Aids: nel 2019 diagnosi in calo. I giovani la fascia più a rischio

Nella giornata mondiale contro l'AIDS si torna a parlare della bassa percezione dei rischi correlati al virus. I rapporti sessuali tra gli uomini tra le principali cause di trasmissione

aids

In lieve calo nel 2019 le nuove diagnosi di infezione da HIV, ma cresce il numero dei contagi tra i giovani e si arriva in ritardo al test. Questa la fotografia dell’ISS in occasione della Giornata Mondiale contro l’AIDS, il primo dicembre.

In Italia dal 2012, sono in costante calo le nuove diagnosi di infezione da HIV, soprattutto nell’ultimo biennio, con un’incidenza che è lievemente inferiore a quella delle altre nazioni dell’Unione Europea.

IN LOMBARDIA L’INCIDENZA PIU’ ALTA

Giornata mondiale contro l'AIDS 2020

Nel 2019 le nuove diagnosi a HIV sono state 2531 con un’incidenza di 4,2 nuove diagnosi ogni 100.000 abitanti.
Il tasso maggiore si riscontra in Lombardia ( incidenza del 4,9 per centomila) e nel Lazio ( 5,5). Il primato però spetta alla Valle d’Aosta con 6,4 casi ogni 100.000 abitanti.

Nella nostra regione, siamo passati dai 1103 casi del 2012 ai 995 dell’anno successivo ai 776 del 2016, fino ai 544 dello scorso anno per un totale di 6592 diagnosi effettuate tra il 2012 e il 2019. Tra le province lombarde, le più colpite nel 2019 sono state Milano con 190 casi, Bergamo con 66 e Brescia con 63.

LA FASCIA PIU’ COLPITA E’ QUELLA 25-29 ANNI

La nota negativa, però, è che il numero più frequente di nuove diagnosi si registra nella fascia d’età 25-29 anni, l’età mediana invece è 39 anni per le femmine e 40 anni per i maschi. È più coinvolta la popolazione maschile ( l’80% delle nuove diagnosi).

LA VIA DI TRASMISSIONE PIU’ FREQUENTE E’ QUELLA SESSUALE

Giornata mondiale contro l'AIDS 2020

Rispetto agli anni precedenti, inoltre, cambia la modalità di trasmissione: nel 2019, per la prima volta, la quota di nuove diagnosi HIV riferibili a maschi che fanno sesso con maschi (MSM) ha raggiunto quella attribuibile a rapporti eterosessuali (42%), che invece è stata da sempre la modalità più frequente.

DIAGNOSI TARDIVE
Il 60% delle persone diagnosticate con infezione da HIV nel 2019 erano già in fase avanzata di malattia e ignoravano di essere HIV positive già da molto tempo.

Diminuiscono le nuove diagnosi nella popolazione straniera
: lo scorso anno è stato poco più del 25%. In questa comunità, la fascia più coinvolta è quella eterosessuale

 NUOVI CASI DI AIDS

Giornata mondiale contro l'AIDS 2020

Nel 2019, sono stati diagnosticati 571 nuovi casi di AIDS segnalati entro maggio 2020.
Dal 1982, anno della prima diagnosi di AIDS in Italia, al 31 dicembre 2019 sono stati notificati al COA 71.204 casi di AIDS.
Nell’ultimo biennio 2018-2019 le Regioni che hanno presentato il maggior numero di diagnosi sono nell’ordine: Lombardia con 6596 casi ( erano 5884 nel 2008) di cui 311 nel biennio 2018/19, Lazio, Toscana.

A Varese, l’incidenza è di 1,5 ogni 100.000 abitanti, con 2087 segnalazioni di cui 1975 relative a residenti.

ETA’ MEDIANA
L’età mediana alla diagnosi dei casi adulti di AIDS mostra un aumento nel tempo, sia tra i maschi che tra le femmine.
Infatti, se nel 2001 la mediana era di 39 anni per i maschi e di 36 per le femmine, nel 2019 le mediane sono salite rispettivamente a 47 e 45 anni.

BASSA LA PERCEZIONE DEL RISCHIO DI CONTRARRE L’HIV
In Italia, circa il 40-60% delle persone sieropositive viene diagnosticata in una fase avanzata dell’infezione da HIV e la proporzione di queste diagnosi tardive non sembra diminuire sostanzialmente dal 2010. Questo potrebbe essere dovuto a una bassa percezione del rischio di contrarre l’infezione da HIV nella popolazione generale.

La bassa percezione del rischio può essere conseguente a diversi fattori come l’idea, ad esempio, che l’HIV non sia più un problema di salute, grazie all’elevata efficacia dei trattamenti antiretrovirali, così come anche alla paura e/o allo stigma legati a un’eventuale diagnosi positiva.

Giornata mondiale contro l'AIDS 2020

Si stima che in tutto il mondo le persone viventi con infezione da HIV siano oltre 30 milioni. In Italia, considerando le stime delle persone HIV+, ma inconsapevoli del loro stato sierologico, il numero delle persone viventi con l’HIV potrebbe variare da 108.214 a 156.910.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 Dicembre 2020
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