San Macario, il paese diviso tra due Comuni (e dalle norme anti-Covid)

Già un secolo fa il villaggio era diviso, con il confine che passava tra le antiche corti agricole. Con i divieti introdotti dal Dpcm si è riscoperto il "confine", anche se i disagi non sono certo molti

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Nella strada centrale di San Macario, a un certo punto, le luminarie di Natale cambiano stile: da un lato infatti ci sono le luminarie “a stella” del Comune di Samarate, dall’altro quelle multicolori del Comune di Ferno. Perché questo paese – probabilmente unico in provincia – vive una situazione tutta particolare: un paese diviso dal punto di vista amministrativo tra due diversi Comuni.

«C’è gente che neppure sa se abita sotto Ferno o sotto Samarate» dicono alla pasticceria Testa, uno dei negozi del paese. Il confine tra i due Comuni passa proprio a due passi: «Io sono il primo della via De Gasperi di Samarate, di là c’è la prima casa di Ferno, via Oberdan», spiega il titolare.

Lo dice anche il cartello stradale, che annuncia l’ingresso in territorio di Samarate, anche se poi il cartello marrone in dialetto chiarisce che in realtà il paese è lo stesso, “San Macàri”.

A trenta metri dal confine – in territorio di Ferno – c’è anche il negozio di Enrico Puricelli, sanmacarese e sindaco (di Samarate). «Le persone si muovono, perché alcuni servizi esistono solo da una parte o dall’altra, ad esempio la chiesa». Lo conferma anche il suo collega Filippo Gesualdi, sindaco di Ferno: «Anche come Polizia Locale abbiamo ora un servizio anti-Covid congiunto tra il comando di Samarate e quello di Ferno-Lonate, c’è un minimo di tolleranza».

Del resto alcuni servizi sono comunque comuni alle due metà del paese: la farmacia, la chiesa parrocchiale, le scuole stesse. Ed essendo i più prossimi alle abitazioni della frazione consentono gli spostamenti. «La gente non si fa problemi: io del resto sono l’edicola di San Macario» racconta la simpatica edicolante, Viviana De Andrea. «Ogni tanto ci scherziamo anche su».

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Se si cerca San Macario su Google Maps, la mappa segnala la San Macario di Ferno, indicato in rosso: il confine con il Comune di Samarate corre a Nord (sopra, nell’immagine) e a Est (a destra nell’immagine)

Va detto che in altre località i paesi si sono saldati nelle zone della periferia di villette e capannoni, ma qui il confine tra i due Comuni passa proprio dentro al paese, nella zona delle vecchie corti agricole che esistevano già un secolo fa. I cartelli di confine tra i due Comuni sono sulle strade principali di accesso, nella parte vecchia del paese invece c’è solo in via Oberdan/De Gasperi, la strada più centrale.

Ignorano i confini amministrativi le viuzze laterali, dai nomi poetici come Via del Fabbro o Via del Forno. «C’è anche qualche casa divisa, la casa in un Comune e il cortile nell’altro», raccontano alcuni abitanti. E nella periferia Sud del paese c’è persino qualche proprietà che ha una parte di giardino o di cortile in un altro Comune ancora, Lonate Pozzolo.

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San Macario in una foto aerea d’inizio anni Cinquanta: il paese era già diviso tra due Comuni, anche se le case in territorio di Ferno erano poche. Era in territorio di Ferno la fermata del tram Gallarate-Lonate Pozzolo, la linea curva che si riconosce sulla sinistra. Oggi al posto del binario del tram ci sono le vie IV Novembre di Ferno e Leonardo Da Vinci di Samarate

Ora: in questa situazione sembra che il divieto di spostarsi in altro Comune non tocchi poi molto, perché le esigenze di acquisto consentono di raggiungere appunto gli esercizi commerciali più prossimi. Certo non vuol dire che le misure non abbiano un impatto, ma in questo tutto sommato San Macario è come qualunque altro paese d’Italia: «Se togliessero le limitazioni le cose migliorerebbero, perché comunque le persone non possono venire da fuori e hanno anche paura delle sanzioni» dice Rossella Caligiuri, presidente del consiglio comunale (di Samarate), fiorista con locali in territorio di Ferno, quasi di fronte al negozio del sindaco (di Samarate).

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A sera nelle vie della periferia residenziale si vedono persone a passeggio con il cane e runner che corrono (rigorosamente soli): per loro vale il divieto di accesso alla parte di paese in altro Comune.
Per il resto, per muoversi “oltre confine” basta avere un motivo per recarsi in un negozio o per un servizio, come la scuola. La maggior parte dei negozi – pizzeria d’asporto, bar, pasticceria, edicola-cartoleria, farmacia, ferramenta – sono in territorio di Samarate, anche se l’esigenza di spostamento più sentita va in senso opposto: l’unico supermercato della zona è infatti in territorio di Ferno. Per la sua posizione, serve anche molti cittadini delle vicine Samarate (centro e San Macario) e Cardano al Campo (è comodo per chi abita nel rione Sud della cittadina). «Per evitare assembramenti è stato limitato l’accesso: tre giorni per i cittadini di Samarate e Cardano, tre giorni per quelli di Ferno» racconta ancora il titolare della pasticceria Testa.

Una disposizione prevista dal sindaco (di Ferno) Gesualdi: adesso – con l’arrivo della “zona gialla” che fa decadere le limitazioni al movimento tra Comuni – dovrebbe essere superata, conferma lo stesso primo cittadino. Tutti gli abitanti di fede cattolica, intanto, hanno intanto continuato a recarsi nella chiesa parrocchiale del paesino, un bell’edificio ottocentesco recentemente restaurato (la parrocchia risale al 1610, nata proprio per superare la doppia dipendenza da Ferno e Samarate). Resta da capire come faranno al 25 dicembre quando, stando alle regole attuali, sarà in vigore il blocco totale dei movimenti tra Comuni vicini.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 11 Dicembre 2020
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