La proposta di Lunghi: Malpensafiere come hub logistico sanitario

Il presidente della Camera di Commercio di Varese ha presentato i dati dell'analisi coongiunturale del primo semestre: export in calo, cresce la produzione tra stop e rimbalzi. Sui bandi: «Il numero delle domande ricevute sottolinea lo sforzo d’innovazione delle nostre imprese»

fabio lunghi

«Malpensafiere potrebbe diventare hub logistico sanitario del territorio. Su questa idea ci piacerebbe ragionare con Regione Lombardia». La proposta arriva direttamente da Fabio Lunghi, presidente della Camera di Commercio di Varese che è proprietaria del centro fieristico.

Non era certo questo l’oggetto della conferenza stampa tenuta dal numero uno della Camera di Commercio, ma va da sè che nella riflessione sui dati congiunturali elaborati dell’Ufficio Studi e Statistica dell’ente ci fosse anche uno spazio importante dedicato alla progettualità in un momento particolarmente delicato per la provincia.

C’È VOGLIA DI RIPARTIRE 

La Camera di Commercio in quest’anno pandemico ha fatto la sua parte. Il report sui bandi, finanziati con una manovra di bilancio senza precedenti ,dimostra che le imprese avevano bisogno di quell’intervento.  Oltre 1700 domande perlopiù destinate al sostegno al credito. «Il numero delle domande ricevute, per progettualità che toccano ambiti differenziati, sottolinea lo sforzo d’innovazione delle nostre imprese – continua Lunghi –. Avevamo messo a disposizione del sistema economico varesino 4 milioni e 700mila euro, considerando anche le risorse frutto della sinergia con Regione Lombardia. Le richieste delle aziende ci hanno indotto a decidere, con un grande impegno, un rifinanziamento di un milione e mezzo di euro. Vogliamo garantire un contributo a tutti quegli operatori economici che avevano presentato domanda nei modi e nei termini corretti. Risorse che, complessivamente, hanno dato vita a investimenti per 1 milione 800mila euro mentre il valore dei finanziamenti generati con le misure a sostegno del credito è stato di 26 milioni».

EXPORT IN CALO, CRESCE LA PRODUZIONE TRA STOP E RIMBALZI

In un sistema come quello varesino caratterizzato da un’altissima propensione all’export, il dato del primo semestre non è un buon segnale: il valore del commercio verso l’estero ha raggiunto i 4 miliardi e 216 milioni di euro (-15,6% rispetto allo stesso periodo 2019). Si spera in un dato migliore per il terzo trimestre.

Tra luglio e settembre, l’indice di produzione del manifatturiero varesino è tornato a crescere rispetto al trimestre precedente, anche se in discesa su base annua. L’analisi dell’Ufficio Studi e Statistica di Camera di Commercio, basata sull’indagine congiunturale di Unioncamere Lombardia che ha intervistato 288 imprese della nostra provincia, evidenzia per il terzo trimestre 2020 un miglioramento: da -23,2% a -7,4% nell’industria e da -24,1% a -8,5% nell’artigianato.
«Un aspetto da rilevare è che – spiega il presidente Lunghi –, se in occasione della crisi finanziaria del 2008 la caduta in campo negativo si era protratta per ben sei trimestri, questa volta il sistema ha dimostrato di essere maggiormente reattivo. Dopo mesi in cui ha messo in gioco la propria capacità di resilienza, si è riattivato nel corso dell’estate senza esitazioni». Inoltre, una certa ripresa della dinamica imprenditoriale, già visibile a maggio, ha trovato conferma soprattutto a settembre, quando si sono registrate 283 nuove imprese a fronte di 154 cessazioni d’attività, e a ottobre, dove i dati parlano di 337 aziende nate e 236 chiuse.

L’ondata autunnale della pandemia, manifestatasi sul nostro territorio ancor più forte che a marzo, ha poi dato un nuovo stop a questo rimbalzo. Due indicatori possono essere presi come variabile chiave di quello che sta succedendo: la circolazione dei veicoli e il transito pedonale. Sin da metà ottobre, hanno iniziato a mostrare una certa diminuzione. Secondo il report giornaliero di Apple, che registra gli spostamenti attraverso i cellulari, nella prima settimana dopo il Decreto del 4 novembre, in Regione Lombardia il traffico è sceso dall’80% al 50%, rispetto ai dati precedenti all’esplosione della pandemia. Situazione, comunque, meno impattante nel confronto con quella del primo lockdown, quando il transito crollò al 15% nelle settimane più difficili di aprile.

Per quanto riguarda il mercato del lavoro, come conseguenza del blocco dell’economia, ad aprile non sono stati rinnovati numerosi contratti a termine, poi riattivati in particolare a giugno. A settembre si è registrata un discreta dinamica, ma in rallentamento rispetto allo scorso anno. I livelli di disoccupazione al momento sono contenuti dagli ammortizzatori sociali e dal blocco dei licenziamenti. Venendo alla cassa integrazione, in provincia di Varese, complessivamente, sono state autorizzate 51 milioni di ore tra gennaio e settembre, mentre dal 23 febbraio al 25 settembre nella Cig Covid sono stati coinvolti l’11,6% dei lavoratori e il 15,5% delle imprese.

Il tutto nella consapevolezza che le vicende degli ultimi giorni hanno cambiato profondamente lo scenario ed è indispensabile un nuovo sforzo di vicinanza al sistema economico per ripartire sulla base di un impegno condiviso: «Come Camera di Commercio – conclude Lunghi –, siamo di nuovo pronti a fare la nostra parte a supporto delle imprese e degli operatori economici. Garantiamo ancora una volta il nostro impegno, stando vicini ad artigiani, commercianti, industriali e agricoltori per rimettere in moto l’ingranaggio».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 Novembre 2020
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