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Apre la nuova sede di Eva Onlus: “Più spaziosa e più sicura. Riferimento delle donne maltrattate”

L'amministrazione ha assegnato all'associazione che si occupa di donne maltrattate gli uffici al primo piano dei Molini Marzoli, proprio sopra il comando della Polizia Locale

nuova sede eva onlus busto arsizio

Una sede più ampia e luminosa, adatta allo scopo e più sicura grazie alla presenza del comando di Polizia Locale, ubicata al primo piano dei Molini Marzoli (entrata lato università). Si è svolta questo pomeriggio, martedì, l’inaugurazione dei nuovi spazi di Eva Onlus, l’associazione che da 15 anni aiuta le donne maltrattate dell’ambito di Busto Arsizio, Gallarate e Somma Lombardo.

Al taglio del nastro erano presenti il sindaco Emanuele Antonelli, l’assessore ai Servizi Sociali Osvaldo Attolini, Elisabetta Marca, presidente dell’associazione, la coordinatrice Cinzia Di Pilla e alcune volontarie. «Sono particolarmente contento di questa nuova sede che siamo riusciti ad assegnare a questa associazione, tra le più attive sul territorio e con un bisogno importante da soddisfare, visto l’alto numero di donne che si rivolgono ad Eva Onlus – ha dichiarato il sindaco-. Una location adatta a chi fa un lavoro delicatissimo e a volte anche pericoloso».

L’assessore Attolini ha voluto esordire con una battura: «Oggi inauguriamo un luogo con la Speranza di chiuderlo presto – ha detto Attolini – perchè si spera che un giorno non ce ne sia più bisogno. Battute a parte sono orgoglioso e felice di inaugurare questa sede nuova e più appropriata. La vostra è una lotta giusta e doverosa ad un fenomeno che sembrava relegato ad una fascia più estrema della popolazione ma che invece riguarda tutti i livelli sociali e culturali della popolazione».

Attolini ha centrato il suo intervento su tre questioni importanti per raggiungere la parità di genere: «Fino a quando non si darà una risposta seria alla questione lavorativa, a quella politica e a quella familiare non si raggiungerà mai l’obiettivo – ha insistito l’assessore -. Sono noti i rallentamenti nella carriera lavorativa delle donne e le discriminazioni salariali nel mondo del lavoro. La questione politica riguarda la donna che è ancora vista come persona da assistere e non come protagonista nella società. La terza è la questione familiare: ci sono ancora problemi nella suddivisione dei compiti nelle famiglie».

La presidente Elisabetta Marca ha voluto ringraziare l’amministrazione, il sindaco e l’assessore per il sostegno fisico e morale. Ha sottolineato anche l’importanza di questo trasferimento dettato da due esigenze: sicurezza e bisogno di spazio, un’esigenza che si è acuita con l’emergenza sanitaria che costringe al contingentamento delle presenze negli uffici.

L’occasione è stata anche sfruttata per presentare la nuova responsabile della comunicazione Arianna Gussoni che ha implementato tutta la parte relativa alla presenza dell’associazione sui social network: «Con l’obiettivo di essere più capillari nella società abbiamo creata una pagina Instagram – racconta Gussoni -. Grazie a questa abbiamo fermato un tentativo di suicidio di una donna che aveva lanciato segnali allarmanti tramite un commento ad un post». Per entrare nelle case, ad esempio, è stato dato impulso ad una campagna pubblicitaria sui giornali femminili.

Non solo: sono stati avviati alcuni progetti che coinvolgono le donne maltrattate e le più giovani. Grazie ad Assolombarda e ad una giornalista di Quarto Grado, ad esempio, sono riuscite a finanziare un progetto di microcredito con il quale è stato possibile acquistare una macchina da cucire per una giovane vittima pakistana, costretta a sposare da bambina un uomo violento, a subirne la ferocia e gli appetiti sessuali con danni gravissimi e che, quando ha trovato la forza di lasciarlo e di affidarsi ad Eva Onlus, si è ritrovata anche senza l’appoggio della famiglia di origine che l’ha ripudiata.

In occasione della giornata contro la violenza sulle donne, infine, sono state organizzate una serie di iniziative nel rispetto della normativa anti-contagio come la distribuzione di mascherine rosse in piazza (domani, mercoledì), la filodiffusione di un brano di Grazia Di Michele contro la violenza sulle donne, per le vie della città e su Radio Bustolive, una tavola rotonda all’Icma e un incontro a Solbiate Olona.

Infine, grazie all’idea della sedicenne studentessa di Busto Arsizio, Ludovica, promuoveranno un video realizzato con i ragazzi dei licei di Busto e il coordinamento del Coreutico per dare un messaggio agli adolescenti sulla libertà di una donna di poter vivere la propria vita. Un video che prende ispirazione anche dalla storia della 18enne violentata alla festa del ricco imprenditore Alberto Genovese, attualmente in carcere per gli orrori che infliggeva alle vittime dei suoi istinti sessuali, durante le feste organizzate a casa sua: «Voglio far emergere la parte bella della nostra generazione per cambiare anche quella brutta» – ha commentato Ludovica.

Spazio, infine anche a Francesca Schettino, esponente di Fratelli d’Italia: «Col mio partito abbiamo deciso di portare avanti un progetto sulla violenza contro le donne. Presenteremo in consiglio comunale una mozione per mettere una panchina rossa in una delle piazze principali di Busto. Sarà il simbolo di una donna che non c’è più per colpa della violenza dell’uomo e riporterà sulla targhetta il numero antiviolenza 1522 da chiamare in caso di necessità. Non si tratta di un’iniziativa di parte ma ha l’ambizione di essere condivisa con tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione».

Presentata, infine, la storia di Manuela Carnini, chirurgo vascolare e mamma, che in 6 mesi ha realizzato 200 quadri, iniziando da autodidatta durante il lockdown. Una delle sue opere è diventata il simbolo dell’associazione: si tratta di un quadro dal titolo “La donna delle rose” che è stato stampato su tutto il merchandising dell’associazione.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 24 Novembre 2020
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