1848
– la prima volta che si votò esclusivamente in un anno bisestile (come poi sempre) correva il 1792
– il primo Presidente eletto (nel predetto 1788/89) fu George Washington
– il primo Presidente rieletto, di nuovo George Washington (1792)
– la prima entrata in carica (Insediamento) e il primo Discorso di Accettazione sono datati 30 aprile 1789, protagonista George Washington
– il primo entrato in carica il 4 marzo dell’anno successivo all’elezione ancora George Washington nel 1793
va qui detto che lo stesso Washington è il solo eletto considerato indipendente dai partiti e l’unico votato all’unanimità (peraltro, in tutte e due le occasioni) dal Collegio Elettorale

mauro della porta raffo
Mauro della Porta Raffo

– il Padre della Patria è stato anche il primo Generale eletto. Dopo di lui, non pochi nell’Ottocento. Fra gli altri Andrew Jackson, William Harrison, Zachary Taylor, Ulysses Grant… Il solo Generale alla Casa Bianca nel Novecento è Dwight Eisenhower
– per connessione, il primo entrato in carica (a seguito di un Emendamento che anticipava i termini) il 20 gennaio dell’anno successivo alla elezione fu Franklin Delano Roosevelt nel 1937
– per inciso, la prima First Lady (anche se all’epoca non veniva così vocata la consorte del Presidente) si chiamava Martha (Dandridge Washington) e il significato del suo nome in aramaico è incredibilmente “padrona di casa”
1791, entra a far parte dell’Unione il Vermont. È il primo Stato ad essere ammesso e quindi la quattordicesima stella
– il primo Vice succeduto in carica al Presidente del quale era appunto vicario fu John Adams, votato nel 1796
– il primo sconfitto cercando un secondo mandato fu lo stesso John Adams nel 1800
– il primo a risiedere nella Executive Mansion (dipoi, White House) fu sempre John Adams nell’anno 1800
– il primo ticket elettorale fu proposto dai partiti nel 1804 perché in precedenza i candidati alla Presidenza e alla carica vicaria non erano presentati insieme la quale cosa portava alla vittoria chi conquistava il maggior numero di Grandi Elettori e alla Vicepresidenza il secondo classificato
– era così occorso che nel mandato 1797/1801 il Capo dello Stato (John Adams) fosse di un partito e il vicario (Thomas Jefferson) di un altro
– le elezioni del 1800 videro alla pari quanto a delegati al Collegio Elettorale conquistati due candidati (Thomas Jefferson e Aaron Burr). Per decidere chi dei due dovesse governare furono necessari trentasei ballottaggi alla Camera, record in questo davvero particolare campo
– nel 1824 nessuno dei candidati raggiunse la maggioranza assoluta dei Grandi Elettori e pertanto la competenza quanto alla nomina passò alla Camera. Fu questa la prima ed unica volta relativamente alla carica assoluta con le disposizioni ancora ai nostri giorni vigenti essendo il precedente del 1800 conseguente ad una legge elettorale allora in vigore e come detto modificata nel 1804
– per connessione, altrettanto occorse nel 1836 per la Vicepresidenza per cui, come previsto, la decisione conseguente fu opera del Senato
– ancora nel 1836 viene eletto Martin Van Buren. La cosa va segnalata perché era il Vice in carica di Andrew Jackson e occorrerà attendere il 1988 perché un altro Vice ‘incumbent’, George Herbert Bush, riesca nell’impresa
– Van Buren, nato nel 1782, è il primo Presidente eletto venuto al mondo dopo la Dichiarazione di Indipendenza del 1776
1831, l’allora esistente Partito Antimassonico, al fine di scegliere il proprio candidato per il 1832, organizza la prima Convention radunando i delegati per la bisogna a Baltimora. Verrà subito imitato
1832, il candidato del predetto Partito Antimassonico William Wirt vince nel Vermont. È la prima volta che un esponente di un partito ‘terzo’ riesce nell’impresa di conquistare uno Stato e i suoi Delegati Nazionali
– il primo Presidente deceduto in carica fu William Harrison nel 1841
– il primo Vice subentrato ‘mortis causa’ fu John Tyler nel 1841
– Tyler, venuto al mondo nel 1790, è il primo Presidente nato dopo la firma del Trattato di Parigi (1783), atto con il quale la vecchia madre patria inglese riconosceva l’indipendenza delle tredici ex colonie. È pertanto il primo vero inquilino della Casa Bianca ‘americano’
– tutti e due gli eletti Whig (William Harrison e Zachary Taylor, entrambi Generali) morirono di morte naturale in corso di mandato
– il più volte indicato William Harrison fu Capo dello Stato per un mese (4 marzo/4 aprile 1841), la permanenza in carica più breve
– per connessione, il Presidente per più tempo in carica è stato Franklin Delano Roosevelt. Eletto quattro volte (1932, 1936, 1940 e 1944), governò dal 4 marzo 1933 al 12 aprile 1945 (per quattromilaquattrocentoventidue giorni), momento della dipartita
– per susseguente connessione, nel 1951 è entrato in vigore un Emendamento che limita a due le possibili elezioni e pertanto il numero massimo di giorni in carica a duemilanovecentoventidue
– il citato John Tyler è finora il Vice succeduto ‘mortis causa’ (esclusi quanti si siano ripresentati in proprio venendo confermati) restato più a lungo in sella: tre anni e undici mesi
– John Tyler rimase vedovo (primo decesso di una First Lady in carica) nel 1842 e si risposò (primo matrimonio a White House) nel 1844
Tyler è anche il solo Capo dello Stato USA espulso dal proprio partito mentre sedeva a White House
– per connessione, il primo Vice subentrato che si è ripresentato in proprio nel mandato successivo a quello nel quale era succeduto al titolare essendo altresì eletto fu Theodore Roosevelt nel 1904
– il primo democratico (in cotal modo considerato) candidato (ed altresì eletto) fu Andrew Jackson nel 1828
– 1845, la prima cerimonia di insediamento che fu riportata via telegrafo nonché la prima immortalata fotograficamente da una rivista fu quella relativa a James Polk il 4 marzo del citato 1845
– il solo Capo dello Stato non sposato né vedovo fu il democratico James Buchanan

Arrivederci alla seconda puntata

di
Pubblicato il 31 Ottobre 2020
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