Riforma dello sport: gli enti di promozione sportiva scrivono al ministro Spadafora

Due i problemi principali da affrontare: la scarsa rappresentanza destinata allo sport sociale e i rapporti spesso difficili con le diverse federazioni

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In questi ultimi giorni l’impegno Uisp si è concentrato sulla necessità dell’ultimo sforzo da affrontare affinché il decreto attuativo della legge delega sul riordino del sistema sportivo possa vedere la luce. Sappiamo che il ministro per le Politiche giovanili e lo Sport e il Governo stanno lavorando affinché la promozione sportiva abbia il riconoscimento a pieno titolo della pari dignità. E che finalmente si possano liberare tutte le energie positive che l’associazionismo sportivo di base è in grado di mettere in campo per lo sviluppo dell’intero Paese.
Per questo Uisp ha condiviso la lettera inviata da tutti gli Enti di Promozione Sportiva al Ministro Vincenzo Spadafora (la versione integrale è su www.uisp.it).

Gli Enti di Promozione Sportiva, si legge nella lettera, concordano sul fatto che «lo sport e il movimento sono sempre più percepiti come uno strumento di prevenzione in grado di rispondere alla domanda di miglioramento della qualità di vita. Sono sempre più espressione di un bisogno sociale, non più legato in modo esclusivo alla competizione, ma collegato ad una richiesta individuale e collettiva di benessere, di inclusione e coesione sociale, nonché di educazione». Ed ecco perché ritengono sia ormai necessario organizzare a dovere le leggi che riguardano questo ambito.

Non solo: i problemi da superare sono essenzialmente due: «Da un lato la carenza di rappresentanza del mondo dello sport sociale, anche in funzione del numero dei praticanti, ampiamente maggioritario, che rappresenta, e dall’altro il difficile e a volte conflittuale rapporto con le federazioni».

Gli EPS propongono i principi ispiratori di una riforma del settore: «Più equilibrio tra promozione e competizione; meno verticismo nella strutturazione del sistema, a favore di un modello più inclusivo e partecipato; più investimenti in cultura sportiva attraverso il reperimento di risorse da dedicare alle istituzioni scolastiche e alle infrastrutture sportive». Temi da tenere al centro della riforma, come quello dei finanziamenti, non solo per l’inadeguatezza del modello attuale, «ma anche perché vogliamo e dobbiamo comunicare un’attenzione diversa nei confronti di tutto ciò che è pubblico».

Il testo redatto finora, però, «non soddisfa molte delle citate priorità», soprattutto per quanto riguarda la rappresentanza. Ecco perché i rappresentanti degli Enti di Promozione Sportiva scrivono al ministro Spadafora, «auspicando un maggiore coinvolgimento delle componenti sportive strategiche nella realizzazione del progetto di riforma del sistema».

SPECIALE UISP – Tutti gli articoli di VareseNews in collaborazione con UISP Varese

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Pubblicato il 11 Novembre 2020
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