Italia Viva Busto Arsizio su Accam: “Disponibili a collaborare col sindaco ma a certe condizioni”

Gli uomini del partito di Renzi in città sottolineano, in una nota, la necessità di una collaborazione al di fuori della maggioranza che sostiene Antonelli, a fronte dei diktat leghisti

I coordinatori cittadini di Italia Viva a Busto Arsizio, Davide Boniotto e Giuseppina Lanza, entrano nel pieno della vicenda Accam per esprimere la posizione del circolo locale del partito fondato da Matteo Renzi che in consiglio comunale esprime un consigliere di minoranza (Massimo Brugnone): Abbiamo ascoltato i cittadini di Borsano, ci siamo confrontati con chi lavora nel settore e studiato le carte dei bilanci e dei progetti di rilancio della società. Abbiamo messo sul tavolo valutazioni che siano non solo politiche, ma che guardino agli impatti ambientali, sociali ed economici del territorio» – scrivono in una nota.

Gli esponenti di Italia Viva sostengono di aver individuato la vera causa della situazione di estrema difficoltà della società: «A nostro avviso appare avere origine non nella gestione presente, ma nel passato, come emerso non ultimo anche dall’inchiesta Mensa dei Poveri, nel solco di una cattiva politica che tende a vedere le partecipate come “poltronifici” di personalità che poco o nulla hanno a che fare con logiche di competenze industriali o economiche. Bisognava forse chiedersi, ad esempio, come fosse possibile che il costo per i 28 dipendenti fosse arrivato a quasi due milioni di euro, con un costo medio per risorsa compresi operai e impiegati di circa 68mila euro quando il reddito medio in città era di 17.445 Euro. Ed è evidente che all’interno di Accam non guadagnavano tutti nello stesso modo».

Italia Viva sostiene che il sindaco Antonelli, di fronte alle resistenze del socio di maggioranza leghista, voglia «per l’ennesima volta tirare per la giacchetta l’opposizione perchè si assuma, al posto della maggioranza, una responsabilità sul tema Accam. Questo perché è evidente la spaccatura interna al centro destra con la Lega che dichiara sulla carta di voler chiudere l’impianto nel 2027 e il sindaco che chiede di prorogarne invece la vita».

In questo scenario Italia Viva «non si sottrae alle proprie responsabilità, convinta che la gestione integrata del ciclo dei rifiuti sia un valore aggiunto dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. Ma con gli opportuni distinguo e certezze per i nostri cittadini. Per questo siamo pronti a sostenere il piano di rilancio solo a determinate condizioni».

Ecco cosa chiede: «Chiediamo un monitoraggio continuo e trasparente delle emissioni dell’impianto con divulgazione dei dati giornalieri on line; un piano industriale che riporti il core business ad occuparsi dei rifiuti dei comuni soci, senza cercare maggiore marginalità in altri prodotti, e metta in chiaro un revamping del termovalorizzatore che assicuri sia il rispetto della qualità dell’aria sancito dalle normative europee, sia la produzione di energia da distribuire ai nostri cittadini; nella nuova fase di rilancio, la nomina di un competente management di estrazione industriale e non semplicemente di nomina politica».

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 09 Novembre 2020
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