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“Salviamo gli alberi di Gallarate” replica all’assessore Rech sui tagli in piazza Giovanni XXIII

Gli appartenenti al gruppo che difende gli alberi della piazza replicano: "Da mesi chiediamo il confronto sul progetto della piazza, senza purtroppo ottenerlo né nei fatti né nelle parole"

Piazza stazione Gallarate

Il Comitato “Salviamo gli alberi di Gallarate” ritiene necessario replicare alle dichiarazioni di esponenti della Giunta, dopo la conferenza stampa del 26 dicembre e lo fa con una nota stampa che pubblichiamo integralmente di seguito sul tema del taglio degli alberi in piazza Givoanni XXIII.

L’Assessore Rech ha accusato il Comitato di non essersi voluto confrontare e di aver addirittura rifiutato un invito, aggiungendo che “Con un po’ di buon senso si poteva risolvere, queste persone non sono mai venute sul posto”.

Il Comitato è nato da un gruppo trasversale e indipendente di cittadini gallaratesi stanchi di vedere, nel corso degli anni, il progressivo depauperamento del verde pubblico, a causa di progetti urbanistici dissennati. Siamo cittadini gallaratesi che vivono a Gallarate o che a Gallarate hanno trascorso gran parte della loro esistenza e che sono cresciuti con quelle piante che ora rischiano di essere abbattute. Ma prendersi cura dell’ambiente è un dovere di cittadinanza planetaria che va oltre la vicinanza geografica, perché il Pianeta è uno.

In questi mesi abbiamo continuamente chiesto all’Amministrazione il confronto sul progetto della piazza, senza purtroppo ottenerlo né nei fatti né nelle parole. Abbiamo cercato di partecipare, secondo quanto previsto dalla legge, all’iter amministrativo del progetto depositando una serie di osservazioni elaborate e discusse collettivamente, senza ottenere alcun riscontro nel merito, ma ricevendo anzi commenti a volte ingiuriosi e persino minacce di querela. L’accesso agli atti, richiesto il 10 agosto, è stato consentito solo dopo 2 mesi, dopo una seconda reiterazione della richiesta e a seguito di ripetute sollecitazioni.

Alle osservazioni puntuali formulate sull’opera di riqualificazione, è stato risposto sbrigativamente che erano già recepite nell’ultima versione progettuale. Alla richiesta di non abbattere gli alberi è stato risposto persino negando che l’abbattimento fosse previsto nel progetto. A causa di questa sordità, il Comitato si è visto costretto a promuovere, a proprie spese, un’iniziativa legale e persino una perizia agronomica, per ottenere quella trasparenza che sarebbe dovuta per legge dalla Pubblica Amministrazione ad ogni cittadino.

Anziché confrontarsi nel merito, la Giunta ha voluto accelerare l’esecuzione del progetto per produrre un fatto compiuto, chiudendo l’iter amministrativo l’11 novembre, con la possibile conseguenza irreversibile del taglio degli alberi. La decisione di ricorrere all’intervento d’urgenza del Tar è stata presa dal Comitato per preservare il patrimonio arboreo della piazza, altrimenti a forte e immediato rischio, come il Presidente del Tar Lombardia ha riconosciuto nel suo decreto di sospensione dei lavori.

L’Amministrazione, ampiamente informata in anticipo di tutti i graduali passaggi dell’azione legale, ha ancora una volta risposto con il silenzio a tutte le evidenze e le richieste che l’avvocato Cicchiello, a nome del Comitato, aveva presentato per evitare di giungere ad un ricorso. A questo punto, Il Comitato continuerà a sostenere in sede di diritto le argomentazioni che purtroppo non sono state ascoltate da chi rappresenta le istituzioni cittadine.

E’ certo prerogativa di un Sindaco e della sua Giunta governare e realizzare progetti per la città, ma è anche loro dovere rispondere nel merito alle legittime domande e osservazioni di ogni singolo cittadino. Un’opera costosa e importante come quella di Piazza Giovanni XXIII avrebbe richiesto un’informazione puntuale e un confronto trasparente dell’Amministrazione con la cittadinanza, che non ci sono stati.

Con il suo atteggiamento, la Giunta nega risposte e manifesta arroganza non verso il Comitato, ma verso le centinaia di persone che stanno chiedendo con una petizione di salvaguardare gli alberi della piazza, e verso tutti i cittadini e le cittadine di Gallarate, che hanno il diritto di valutare e di esprimersi su un progetto che trasformerà uno dei luoghi più importanti della loro città rischiando di comprometterne il valore ambientale e storico.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 Dicembre 2020
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