Rapporto Banca Intesa: ripresa stabile nel terzo trimestre del 2021

I distretti industriali hanno reagito bene. Le imprese manifatturiere danno segnali di ripresa mentre i servizi stentano ancora a causa delle restrizioni. Si conferma la centralità delle filiere

Pmi Day 2019

«La ripresa diverrà più stabile a partire dal terzo trimestre 2021, grazie al raggiungimento di una elevata quota di popolazione vaccinata anche in Europa». Questa previsione è contenuta nel tredicesimo Rapporto annuale economia e finanza dei distretti industriali, “Dai distretti industriali la spinta per la ripresa” curato dalla Direzione studi di Banca Intesa Sanpaolo.

Il rapporto si basa sull’analisi dei bilanci 2008-19 di 20.770 aziende appartenenti a 159 distretti industriali, a confronto con quelli di 62.773 imprese “non distrettuali”. Esaminate complessivamente 83.550 imprese con un fatturato aggregato di 769 miliardi (di cui 254 miliardi nei distretti). Le stime dei risultati economico-reddituali delle imprese nel biennio 2020-21. Il rapporto analizza le criticità che hanno colpito i distretti (crollo dei fatturati, perdite di esercizio, tensioni finanziarie lungo le filiere) e valuta i fattori di resilienza da cui ripartire, con un focus sulle filiere produttive.

IL VISIONE PER IL 2021

Il rapporto parla di Crescita globale del Pil 5,9% nel 2021, dopo il -3,5% del 2020 e il rimbalzo sarà con protagonisti Asia e Stati Uniti. Le politiche fiscali rimarranno espansive e le politiche monetarie accomodanti nei paesi avanzati. I prezzi delle commodities hanno beneficiato delle attese di rimbalzo della economia globale e la ripresa dell’inflazione sarà più significativa negli Stati Uniti che in Europa, mentre sono previste tensioni su trasporti e semiconduttori.

I rischi di breve termine sono legati alla lentezza della campagna vaccinale e al permanere delle misure restrittive in Europa, mentre l’insorgere di nuove varianti virali resistenti ai vaccini rappresenta una minaccia. L’esclusione dei paesi emergenti dalle vaccinazioni impedirà una piena normalizzazione.

I rischi potenziali di lungo periodo sono legati all’aumento di debito pubblico e privato: rischi di instabilità finanziaria se i programmi di investimento non riusciranno ad aumentare i tassi di crescita del Pil.

I DISTRETTI HANNO REAGITO BENE

Come si è detto in Italia è previsto un recupero dal secondo trimestre del 2021, con una buona reazione da parte dei distretti, anche se il rapporto evidenzia la difficoltà dei servizi, che restano lontani da una ripresa perché risentono ancora pesantemente degli effetti delle restrizioni, rispetto alla ripresa del manifatturiero.

Le aziende hanno peggiorato la loro redditività ma accumulato patrimonio e liquidità.
I distretti della meccanica si sono contraddistinti nell’adozione di tecnologie, ma secondo l’analisi del rapporto il vero cambio di passo si farà  solo con un rilancio degli investimenti, soprattutto immateriali.

LA CENTRALITÀ DELLE FILIERE

Le filiere di prossimità restano un fattore competitivo per le imprese dei distretti che hanno una distanza media degli acquisti inferiore a quelle non distrettuali. C’è inoltre un maggior radicamento locale confermato dalla localizzazione degli stabilimenti delle Pmi distrettuali.

L’organizzazione reticolare  trova conferma nell’elevata intensità delle interazioni tra imprese (misurata dagli alti coefficienti di clustering delle reti distrettuali).
Nelle filiere distrettuali occorrono meno passaggi intermedi per raggiungere qualsiasi altra impresa del network, rispetto alle reti non distrettuali con specializzazione simile.
Nei distretti emergono poi segnali di una struttura gerarchica delle relazioni tra imprese, con la presenza di capofila che concentrano un maggior numero di transazioni.
Spiccano inoltre anche relazioni tra imprese che appartengono alla stessa classe
dimensionale, a testimonianza dell’elevato spirito di collaborazione che anima le filiere distrettuali. Infine il rapporto osservare la presenza, in ogni settore di specializzazione distrettuale, di imprese che “lavorano” sia per i distretti sia per le aree non distrettuali.

Infine le imprese stanno riorganizzando le reti di fornitura con un mix di strategie anche se è il territorio a mantenere la sua centralità.

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Pubblicato il 23 Aprile 2021
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